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Salini, torna a casa (sulla Terra)!

Le guerre stellari possono attendere

  27/12/2020 — Di Antonio Grassi

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Massimiliano Salini, l'europarlamentare intergalattico, alcuni giorni prima di Natale, a bordo dell'Enterprise, è atterrato sulla terra. In pompa magna ha annunciato lo stanziamento europeo di circa 15 miliardi per il settore spaziale. La notizia e le sue dichiarazioni sono state pubblicate dai media nazionali e locali.

Un regalo con i fiocchi che il nostro capitano Kirk, nonché relatore del programma spaziale Europeo, ha giustamente enfatizzato.

Orgoglioso, ha sottolineato

L'industria e la ricerca spaziale europea sono tra le migliori del mondo, un vero pilastro dell'Europa, che vanta una tecnologia satellitare eccezionale sia a "monte" (upstream), con sistemi come Copernico e Galileo, sia a "valle", nelle attività downstream, dove ha di fronte una vera e propria autostrada di opportunità per l'impiego dei dati prodotti dai satelliti, offrendo servizi di grande utilità ai cittadini, a partire da soluzioni tecnologiche importantissime anche nella lotta al Covid, come i servizi di monitoraggio e tracciamento. (Cremaoggi, 16 dicembre)

Oltre all'upstream e al downstream, che sono già tanta roba, cosa si vuole di più dalla vita? Se si esclude il classico amaro Lucano, sia concessa una piccola, piccolissima richiesta. Sarebbe cosa buona e giusta, equa e salutare che il covid-19 venisse debellato prima dell'entrata in funzione delle nuove tecnologie di monitoraggio e tracciamento prospettate da Salini.

D'accordo che la politica è anche – non solo - l'arte di vendere il prodotto, ma ficcarci la pandemia nel progetto spaziale europeo è eccessivo. Certo è un'attività downstream. Molto downstream, ma altrettanto molto molto distante nel tempo. O comunque non applicabile in tempi accettabili per combattere il bastardissimo virus.

Bollare per furbata l'affermazione del comandate Kirk di casa nostra è ingiusto. Pensare che sia un goal segnato in fuorigioco potrebbe essere la definizione esatta. Insomma Salini non ha giocato sporco. Più banalmente, si è fatto prendere dalla foga del momento, in contrasto con l'immagine che si è costruita di personaggio sempre misurato e attento all'uso delle parole.

Precisato questo, applausi a Salini che sa distinguersi in Europa. Ha presentato interrogazioni sulla situazione in Algeria, sulla violazione dei diritti umani in Algeria; sulla liberazione di Narges Mohammadi e impatto del covid-19 sulle detenute iraniane; sulla garanzia della realizzazione del Sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (Ertms); sulla limitazione della partecipazione delle imprese europee alle gare d'appalto indiane; sugli approcci protezionistici nel settore agroalimentare francese durante la crisi del covid-19; sulla revisione delle misure di salvaguardia nel settore dell'acciaio in seguito alla pandemia; sulla reazione dell'Algeria alla risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei diritti umani nel paese; sugli effetti del coronavirus sul settore degli allestimenti fieristici.

La prima - più recente - interrogazione dell'elenco è del 29 ottobre 2020. L'ultima - più vecchia - del 12 marzo 2020. 

Salini non guarda al proprio ombelico, ma oltre l'orizzonte e, per un territorio abituato a politici che non vanno oltre la Repubblica del Tortello e privi di una visione prospettica, è manna caduta dal cielo. 

Per la nostra provincia Salini è una risorsa, ma dovrebbe scendere dalla pianta, égn so dal brocc. Ogni tanto il capitano Kirk dovrebbe uscire dall'Enterprise, togliersi la tuta spaziale, vestire i panni dei comuni cittadini e abbandonare quell'aria da tecnocrate che lo contraddistingue.

È il plenipotenziario di Forza Italia in Lombardia. La legge regionale 23/2015 è al capolinea. Sono iniziate le manovre per imporre un nuovo modello di assistenza. L'emergenza legata al covid-19 ha dimostrato il fallimento dell'attuale impostazione e la necessità di passare da un modello più legato alla medicina del territorio e meno all'ospedale. Nell'Ats, Cremona è con Mantova e anche questo non ha funzionato. Una quindicina di comuni della nostra provincia hanno approvato una mozione in consiglio affinché le due realtà vengano separate. Perché Salini non si schiera con loro?

È meno figo che salire sull'astronave e non coinvolge una platea internazionale. È meno figo di una guerra con i droni e implica uno scontro all'arma bianca. È meno figo della proposta della costruzione di un nuovo ospedale da 700 posti da realizzare a Cremona. È meno figo di Algeria, India, Francia, Iran. Il territorio è meno glamour. È meno tutto. Ma più vicino agli elettori e non in contrasto con la via Lattea. 

Salini dovrebbe essere meno global e più glocal. E glocal è trendy. Fighissimo. La perfezione. Forza Salini, dì qualcosa della nostra provincia.

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