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Festa della Donna

  07/03/2026

Di Redazione

Festa+della+Donna

Il Comune di Cremona aderisce alla campagna di comunicazione Contro la Violenza sulle Donne, Mai Bandiera Bianca Promossa da ANCI insieme al Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per esprimere l'idea che le istituzioni non debbano assolutamente arretrare di fronte al fenomeno della violenza maschile sulle donne Cremona, 25 febbraio 2026. Nella seduta odierna, su proposta dell'assessora con delega alle Pari Opportunità, Marina Della Giovanna, la Giunta ha deliberato l'adesione del Comune di Cremona alla campagna di comunicazione istituzionale Contro la Violenza sulle Donne, Mai Bandiera Bianca, promossa da ANCI insieme al Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per esprimere l'idea che le istituzioni non debbano assolutamente arretrare di fronte al fenomeno della violenza maschile sulle donne. La campagna, lanciata a Roma alcune settimane fa, individua come strumento principale una bandiera di colore rosso-arancione, il colore dell'Obiettivo 5 dell'Agenda ONU 2030, dedicato alla parità di genere. Pertanto, a partire dal prossimo 8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, la bandiera verrà ufficialmente esposta sulla facciata di Palazzo Ala Ponzone, sede del Centro Locale di Parità del Comune, in corso Vittorio Emanuele II, a testimoniare il permanente impegno dell'Amministrazione comunale sui temi del contrasto alla violenza di genere e delle pari opportunità. La campagna si svilupperà lungo tutto il 2026 (#25novembretuttolanno) e coinvolgerà l'intera cittadinanza, soprattutto le scuole, attraverso la promozione di una pluralità di iniziative di comunicazione, informazione e sensibilizzazione e la realizzazione di gadget, andandosi ad integrare nel calendario degli eventi culturali della città così come in quello delle celebrazioni per l'ottantesimo anniversario della Repubblica e del riconoscimento del diritto di voto alle donne. E' inoltre previsto il coinvolgimento di alcune figure pubbliche riconosciute a livello locale affinché diventino ambassador del messaggio, in particolare tra le giovani generazioni, anche attraverso l'utilizzo dei canali social. “Il Comune di Cremona nel decidere di aderire a questa importante iniziativa istituzionale, cominciando con l'esposizione per l'8 marzo della bandiera che la simboleggia, intende riaffermare il proprio convinto e costante impegno a favore del diritto delle donne alla libertà e alla piena autodeterminazione”, dichiara l'assessora Marina Della Giovanna, che aggiunge “auspichiamo la partecipazione a questa campagna di tutti i soggetti della comunità cremonese che ne condividono il messaggio e che intendano farsene promotori lavorando insieme a noi”.

OMAGGIO ALLE DONNE

Oggi celebriamo la donna attraverso la poesia, la forma più autentica e profonda della parola. Le tre poetesse soncinesi, Elide Zuccotti, Cristina Cappellini e Anna Martinenghi sono unite da un filo comune: la capacità delle donne di trasformare l'esperienza, il dolore, l'amore e la speranza in bellezza.
Ogni poesia è un frammento di vita, un gesto di coraggio, un'affermazione di identità. Le poetesse che abbiamo scelto hanno saputo dare voce ai sentimenti più intimi e universali, rompendo silenzi e assumendo forza e amore.
Celebrare la donna oggi non significa solo ricordare le conquiste raggiunte, ma anche riconoscere la forza quotidiana, la sensibilità, la determinazione e la creatività che ogni donna porta nella vita quotidiana.
Attraverso questi versi, rendiamo omaggio a tutte le donne della comunità di Soncino e, oltre.

Buona Festa della Donna.

