Vai all'archivio notizie categoria L'Eco Forum dei lettori

L'ECO Welfare / e fanno…63!

  09/10/2026

Di Redazione

L%27ECO+Welfare+%2f+e+fanno%e2%80%a663!

1) Lo diciamo a …l'ECO welfare   

ASST CREMONA INCONTRO CON I CAPIGRUPPO NUOVO OSPEDALE DI CREMONA, A CHE PUNTO SIAMO  Verifiche tecniche, approvazione del PFTE e prossime scadenze. Belleri: «Entro dicembre il primo obiettivo, nel 2027 il percorso per il finanziamento e la gara»

A che punto è il progetto del Nuovo Ospedale di Cremona, cosa è stato fatto nell'ultimo anno e quali sono i prossimi passaggi. Sono i temi al centro dell'incontro con l'Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale, convocato dal presidente Luciano Pizzetti, durante il quale il direttore generale dell'ASST Cremona Ezio Belleri ha illustrato lo stato dell'iter e il cronoprogramma.  «Quello trascorso è stato soprattutto un anno di verifiche tecniche, pareri, autorizzazioni e adeguamenti progettuali – spiega Belleri –. Passaggi necessari per arrivare alla validazione e all'approvazione del progetto. Oggi possiamo ricostruire con precisione il lavoro svolto e indicare le prossime scadenze».

DAL PFTE ALLE VERIFICHE

Il 23 settembre 2025 è stato consegnato il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) rafforzato.mL'8 ottobre sono stati avviati due percorsi distinti: la Conferenza dei Servizi e la verifica tecnica del progetto, affidata a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese terzo e indipendente, composto da NO GAP Controls e Inarcheck e individuato tramite gara di ARIA S.p.A.

 La Conferenza dei Servizi si è conclusa il 14 gennaio 2026, con l'acquisizione dei pareri e delle prescrizioni degli enti coinvolti. La verifica tecnica è proseguita nei mesi successivi e le osservazioni emerse hanno richiesto adeguamenti del progetto, recepiti nelle versioni del PFTE trasmesse il 4 febbraio, il 21 marzo e il 2 luglio 2026.

 Nel mese di agosto si è conclusa anche la verifica tecnica. Il rapporto ha individuato alcune non conformità residue, analizzate dal Responsabile Unico del Progetto per definire, per ciascuna, le attività necessarie e la fase nella quale affrontarle.

 «Le verifiche servono a individuare gli aspetti che devono essere approfonditi o adeguati prima dell'approvazione del progetto – sottolinea Belleri –. Le osservazioni emerse sono state analizzate e progressivamente recepite. Ora il percorso è definito: completare le attività necessarie, procedere alla validazione e arrivare all'approvazione del PFTE».

Nel frattempo, il 30 luglio 2026, è stata avviata con il Comune di Cremona la procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativa ai parcheggi previsti dal progetto. Il parere del Comune è atteso entro il 30 ottobre 2026.

 Il 5 ottobre 2026 il progetto è stato inoltre presentato al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il cui parere è atteso entro il 30 novembre.

IL PRIMO OBIETTIVO: APPROVARE IL PFTE ENTRO DICEMBRE Il primo traguardo indicato dal cronoprogramma è l'approvazione del PFTE entro il 31 dicembre 2026, con decreto del Direttore Generale dell'ASST Cremona.

Da qui partirà il percorso per il finanziamento: la richiesta sarà presentata a Regione Lombardia entro febbraio 2027 e successivamente trasmessa al Ministero della Salute, la cui approvazione è indicata entro giugno.

 Il passaggio successivo sarà la gara per la realizzazione dei lavori edilizi, da indire entro luglio 2027. Il cronoprogramma indica l'aggiudicazione entro la fine dell'anno e la sottoscrizione del contratto entro gennaio 2028.

«Queste date sono il riferimento sul quale programmiamo il lavoro e ne verifichiamo l'avanzamento – precisa Belleri –. Per un intervento di questa complessità, ogni passaggio è legato al completamento di quello precedente. Il cronoprogramma non è quindi un calendario statico: viene verificato nel tempo e, quando necessario, riprogrammato sulla base dell'effettivo avanzamento del procedimento».

