Vai all'archivio notizie categoria L'Eco Storia

Soncino: tra arte e magia

Uno dei borghi più belli d’Italia è a due passi da Cremona

  16/08/2020

Di Roberta Tosetti

Soncino%3a+tra+arte+e+magia

Estate Covid. Estate particolare. Estate che porta speranza dopo tanto dolore. In provincia di Cremona, a poca distanza anche da Bergamo, Brescia e Lodi sorge Soncino, decretato uno dei borghi più belli d'Italia. È magico, spettacolare, storico, unico, capace attraverso la bellezza dei suoi monumenti di far dimenticare, almeno per poco tempo, la sofferenza di questi mesi di pandemia. Il suo castello lo rappresenta in tutto: da ogni angolo lo si ammiri non si può fare a meno di pensare come possa essere reale. Sembra un sogno. Sì, un sogno di mezza estate. In pochissimi anni, nel 1473, viene costruito nel luogo dove si trova proprio adesso, grazie alla presenza di argilla, che rende ricca questa zona, i lavori durano pochissimo e, in un attimo i Signori di Milano, gli Sforza, hanno una rocca di difesa proprio a due passi dai confini del loro stato. Ora dopo secoli la rocca sforzesca accoglie ogni giorno tanti visitatori che attraverso guide esperte assaporano scorci di vita medioevale. Per chi vive a Soncino, la rocca rappresenta il proprio Dna e, ne va fiero. Quindi in questo periodo dove i viaggi sono penalizzati per precauzioni importanti, dove si riscoprono quindi tesori vicini a noi, fare un salto a Soncino, dalla provincia è molto semplice. Si arriva subito e, si assapora la splendida accoglienza dei suoi abitanti, dei suoi locali, dei suoi ristoranti che creano accanto alle bellezze del borgo attrattiva culinaria. Senza nulla togliere alla Toscana, anche noi in provincia di Cremona ci difendiamo bene.

Un giro alla rocca sforzesca e al borgo di Soncino è un tuffo nel passato e nella contemporaneità. Sì perché Soncino è anche quello, visto che ha dato i natali a Piero Manzoni, il Piero della "Merda d'artista" (foto ANSA).

Buona visita!

Foto ANSA

Dall'archivio L'Eco Storia

  domenica 14 giugno 2020

In ricordo di Olof Palme

"La piena occupazione è e deve rimanere l'obiettivo fondamentale del socialismo"

  giovedì 10 novembre 2016

La forza, i meriti e il travaglio del PSIUP Quel 1946 della Repubblica e della Costituente di Giuseppe Azzoni

Nel 1946 quello socialista si chiamava Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP). Questo dal 1943, quando il fuoco incombente della Resistenza aveva indotto ad unificarsi il PSI di Nenni, il MUP (che definirei “proletario luxemburghiano”) di Lelio Basso ed i riformisti di Romita.

  domenica 30 aprile 2017

L’archivio di Franco Dolci pezzi di storia e di vita della nostra terra

Così il curatore Giuseppe Azzoni ha efficacemente definito l’operazione di catalogazione delle carte che il compianto protagonista di tante vicende sociali, politiche ed istituzionali

  martedì 22 settembre 2020

“Carmen”

Il 24 settembre 1944 veniva fucilato a Pozzaglio il partigiano Luigi Ruggeri

Rimani informato!