Roberta Tosetti  Delegato Cultura Comune di Soncino

ANNA MARTINENGHI      anna.martinenghi@gmail.com

LASCIAMO LE MIMOSE SUI RAMI

Spegniamo le luci

sull'otto marzo

lasciamo le mimose sui rami

accendiamo fari sui giorni

in cui le donne vengono uccise

discriminate

trattate da esseri umani

di sottomarca

Offriamo nuovi modelli

al mondo

indichiamo alternative possibili

studiamo di più

pretendiamo il doppio

chiediamo leggi rispettate

e rispettabili

chiamiamo in aiuto

ogni uomo degno

Spegniamo luci

sulle eccezioni

illuminiamo la normalità

di un mondo

costruito da persone perbene

anna.martinenghi@gmail.com

LA VITA FEMMINA

La vita femmina

è parte di ogni essere vivente

visione creativa e generatrice

Nasciamo per divenire

per coltivare in noi

istinto e pensiero

scelte e sentimenti

per riconoscere le nostre unicità

e ciò che ci rende uguali e diversi

Essere donna è dono

è scelta/consapevolezza/impegno

è il lavoro di una vita

perché in nessun luogo

del mondo

diventi condanna

AUGURI (E FIGLI MASCHI E FEMMINE!)

Non servono gli auguri

se mancano i gesti veri

le proposte di legge

le risposte concrete

Non bastano i fiori

ci vogliono scuole

opportunità di lavoro

una società a cui partecipare

ciascuno con la propria voce

Niente cioccolatini

se poi la realtà è quella velenosa

degli omicidi fra le mura di casa

dei maltrattamenti

delle denunce inascoltate

Non servono canzoni e poesie

se poi le parole non rispettano

i corpi vengono usati come merce

dimenticati quando invecchiano

Non basta una quota rosa

per essere parte

della vita intera

Auguri e figli maschi

si è sempre detto

ma finché non si dirà anche

auguri e figlie femmine

l'otto marzo resterà

solo un giorno

a ricordare che ciò che manca

è ancora più di ciò che c'è

CRISTINA CAPPELLINI

Le ragazze con la valigia

Sono bracieri di sogni

e passioni,

in un continuo via vai di stazioni

e stagioni.

Accendono binari che sembrano

infiniti,

volano come solo i giovani sanno

volare,

su ali di velluto, aquiloni di cielo,

tappeti sfolgoranti

di Aladino.

Sono capelli raccolti in fermagli

multicolori,

regine di cuori, profumi di spezie,

collane di fiori.

Sono le ragazze con la valigia,

pronte a partire lungo le note

del tempo,

oltre i punti d'imbarco di navi

pirata,

tra le pagine di una storia che narra

di antichi dei e futuri

eroi.

Sono le ragazze con la valigia

- e anche tu puoi sentirle cantare -

accarezzate dal vento,

sotto una tettoia di stelle,

sul filo teso dei ricordi.

Sono le donne di domani,

soavi melodie d'incancellabili

amori,

echi di voci di arabe fenici.

Cristina Cappellini

Piccolo cuore

Piccola donna che attendi

l'aurora,

tienimi la mano e non sarai più

sola,

piccola luna in un cielo

di perle,

ricama i tuoi sogni con un filo

di stelle.

E parla a gran voce

fino a quando avrai fiato,

non farti ingannare

da questo tempo malato.

E gridalo, gridalo forte,

che l'amore vince contro la morte.

Piccolo cuore che non conosci

distanza,

ama senza confini

e non sarà mai abbastanza

NEL NOME DELLE DONNE

E' del 14 maggio 2025 la notizia che l'attore francese Gerard Depardieu, mostro sacro del cinema, è stato condannato a 18 mesi di carcere con la condizionale e a una multa di 6.000 euro per danni morali inflitti a due collaboratrici, vittime della sua violenza sessuale sul set di un film del 2021. Bene hanno fatto le due donne, una di 54 anni e l'altra di 34, a denunciarlo. Depardieu risulta ora inscritto tra gli autori di reati sessuali e la sua sacralità si è dissolta come neve al sole. Juliette Binoche, al Festival di Cannes, ha detto che la sentenza è una vittoria di tutte le donne. Non passa giorno senza che una persona di sesso femminile - moglie, madre, figlia, fidanzata, ragazzina, amante, nonna, collega – non sia vittima di lui, che un popolo debole non sia vittima del più forte. Violare gli altri nel loro corpo. Torturare. Uccidere. Distruggere. Annientare.

Cos'è questo ricorso alla violenza sia nella vita privata sia in quella sociale? Violenza che tutte le donne temono e condannano. Si tratta di un comportamento appreso, come io propendo a credere, o di una variante antropologica inscritta nel DNA dell'essere virile?