 DALLA GARA AL CANTIERE

Il 2028 sarà dedicato alla progettazione esecutiva e alle attività necessarie per arrivare all'apertura del cantiere. Le diverse fasi si svilupperanno in larga parte contemporaneamente e comprenderanno la verifica e la validazione del progetto esecutivo e le autorizzazioni, tra cui il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) per la geotermia e il permesso di costruire.

 Completati questi passaggi, si potrà procedere alla consegna del cantiere e all'avvio dei lavori. La data di riferimento indicata oggi dal cronoprogramma è il 1° marzo 2029.

 La realizzazione della nuova struttura proseguirà fino al 2034. Seguiranno collaudi, accreditamento e trasferimento delle attività sanitarie, per arrivare all'entrata in funzione del nuovo ospedale nel 2035.

 «La gara non coincide con l'apertura del cantiere – chiarisce Belleri –. Nel mezzo ci sono la progettazione esecutiva, le verifiche e le autorizzazioni. Sono passaggi che vogliamo rendere chiari, perché consentono di capire cosa deve ancora accadere e come si sviluppa il percorso che porta all'avvio dei lavori».

IL QUADRO ECONOMICO

 Il quadro economico dell'attuale PFTE è pari a 438,2 milioni di euro e comprende le opere edilizie e impiantistiche, la progettazione, la direzione lavori e le imposte.

 Il valore non è direttamente confrontabile con i 330 milioni di euro indicati negli atti di programmazione che hanno preceduto il concorso internazionale per il progetto architettonico. Quella cifra rappresentava una stima iniziale, basata su prezzi antecedenti al 2020, formulata quando il progetto non era ancora stato individuato, nella fase di valutazione delle diverse soluzioni progettuali.

I 438,2 milioni di euro derivano invece dall'attuale Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, elaborato sulla base di un progetto che ha raggiunto un livello di definizione significativamente più avanzato.

 «Il confronto tra i 330 e i 438,2 milioni deve tenere conto del momento in cui i due valori sono stati elaborati – chiarisce Belleri –. Il primo risale alla fase precedente al concorso internazionale, quando il progetto non era ancora stato individuato e i prezzi di riferimento erano antecedenti al 2020. Oggi disponiamo invece del quadro economico dell'attuale PFTE, costruito su un progetto definito a un livello molto più avanzato».

UN PROGETTO REALIZZATO IN DUE FASI

 La realizzazione del Nuovo Ospedale è articolata in due fasi, per consentire all'attuale struttura di rimanere pienamente operativa durante i lavori.

 La prima comprende la costruzione del nuovo monoblocco ospedaliero e delle opere necessarie al suo funzionamento: parcheggio interrato, polo tecnologico e viabilità di accesso al Pronto Soccorso.  

Una volta completato il nuovo ospedale e trasferite le attività sanitarie, sarà possibile intervenire sulle aree che si renderanno disponibili. La seconda fase comprende le demolizioni previste, la realizzazione del Parco della Salute, dell'eli superficie e della viabilità pubblica, oltre alle funzioni complementari dedicate a formazione, nido e ricerca.  

Non si tratta quindi di due progetti distinti, ma di un unico intervento articolato secondo una sequenza che consente di garantire la continuità dell'attività ospedaliera.

 LA COPERTURA DELLA PRIMA FASE

 La programmazione regionale degli investimenti sanitari 2025–2031, approvata da Regione Lombardia con DGR XII/4939 del 4 agosto 2025, individua per la prima fase di realizzazione del Nuovo Ospedale di Cremona un importo di 438,2 milioni di euro. Il provvedimento ha natura programmatoria e definisce l'impegno regionale alla copertura della prima fase dell'intervento. Il percorso di finanziamento sarà perfezionato attraverso gli specifici provvedimenti attuativi previsti nelle successive fasi dell'iter.

