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Salute ed economia

Un difficile (ma non impossibile) equilibrio

  23/01/2021 — Di Antonio Grassi

Salute+ed+economia

È prioritaria la salute o l'economia?

D'acchito viene da rispondere: «la salute», diritto sancito dall'articolo 32 della Costituzione Italiana. Ma senza l'economia la salute va a farsi fottere.  

Allora prioritaria è l'economia, che è strettamente legata al lavoro, anch'esso un pilastro della Costituzione: «L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro» (articolo 1). Ma l'economia senza la salute è un cavallo zoppo. 

La risposta potrebbe essere: nessuna priorità, ma la mediazione tra i due poli. Un equilibrio tra salute ed economia, tra palco e realtà per citare Ligabue che non ha nulla da spartire con questo discorso, però rende l'idea.

Ma qual è il punto d'incontro? Se su alcuni parametri oggettivi pochi eccepiscono, su altri - più soggettivi –in tanti divergono e l'equazione rischia di diventare irrisolvibile. 

L'interrogativo sulla priorità tra salute ed economia ha radici antiche e profonde. L'emergenza Covid-19 lo ha reso attuale e terribilmente drammatico.  

È la quadratura del cerchio. È la ricerca del sacro Graal. È lo scontro tra due concezioni del mondo, non disgiunte tra loro. È l'eterna contraddizione tra chi considera l'economia il Moloch al quale sacrificarsi e chi, invece, la concepisce strumento di crescita, sviluppo e uguaglianza. È il dilemma: chiudere oppure no un'industria inquinante? Morire di fame oggi o di tumore domani? Aprire le fabbriche e rischiare il contagio o chiuderle e distruggere l'economia? È l'hashtag #yeswework, schiaffo al virus, o la zona rossa? È il video Bergamo is running, diffuso durante il primo contagio o l'angosciante colonna di camion militari con le bare in viaggio per i forni crematori? 

La politica non aiuta. Impegnata a salvaguardare la salute degli elettori, al contempo preoccupata di non perdere consenso e voti, vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca. Taglia, cuce, rammenda. Si diletta con i colori. E a Roma si gioca ai ragazzi della via Paal. 

Per Domenico Guzzini l'equilibrio tra salute ed economia si raggiunge con un po' di morti, senza precisare il numero 

Le persone – ha dichiarato, mentre era presidente di Confindustria di Macerata - sono un po' stanche e vorrebbero venirne fuori, anche se qualcuno morirà, pazienza. (Ansa, 15 dicembre 2020)  

Libero di pensarlo e poi di scusarsi, bravo a dimettersi pochi giorni dopo dalla carica ricoperta. 

Per Angelo Ciocca, europarlamentare della Lega, non c'è storia

Se si ammala un lombardo vale di più che se si ammala una persona di un'altra parte d'Italia. (Il Giornale 18 dicembre 2020 nel riferire della trasmissione Lombardia Nera di Antenna 3 del 17 dicembre)

Il motivo?

Sulla salute non si può fare politica, ma bisogna fare anche un ragionamento economico per il Paese perché purtroppo, è un dato di fatto, un cittadino lombardo paga più tasse rispetto un cittadino laziale.  

Prima i fortunati, poi gli sfigati che, appunto perché sfigati, dovrebbero essere ulteriormente penalizzati.  

Libero di pensarlo, ma riflettere 10 secondi prima di dichiararlo gli avrebbe giovato in termini elettorali. 

Per Letizia Maria Brichetto Arnaboldi, più conosciuta come Letizia Moratti, neo vicepresidente della Regione, l'imperativo è salvare la Lombardia. Come il soldato Ryan. In una lettera al Commissario straordinario Domenico Arcuri e relativa ai parametri da valutare per l'assegnazione della fornitura del vaccino anti Covid-19 evidenzia la necessita di considerare anche

l'elevata urbanizzazione e la mobilità intra ed extraregionale sono peraltro una manifestazione del dinamismo economico della Lombardia che deve essere preservato in quanto motore trainante del paese. (19 gennaio 2021) 

Libera di pensarlo, ma dovrebbe ricordare l'articolo 3 della costituzione: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali»

Queste dichiarazioni non significano nulla se prese singolarmente. Dicono, invece, molto se si considera il brodo di coltura che le ha generate, nutrite e sostenute. 

Che fare? Indicare una soluzione sarebbe presuntuoso, ma ipotizzare di rivedere il modello di società che si è imposto in questi anni, potrebbe essere una strada percorribile. Puntare a un sistema più armonico, che preveda la convivenza senza contrapposizioni tra economia e salute con vantaggi per qualità della vita e la convivenza non è un'eresia. 

L'economia sostenibile non è un'utopia e gode anche dell'endorsement di papa Francesco con le encicliche Laudato sì' e Fratelli tutti e scusate se è poco. 

In conclusione, è prioritaria la salute o l'economia? Né l'una, né l'altra. Prioritario è il ritorno alla politica. Prioritario il tipo di società che si vuole. Prioritaria la scelta tra l'uomo o il denaro. Il vil denaro. Superfluo aggiungere altro. 

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