Perché il ragazzo di 12-13 anni comincia a fare a pugni e prima no? Nel 1815 Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti e autore della Dichiarazione di Indipendenza, nelle sue note sullo stato della Virginia, scriveva: “I nostri bambini vedono questo e imparano a imitarlo. Infatti l'uomo è un animale portato all'imitazione. Questa qualità è il principio di tutta la sua educazione. Dalla culla alla tomba impara a fare quel che vede fare”. E' quanto sostengono anche gli studiosi del comportamento. Purtroppo è doveroso riconoscere quali scuole di violenza siano la TV, il cinema, i social, che portano quotidianamente nelle nostre case film, messaggi, immagini, documentari carichi di dolore e violenze estreme. Lo psichiatra Vittorino Andreoli, in vari suoi libri, scrive che la violenza è entrata dappertutto e che è diventata oggetto di mercificazione. Noi donne, ragionevolmente, condanniamo tutto questo. E abbiamo ragione anche a mettere in discussione l'impostazione androgina della scienza che ha sempre inteso testimoniare la superiorità fisica e intellettuale del maschio, come se non fosse invece la conseguenza di una atavica ingiusta separazione dei ruoli in tutte le società di stampo patriarcale. Infatti, via via che le donne si emancipano attraverso lo studio e il lavoro, anche la credenza nella nostra inferiorità fisica e intellettuale viene meno. Oggi si arriva a riconoscere che la donna ha un cervello strutturalmente sovrapponibile a quello del maschio. Un cervello che ha un peso. Prima, quando le donne non erano ancora entrate nei laboratori della scienza, si dava per scontato che fosse piccolo e leggero, proprio da secondo sesso, come racconta Simone de Beauvoir.

In quanto all'inferiorità fisica basta ricordare tutto il lavoro domestico, assistenziale, di procreazione e cura dei figli, il lavoro nei campi e nelle fabbriche quando gli uomini erano occupati dalle guerre, per sfatare l'idea di quella inferiorità. Altro esempio che suscita sgomento e indignazione nelle donne che si concentrano sul pensiero della propria condizione è la Concezione sessista della chiesa. E' vero che negli ultimi tempi ci sono stati anche in seno alla chiesa dei cambiamenti degni di attenzione (in Inghilterra è stata nominata una donna vescovo), ma basta scorrere un calendario di tipo tradizionale, la cui ideazione risale a Gregorio XIII, per avere conferma della differenza tra la considerazione riservata ai maschi e quella riservata alle femmine.

Perché la regola è che le sante in calendario sono tutte vergini, mentre i maschi sono tutti papi e vescovi o semplicemente santi senza riferimento alcuno alla loro sessualità. Ma perché si guarda tanto alla sessualità della donna? Cosa c'è lì che tocca un po' tutti? E' il mistero della vita? Il fascino dell'origine?

O il pericolo di un nuovo Bing-Bang che potrebbe rivoluzionare il mondo?

Sì, noi donne crediamo che un'altra Storia sia possibile, senza guerre (tutte le guerre sono impregnate di maschilismo), senza invasioni, senza conquiste, senza bombe né missili né droni, senza reciproche oppressioni, ma solo facendo appello alla ragione. Vita materiale e libertà. Economia e libertà. Libertà: sostantivo di genere femminile come la donna. La vita. La giustizia. L'armonia. La pace. La poesia.

Intanto passiamo ad altro. Il 16 maggio è stata inaugurata presso il Palazzo di Giustizia di Milano.

Una stanza tutta per sé. E' un posto dove le donne, violate nel loro corpo, possono trovare riparo, sono invitate a farlo per essere aiutate, consigliate, assistite. L'intitolazione dell'istituto è presa per intero dal famoso, splendido racconto del 1929 della celeberrima Virginia Wolf. E ancora.

Al teatro greco di Siracusa, dal 13 al 17 giugno, è andata in scena “Lisistrata” di Aristofane, con questo appello: “Donne di tutto il mondo unitevi per la giustizia e la pace”. Interprete e regista sono due donne.

La saggezza delle donne ha radici primordiali e coincide con l'inizio del mondo, quando le donne erano soprattutto occupate a generare, allattare e sfamare la numerosa prole, custodire i primi rozzi ripari.

Elide Zuccotti  Giovanna Riccardi

GALLERY (nostalgica) dell'8 marzo:

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