 IL PERCORSO DI INFORMAZIONE CONTINUA

L'aggiornamento all'Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale riprende la modalità di confronto già seguita nel 2025, quando il percorso sul Nuovo Ospedale era partito proprio da questa sede per coinvolgere progressivamente istituzioni e comunità.

 I prossimi appuntamenti saranno con i dipendenti dell'ASST Cremona, il 20 ottobre, e con la Conferenza dei Sindaci, il 27 ottobre. Il confronto sarà poi esteso a Terzo Settore e volontariato, ordini professionali, studenti, Comitati di Quartiere e cittadini.

 «Riprendiamo il percorso avviato lo scorso anno, partendo ancora una volta dalle istituzioni per arrivare progressivamente a tutta la comunità – conclude Belleri –. Oggi mettiamo sul tavolo fatti, date, passaggi conclusi e quelli ancora da affrontare. È su questi elementi che vogliamo continuare a raccontare l'avanzamento del progetto».

2) Lo diciamo a …l'ECO welfare      

COMUNE DI CREMONA

Nuovo Ospedale di Cremona: il cronoprogramma presentato
da ASST Cremona ai Capigruppo in Ufficio di Presidenza

Il primo obiettivo è arrivare all'approvazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica entro il 31 dicembre 2026. Dopodiché sarà presentata a Regione Lombardia la richiesta di ammissibilità al finanziamento entro il 15 febbraio 2027 e sarà poi Regione a trasmettere la richiesta al Ministero della Salute, la cui approvazione è prevista entro il 15 giugno 2027. A presentare il cronoprogramma riguardante il nuovo Ospedale di Cremona è stato questo pomeriggio Ezio Belleri, direttore generale dell'ASST Cremona, durante l'Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale appena conclusosi.

Come ha specificato ASST Cremona in un documento consegnato ai Capigruppo, le date non sono statiche ma potranno variare date l'entità e la complessità del progetto. Da cronoprogramma, l'indizione della gara per i lavori è in programma entro il 31 luglio 2027, l'aggiudicazione dell'appalto entro il 31 dicembre 2027 e la sottoscrizione del contratto entro il 31 gennaio 2028. 

Per quanto riguarda la consegna del cantiere e l'avvio dei lavori, allo stato attuale, il cronoprogramma indica il primo marzo 2029 come data di riferimento. Il progetto del nuovo Ospedale, come presentato in Ufficio di Presidenza, si svilupperà in due fasi così da consentire all'ospedale di Cremona di rimanere pienamente operativo durante le attività edili. Nella prima fase è prevista la costruzione del nuovo monoblocco ospedaliero e delle opere necessarie come parcheggio interrato, polo tecnologico e viabilità di accesso al Pronto soccorso; nella seconda fase verranno realizzati il Parco della Salute, l'eli superficie, la viabilità pubblica, la costruzione delle funzioni dedicate a formazione, nido e ricerca.

Come riferito da ASST Lombardia il quadro economico dell'attuale PFTE è pari a 438,2 milioni di euro. Da cronoprogramma, dopo l'avvio dei lavori previsto al primo marzo 2029, la conclusione dei cantieri è in programma il 30 giugno 2034. Seguiranno poi attività necessarie per rendere operativa la nuova struttura come collaudi e trasferimenti delle attività sanitarie. L'avvio dell'attività del nuovo ospedale è previsto ad aprile 2035. 

Dopo l'aggiornamento in Ufficio di Presidenza, per ASST seguiranno gli incontri con i dipendenti, il 20 ottobre, e con la Conferenza dei Sindaci, il 27 ottobre. Nel corso del 2027 saranno poi messi a calendario confronti con soggetti del Terzo settore e del volontariato, con comitati di quartiere, ordini professionali e studenti.  

Luciano Pizzetti, Presidente del Consiglio Comunale, dichiara: «Mesi fa facemmo un primo incontro per avviare il confronto sul nuovo ospedale. Quello di oggi è servito a fare il punto sul prosieguo dei lavori insieme a tutti i capigruppo consiliari. È un atto di coinvolgimento e di restituzione in progress rispetto ad un'opera che offrirà migliori opportunità di cura ai cittadini. Ringrazio il dottor Belleri e tutto il suo staff per il lavoro che stanno facendo. Continueremo il monitoraggio e nei prossimi mesi convocherò un nuovo incontro di aggiornamento».

