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MdV e STRADIVARIfestival

Grandi opportunità per la riqualificazione di Cremona

  05/07/2022 — Di Redazione

MdV+e+STRADIVARIfestival

Sia pure coi nostri tempi di testata periodica, desideriamo non disertare l'opportunità di segnalare ai lettori quello che potrebbe essere l'evento principe dell'offerta cremonese nel campo della cultura e dell'arte: STRADIVARIfestival X edizione. Un rango che è naturalmente insito nella location, di per sé stessa griffe dello sforzo compiuto in questi anni per connotare la specificità del patrimonio artistico-monumentale cremonese e la correlata agenda di eventi. Che, operando sinergicamente, costituiscono un unicum (si può dire?) mondiale; di cui beneficiano le utenze autoctona e esterna e (dovrebbe!) un più generalizzato appealing sulla città della musica, del violino, della liuteria, del Museo del Violino. 

Specificità, queste, di cui non sempre si ha adeguata contezza. Distratti come siamo o siamo indotti a esserlo da un difetto di consapevolezze e dall'indotto di un indistinto “pacchetto”, che, puntando sulla quantità, finisce per sviare le percezioni e le priorità. 

Con il che non vogliamo affermare l'esclusività assoluta del Museo del Violino e delle ricche attività che vi si svolgono. Vogliamo sommessamente sostenere (e la presentazione dello STRADIVARIfestival ne è l'occasione) che se Cremona vuole scalare le graduatorie delle eccellenze, deve (ovviamente in una vasta visione sinergica anche con le altre risorse/offerte) non perdere minimamente di vista tale centralità. 

Diciamolo francamente (e in controtendenza con le certezze autoreferenziali inversamente proporzionali alla fattualità) Cremona sarebbe, nel panorama nazionale della cultura e dell'arte, una delle tante città di medio rango. Con la “spallata” della riqualificazione del Palazzo dell'Arte (che, per tanti anni in odio al suo anfitrione, lo dequalificò a stazione dei torpedoni, palestra, sede scolastica distaccata, sala da ballo) si sono scalate tante posizioni nella gerarchia delle eccellenze. Fino a rendere molto attendibile l'idea che quel Museo, nato tematico ma fortunatamente debordato a molte altre branche del sapere e dell'arte, potesse essere l'innesco di un percorso molto accreditato. 

Certo, fin tanto che si somministrano compulsivamente dosi industriali di eventi a porte aperte, di serate a troppa robba, di rassegne gastronomiche/commerciali da suburra (e contestualmente non “ripulisci” il contesto dall'incuria e dalla vandalizzazione), diventa quanto meno problematico “giungere alla meta”. Che avrebbe potuto essere il riconoscimento di “città della cultura”; un rango in sé evanescente, se non fosse per la gittata del richiamo su vocazioni più concrete. 

Si era parlato di una candidatura ad iniziativa collettiva e a finalità plurale. 

Ci riferiamo all'ipotesi carsharing delle tre citta (Bergamo, Brescia, Cremona) uno sodalizio, che scende in cambio alla vigilia di ogni elezione comunale. Ma che, come nel caso del riconoscimento di “città della cultura” e di altri progetti concreti, funziona a ranghi ridotti (Bergamo e Brescia). I cui Sindaci, dimentichi del cremonese parente povero, si sono inventati piloti di Mille Miglia, proprio per massimizzare la sponsorizzazione del programma del prossimo anno. 

Su ciò, non resta che citofonare al sempre più svagato nostro primo cittadino. 

E, dato che, partendo dall'annuncio del Festival (annunciato nella recente conferenza stampa in Sala Fiorini con la partecipazione del Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, del Direttore Generale Virginia Villa e del Direttore Artistico Roberto Codazzi) ci siamo un po' allargati ad una riflessione che sta sempre nel nostro gozzo), continuiamo larghi ad una riflessione apparentemente non pertinente. 

Una riflessione che allunga lo sguardo sulle potenzialità di questa rara eccellenza e, se è consentito, sui processi tendenziali, indotti non dalla consapevole progettualità del ceto istituzionale ma dal traino di intuizioni e testimonianze private. 

Cremona ha di fronte a sé la concreta opportunità di imboccare una virtuosa metamorfosi, perorata per decenni, ma mai concretamente perseguita nelle basi fondanti. La nostra città può allargare i perni delle sue tradizionali vocazioni, potenziando seriamente l'approdo a quel “terziario culturale”. Che affonda nelle proprie potenzialità teoriche, ma che con la crescita generalizzata del proprio asset (il Teatro Comunale sottratto a gestione inqualificabile e rilanciato, il Conservatorio, una serie di sodalizi, “privati” ma, come la Società Filodrammatica, accreditati) e, appunto, l'unicum prezioso del MdV, può cessare di essere una chimera e diventare una concreta prospettiva. Cremona può, se consapevole, cambiare il proprio contesto. Che, senza accorgercene, ha iniziato a cambiare e cambierà (con un alto tasso di incidenza sulla riqualificazione del format cittadino). 

Prof Fabio Antoldi, direttore del CERSI e docente presso la Cattolica, ha recentemente osservato: “Con il completamento del Campus di Santa Monica si stima che graviteranno nel centro di Cremona fra 4/4000 studenti provenienti da tutt'Italia. Molti vivranno la città, saranno parte di essa e costituiranno non solo un indotto importante, ma anche energia e creatività che potrebbero cadere positivamente sulla città”. 

Ecco un'iniezione di “energia e creatività”, che non possono non mobilitare convincimenti, progetti e risorse. Il Festival stradiviariano, che con la sua decima edizione incrocia il 285° di Stradivari, assume, senza nulla togliere ad altre qualificate rassegne, un valore simbolico della capacità di intercettare risposte adeguate a queste consapevolezze. 

Sabato 8 ottobre 2022 ore 21 

Quarta Bros 

Alessandro Quarta violino 

Massimo Quarta violino 

Agon Ensemble 

Domenica 9 ottobre 2022 ore 18 

Teatro in Camera 

Quartetto d'Archi della Scala: 

Francesco Manara violino 

Daniele Pascoletti violino 

Simonide Braconi viola 

Massimo Polidori violoncello 

Giuseppe Albanese pianoforte 

Sabato 15 ottobre 2022 ore 21 

Bestiario d'Amore 

Vinicio Capossela voce e pianoforte 

Raffaele Tiseo violino 

Giovannangelo De Gennaro vihuela e aulofoni 

Domenica 16 ottobre 2022 ore 18 

Concerto Grosso tra passato e futuro 

Laura Marzadori violino 

Orchestra Femminile del Mediterraneo 

Antonella De Angelis direttore 

  

Sabato 22 ottobre 2022 ore 21 

Tango Barocco 

Andrés Gabetta violino 

Mario Stefano Pietrodarchi bandoneon 

Quintetto della London Royal Academy 

Domenica 23 ottobre 2022 ore 18 

Sonata tra Classico e Romantico 

Joshua Bell violino 

Peter Dugan pianoforte 

Venerdì 18 novembre 2022 ore 21 

Recital 

Sergej Krylov violino 

Alexandra Dovgan pianoforte 

Domenica 18 dicembre 2022 ore 18, in occasione dello STRADIVARImemorialday 

Anna Tifu violino 

Musica Antiqua Latina 

Già da oggi saranno disponibili i biglietti del festival presso la biglietteria del Museo del Violino, oppure al link Info & Tickets

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