3) Lo diciamo a …l'ECO welfare    

Movimento per la Riqualificazione dell'Ospedale di Cremona

Oggetto: Nuovo ospedale: apertura nel 2035, tempi e costi dell'intero progetto da chiarire

Gentili redazioni, vi invio, con richiesta di pubblicazione, una lettera sul cronoprogramma presentato il 6 ottobre da Ezio Belleri ai capigruppo del Consiglio comunale. La presentazione ASST indica l'avvio dei lavori nel 2029 e l'apertura del nuovo ospedale nel 2035, mentre il finanziamento dovrà essere perfezionato con successivi atti. Restano da chiarire tempi e costo complessivo della seconda fase, che comprende anche demolizioni, Parco della Salute ed eli superficie. In vista della Conferenza dei Sindaci annunciata per il 27 ottobre, chiediamo risposte documentate e l'attivazione di un confronto aggiornato tra nuova costruzione e riqualificazione dell'ospedale attuale. Allego la lettera e la presentazione ASST, affinché i lettori possano verificare i dati richiamati. Grazie per l'attenzione e per lo spazio che vorrete dedicare a una decisione di grande interesse pubblico. Cordiali saluti,

Enrico Gnocchi Portavoce del Movimento per la Riqualificazione dell'Ospedale di Cremona

Nuovo ospedale: apertura nel 2035 (?). Ma quando finirà l'intero intervento, e a quale costo?

Cremona, 6 ottobre 2026

Signor Direttore, il nuovo cronoprogramma presentato oggi dal direttore generale dell'ASST Cremona, Ezio Belleri, ai capigruppo del Consiglio Comunale https://mail.google.com/mail/u/0?ui=2&ik=38d4af7335&attid=0.1&permmsgid=msg:1878323776504628648&th=1a112585dfba85a8&view=att&disp=inline&realattid=1a112580ead59ed14971&zw merita di essere letto con attenzione. Le date indicate sono previsioni, subordinate al completamento dei passaggi tecnici, autorizzativi e finanziari. È una precisazione comprensibile per un'opera così complessa, ma che deve accompagnare anche gli annunci rivolti ai cittadini. Confrontate quanto è stato detto oggi da Belleri con il cronoprogramma presentato dallo stesso solo 12 mesi fa! https://drive.google.com/file/d/1hByVtZt8Ox9vMIxRvuB9gkty_u-B6yr9/view?usp=drive_link La presentazione prevede l'approvazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) entro il 31 dicembre 2026, l'indizione della gara entro il 31 luglio 2027, l'avvio dei lavori a marzo 2029, la conclusione prevista dei lavori a giugno 2034 e l'avvio dell'attività sanitaria ad aprile 2035. Da oggi all'apertura trascorrerebbero quindi circa otto anni e mezzo, sempre che il percorso rispetti tutte le scadenze.

Il primo chiarimento riguarda però ciò che accadrà dopo. Le slide distinguono una prima fase — nuovo monoblocco ospedaliero, parcheggio interrato, polo tecnologico e accesso al Pronto Soccorso — da una seconda fase, comprendente trasferimento delle attività, demolizioni, Parco della Salute, elisuperficie, viabilità pubblica, funzioni complementari e parcheggio. Per questa seconda fase non viene presentato un cronoprogramma autonomo con una data finale. Ai cittadini va dunque chiarito a quali opere si riferisca la conclusione dei lavori indicata per giugno 2034 e quando sarà completata l'intera trasformazione dell'area. Secondo le nostre stime, riempiendo I vuoti temporali dei documenti pubblicati dall'Asst su SILVIA ( Sistema Informativo Lombardo Valutazione di Impatto Ambientale ) la conclusion dei lavori sarà dopo circa 19 anni dalla posa della prima pietra, 2048-2050? (https://youtu.be/KG5_n6I8M0c?si=cnWz-6QlahqNwmbIche

Non è un dettaglio: l'apertura del nuovo ospedale e il completamento del progetto complessivo sono due traguardi diversi. Per quanto tempo proseguiranno le demolizioni e gli altri cantieri dopo il trasferimento? Quale soluzione garantirà l'operatività dell'elisoccorso fino alla realizzazione dell'elisuperficie definitiva? Quali disagi e costi resteranno a carico della comunità?

Il secondo chiarimento riguarda il denaro. A pagina 10 la stessa ASST precisa che il provvedimento regionale ha natura programmatoria e che il percorso di finanziamento dovrà essere perfezionato attraverso successivi provvedimenti attuativi. Il calendario colloca la richiesta di ammissibilità al finanziamento al 15 febbraio 2027 e la relativa approvazione al 15 giugno 2027. Esiste quindi un impegno nella programmazione, ma la presentazione non documenta un finanziamento già perfezionato attraverso tutti gli atti previsti.

Il quadro economico illustrato è di 438,2 milioni di euro. Il resoconto pubblicato oggi da CremonaSera riferisce questo importo alla prima fase. Chiediamo quindi ad ASST e Regione di pubblicare un quadro completo: quanto costa la seconda fase, quali opere sono comprese nei 438,2 milioni, quali ulteriori risorse saranno necessarie e quali atti ne garantiranno la copertura? Senza queste informazioni non possiamo conoscere il costo dell'intero intervento.

Il terzo punto riguarda il confronto con la riqualificazione dell'ospedale attuale. Se tempi e condizioni della nuova costruzione richiedono oggi questi aggiornamenti, occorre verificare con lo stesso rigore anche l'alternativa della riqualificazione. Chiediamo un confronto aggiornato, a parità di funzioni sanitarie e con criteri omogenei, su costi complessivi, tempi, sicurezza, continuità delle cure, consumi, impatti ambientali e disagi dei cantieri.

È il senso della richiesta di un Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) sostenuta dal nostro Appello Civico. La sua redazione deve avere un incarico, un costo e un calendario definiti: non presentiamo come garantiti tempi o importi che richiedono una valutazione tecnica. Chiediamo che le istituzioni ne valutino subito l'attivazione e il coordinamento con l'iter in corso, prima delle ulteriori decisioni di affidamento.

La Conferenza dei Sindaci annunciata per il 27 ottobre offre un'occasione concreta. Chiediamo al sindaco di Cremona, che la presiede, e ai sindaci del territorio di portare in quella sede la richiesta di un confronto documentato e di risposte verificabili sul costo e sui tempi dell'intero progetto. L'incontro deve consentire ai rappresentanti dei cittadini di porre domande e assumere iniziative.

Non basta aggiornare un calendario: serve rendere verificabili le ragioni della scelta. Se la nuova costruzione è la soluzione migliore, un confronto serio e trasparente consentirà di dimostrarlo. I cittadini hanno diritto a conoscere le alternative prima che la scelta diventi sempre più difficile da rivedere. L'Appello Civico è disponibile all'indirizzo https://appellocivicoasstcremona.netlify.app/.

Ringrazio tutte le persone che seguono attivamente questa decisione, destinata a incidere per decenni sulla sanità del nostro territorio.

Enrico Gnocchi Portavoce del Movimento per la Riqualificazione dell'Ospedale di Cremona.

4) Lo diciamo a …l'ECO welfare

4) Lo diciamo a … welfare   PAOLA TACCHINI Capogruppo M5S in Consiglio Comunale di Cremona

Più che critica sono amareggiata

I tempi di allungano per la presunta esecuzione.

Sarà un'opera con in impatto fortissimo sia come viabilità, sia come movimentazione materiali, anche se tolte le fondamenta il resto sarà "prefabbricato" e quindi verrà poi semplicemente "montato".

Eppure sono state date tutte le rassicurazioni del caso che temo non corrisponderanno alla realtà dei fatti.

La mia prima domanda è stata: visto che per ora questo è l'ospedale che abbiamo, verranno fatti interventi anche strutturali in caso di necessità? Risposta: ma certamente l'ospedale viene mantenuto operativo al meglio in caso di necessità di intervento.

Noi pazienti abbiamo ancora dei reparti operativi a cui rivolgerci? Risposta: non è colpa nostra se non si trova personale disposto a venire a lavorare in ospedale...

Ci sarà anche nella fase uno l'elisoccorso accanto alla attuale struttura?

Questo me lo sapranno dire con esattezza esaminando le carte.

E io vedo sempre più abbandono e desolazione, perché i giovani nel pubblico con i contratti, i rischi, i turni che fanno fare, non ci vogliono più venire.

CHIOSA EDITORIALE

un incipit questo che non vuole essere né irriguardoso nei confronti dei dante i materiali con cui abbiamo allestito il presente, corposo editing né sfuggente alle regole dell'etica comunicativa. Siamo arrivati alla puntata 63 di questo Focus dedicato alla Sanità (cui dovremmo aggiungere decine di uscite tratte dal flusso epistolare tematico giunto dai nostri lettori. Volendo essere spicci, avremmo potuto chiedere a Paola Tacchini, cui riconosciamo da sempre (pur restando sulla visione politica generale agli antipodi) capacità di interpretazione e di testimonianza nel consesso istituzionale e nell'agone democratico, di autorizzare ad impiegare la sua testimonianza nel rango di “editoriale”. Per l'autorevolezza e l'essenzialità sintetica della testimonianza e per la quasi totale coincidenza della medesima con quanto propugniamo da anni. A fronte ed in totale contrasto con la teoria e la pratica della Regione e dell'Asst, che, con tutta evidenza hanno dimostrato di soggiogare il quasi intero asset della rete politico-istituzionale (quel che più conta in negativo del quasi intero territorio), dell'informazione, della classe dirigente, rappresentativa dei corpi intermedi sociali e datoriali. Touchés…siamo con il Movimento, con Paola Tacchini, con pochi altri spiriti liberi (che,però, quando raccogliamo firme, esprimono consenso da grandi numeri), siamo, dicevamo, “minoritari”. Condizione difficilmente oppugnabile, visto che dal picco pandemico in poi la tendenza generale segue il verso del padrone. Era sembrato, nelle prime battute (con l'endorsement in senso contrario del non ancora Presidente Consiglio Comunale, il quale, invece in tale meritatamente acquisita veste si pronuncia a favore di “un'opera che offrirà migliori opportunità di cura ai cittadini”, che il “piffero magico” non trovasse, di fronte all'evidenza dell'inattendibilità di un proposito demagogico, pane per i propri denti. Il prosieguo ci ha (almeno fin qui, quando si è ancora in piena chiacchera, a prescindere dai tentativi di accreditamento, con altre chiacchiere, come sono gli endorsements dei “poteri” espressi nell'incontro in Municipio) per molti aspetti confinato in un ruolo minoritario, ma non erroneo. Solo vivendo, diceva un certo tale, sapremo se…

Diversamente dal Movimento (che ha una postura prevalentemente inclinata sull'aspetto “strutturale” della vicenda) noi da sempre testimoniano un più ampio retroterra di convincimenti sociali. Di cui non abbiamo mai fatto mistero. Che parte dal convincimento di non smettere mai di correlare la lezione e le consapevolezze del passato al presente e al futuro. Un serio ed onesto factchecking degli scenari presenti imporrebbe, come consiglia il bel libro di Antonio Mastropasqua, convintamente sostenuto dal professor Cassese ed intitolato "Il futuro rubato", di dismettere, nelle consapevolezze del reale stato delle cose e, soprattutto, nella formulazione delle ricette resilienti, il "presentismo". Che, come dimostra il cedimento di probabile non tenuta del "modello" strategico sin qui praticato, è una colossale furbata. In capo sia ai "gestori" che ai ribelli. I primi pensano a tattiche "tampone" ( giusto per reggere un po' le criticità reali e contenere l'ondata ribellistica se non planetaria, sicuramente continentale). I secondi, tarati sugli imperativi massimalistici del tutto e subito, privi non si sa quanto  onestamente di consapevolezze sulla reale praticabilità delle ricette del neo populismo, non appaiono (per quanto le "lagnanze" siano tutt'altro che irrealistiche) players attendibili di un'operazione realistica e sistemica di resilienza di valenza strutturale. Uno stato delle cose che impone inequivocabilmente, come dice Cassese (ed il buonsenso) "di ripensare lavoro, welfare, previdenza, formazione, natalità" ed aggiungiamo noi, consapevoli della profondità tuttora valida ed attuale del Progetto Socialista di 45 anni fa, di ripensare, come corollario guida di interventi equitativi immediati, la teoria "delle vecchie e nuove povertà" e " dei meriti e dei bisogni". Visto che lo scenario in cui tali teorie equitative e modernizzanti non solo non ha progredito a favore degli "ultimi" e dell'intero sistema socio-economico, ma sta, per effetto delle strategie dei "padroni del vapore" e dell'insipienza dei "corpi intermedi sociali" (in teoria correlati alla giustizia sociale), letteralmente collassando. Per effetto della totale metabolizzazione/identificazione negli imperativi di una globalizzazione portatrice di un turbo-mercato ultrafinanziarizzato, di politiche pubbliche un po' "rigorose" ma sempre ai limiti e oltre la tenuta.  La cultura del riformismo imporrebbe resipiscenza, tarata sul prioritario recupero "del danno" in capo alle fasce degli ultimi posti della scala sociale e, tendenzialmente, sul ritorno a strategie di concertazione e, come si diceva ai tempi di Moro e di Nenni, di programmazione socioeconomica, all'insegna dell'equità. In ogni caso, si deve partire subito, lucidamente e decisamente in termini di riavvolgimento della pellicola prestazionale degli ultimi 30 che, attraverso politiche demagogiche (remember RdC, Superbonus) di privilegio del parassitismo, contrappuntate (quando alle strette) da spending review a tagli verticali destinati a far strame delle politiche di solidarietà sociale (a cominciare dal pieno diritto alla cura della salute in un'ottica, non mercanteggiabile, pubblica e dalla tutela dei "fragili" per età e cronicità. Per ripristinare una ragionevole condizione di sussistenza dell'impianto di giustizia sociale durato, pur con molte claudicanze, molti decenni, è indispensabile che la sala regia disinneschi l'onda d'urto ribellistica,molto simile ad un 48 continentale, forse planetario, che attraverso sfracelli e ricette dogmatico-demagogiche propugna un catarsico ritorno ad un passato (quale?), è necessario un realistico riposizionamento da parte dei "poteri". Capace di mettere mano realisticamente (da subito!!!) ai "picchi" della malagestio delle partite prioritarie di un welfare sostanzialmente "asfaltato". Una miracolistica remuntada apparterrebbe solo all'avventurismo. Di chi pratica il tanto peggio tanto meglio ispiratore delle testimonianze sociali frontali. Salari, pensioni, servizi essenziali tutto insieme appartengono all'ordine dell'impossibile. Il radar delle priorità/sostenibilità deve indicare il ripristino del welfare sanitario e sociassistenziale. Ecco, soprattutto, “ripristino del welfare sanitario e sociassistenziale”. Esattamente il contrario di quanto l'ammuina del “nuovo ospedale” (contrapposto al gradualismo dell'efficientamento strutturale e del servizio) tende manifestamente a baypassare.

5) Lo diciamo a …l'ECO

“La battaglia per i formaggi di latte crudo…

“Scende dagli alpeggi e approda al Consiglio Regionale Lombardo” (titola Corsera Milano, che dà dettagliato conto dell'iniziativa di FdI “per il sostegno alla produzione di formaggio a latte crudo”. Esattamente il contrario di quanto auspicato dal precedente approdo di una mozione favorita dall'iniziativa di Giambattista Maestri (padre del piccolo Mattia, deceduto due mesi fa in Trentino, a seguito dell'infettamento, appunto, dell'uso alimentare di formaggelle a latte non pastorizzato, prodotto e venduto dalla Latteria Sociale di Coredo. Mattia, che abbiamo conosciuto nei primi anni di vita e seguito, con discrezione, in tutto il suo calvario (di vita praticamente vegetale) durato otto anni, dovrebbe costituire un monito di valenza universale. I proponenti di tale “sostegno” dovrebbero, dice il padre continuatore di una valorosa ed edificante campagna civile, “vedere i

bambini che si ammalano di Seu, vederli morire (aggiungiamo noi…vederli vegetare per anni, insieme alla famiglia. E, se permesso alla comunità tutta, che (quella di Coredo e comprensorio circostante), ha dato prova di “vicinanza” partecipando tutta alle esequie del piccolo sfortunato (in chiesa, in piazza in paese ho contato non meno di 1500 partecipanti). Oltre alla contrarietà di questo ampio bacino di testimonianza civile, rappresentato da Giambattista Maestri (che seguirà i lavori consigliari a Palazzo Lombardia), sono pochi gli scesi in campo politico-istituzionali. Rara avis la Consigliera M5s Paola Pollini, che un mese fa avevamo incrociato partecipante alle esequie di Mattia qui in Trentino. D'altro lato, che le esigenze di sicurezza alimentare debbano venire dopo le aspettative del profitto, è dimostrato dall'endorsement del presidente Mazzoleni del Consorzio di salvaguardia del formaggio Storico, che considera l'attuale regolamentazione, che non prevede neppure l'apposizione sulle confezioni di una prudenziale etichetta di avvertenza del rischio, “vessatoria” per i produttori. Talmente vessatoria che qui in val di Non ha consentito alla filiera produttiva di somministrare all'incolpevole ed indifeso bambino una formaggella a latte crudo “impreziosita” da feci bovine. D'altro lato, che la “controparte” abbia le spalle grosse è dimostrato dall'impegno processuale e di sostegno dei “poteri” imprenditoriali e parapolitici. Finiti a sbattere contro il processo penale e risarcitorio, concluso con pesanti condanne (per reato di lesioni gravissime). Cui si aggiungerà l'ulteriore, probabile discendente dall'attesa della procedura per reato d'omicidio.

Testimonianze come quella del padre Giambattista, sostenuta da settori di informazione giornalistica corretta e dalla Consigliera Pollini, incoraggiano a non mollare. Ben oltre i confini del trentino. “La controparte ha le spalle grosse”. Non casualmente FdI, che in Lombardia ha dato il meglio di sé con la mozione Zamperini (“per il sostegno di formaggio crudo, che può essere pericoloso vettore di escherichia coli) è sempre più il braccio secolare dell'imprenditoria agraria.

Ma su queste considerazioni ci eravamo negli ultimi giorni già espressi in termini di analisi e di denuncia. Adesso, come titola l'importante quotidiano, l'affaire scende dagli alpeggi (dove si era innescato) e approda in Lombardia, nell'evidenza del suo perno istituzionale, che il Consiglio Regionale. Dove si sono trovati faccia a faccia l'”apostolo” di questa battaglia civile (sostenuto dalla Consigliera Regionale Pollini) e la protesi in sede politico-istituzionale degli interessi corporativi in campo. Corsera azzarda che ci siano margini per una tentata convergenza tra le posizioni oggi contrapposte. Ciò che è importante è  un epilogo che privilegi la consapevolezza e la sicurezza delle produzioni, la consapevolezza dei consumatori, i controlli sulla filiera, la divulgazione.

Dall'archivio L'Eco Forum dei lettori

  lunedì 27 dicembre 2021

Il reddito au caviar

Riceviamo e di buon grado pubblichiamo la lettera di Clara Rossini

  lunedì 7 agosto 2023

Nasce un forte movimento contro il “pacco” /2

FERMARE la costruzione del nuovo Ospedale nella città di Cremona

  domenica 29 novembre 2020

Su "L’anno che verrà"

Riceviamo da Sandro Gaboardi e molto volentieri pubblichiamo

Rimani informato!