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Lettere all'ECO /80

  02/07/2026

Di Redazione

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welfare   

1/a) La malattia di Alzheimer – “Benvenuti"

…….….nel reparto dedicato ai pazienti affetti da Alzheimer della nostra eccellenza locale, Cremona Solidale.

Ieri abbiamo avuto l'opportunità, come consiglieri comunali, di tenere una Commissione Territoriale in Sala Coppetti, e guidati dal direttore Generale Stefano Gariano e dalla direttrice Sanitaria Simona Gentile, abbiamo avuto modo di visitare la struttura e i suoi reparti. Dalla zona adibita ad alloggi per anziani autosufficienti, ai reparti RSA, alla parte riabilitativa, per finire a quello destinato all'Alzheimer.

Cosa provano queste persone a causa della loro patologia?

Una persona affetta da Alzheimer può vivere una serie di esperienze emotive e cognitive complesse. Confusione e disorientamento, possono sentirsi smarriti in ambienti familiari e avere difficoltà a riconoscere luoghi o persone.

Provano frustrazione per l'incapacità di ricordare informazioni o di comunicare efficacemente. 

Questa perdita di autonomia e la difficoltà a comprendere il proprio stato possono generare ansia e paura del futuro portando alla depressione.

Tendono a ritirarsi socialmente, sentendosi incompresi o non in grado di partecipare a conversazioni.

Ma poi ci possono essere momenti di chiarezza in cui la persona è in grado di esprimere i propri sentimenti e desideri, rendendo importante ascoltarli, sempre se hanno qualcuno accanto.

Possono reagire intensamente a stimoli emotivi, come musica, immagini o ricordi, anche se non riescono a esprimere esattamente cosa provano.

Ogni persona è unica, quindi le esperienze possono variare ampiamente. Comprendere queste emozioni è cruciale per fornire supporto e cura adeguata.

Ed ecco perché ogni porta e accesso nel reparto è trasformato in una immagine così dettagliata, ma che svia dall'essere ben distinta come "via di fuga", da quando si è provveduto a queste soluzioni, non ci sono più stati tentativi di fuga, che per un paziente così fragile e confuso può essere molto pericoloso per la sua incolumità.

Per andare a mangiare la sala è preceduta dall'Insegna "Trattoria Stradivari" e in ogni stanza sono privilegiati i colori che devono staccare il pavimento dai muri e delimitare bene le vie d'accesso perché nella mente del paziente tutto sia di facile comprensione.

Ho avuto anche la sorpresa di riconoscere tra i pazienti una anziana del quartiere Cambonino, che era stata un po' la nonna di tutti i bambini che frequentavano le elementari quando i miei bambini erano piccoli.

Era sempre sorridente e gentile, disponibile a dare una mano a fare i "marubini" in oratorio, a cucire i costumi per le feste di carnevale, a tenere compagnia agli altri anziani giocando a tombola o a carte e da bravissima sarta con un suo piccolo laboratorio in casa vestiva molte sue clienti con modelli davvero belli (io stessa ho delle sue creazioni).

Ho chiesto il permesso di andarla a salutare e naturalmente non mi ha riconosciuta, ma con lo stesso sorriso di sempre mi ha chiesto se io mi ricordavo di lei e ho potuto abbracciarla dopo tanto tempo... 

Noi non abbiamo nessun potere decisionale sul nostro futuro e non sappiamo come sarà la nostra vecchiaia, ma con luoghi così, mi sento più tutelata.

Ho potuto già vedere oggi i visi sereni di questi "ospiti" e desidero ribadire, ancora una volta, quanto siano importanti strutture come Cremona Solidale, con una dirigenza attenta al personale (quasi tutto internalizzato e con alta specializzazione), una cura all'arredamento, alle strutture di supporto (ci sono palestre ben attrezzate in ogni reparto), il voler ricreare, il più possibile, un luogo accogliente e sicuro, dove c'è spazio per eventi, laboratori, aggregazione e da parte del personale, professionalità, ma soprattutto, tanta empatia!

LA PATOLOGIA ERA STATA INQUADRATA PER DIVULGAZIONE DA UN PRECEDENTE CONTRIBUTO DELLA CONSIGLIERA COMUNALE PAOLA TACCHINI

è una patologia neurodegenerativa progressiva che colpisce memoria, capacità di ragionamento, linguaggio e capacità funzionali (igiene, orientamento, gestione domestica).

La causa, secondo diversi studi anche di ISDE, è anche il pesante aumento di polveri sottili e l'inquinamento che si fissa nel sangue, negli organi e nella materia cerebrale.

Inizia con la perdita di memoria episodica, difficoltà nel trovare parole, disorientamento spaziale/temporale, giudizio compromesso; poi cambiamenti comportamentali (apatia, agitazione, disturbi del sonno, ansia), perdita di autonomia e, nelle fasi avanzate, incapacità di alimentarsi e comunicare. 

 

Questo porta automaticamente ad un aumento della dipendenza di chi ne è affetto, con rischio di comorbilità (infezioni, malnutrizione), e quindi un forte carico psico-economico su famiglie e sistema sanitario, necessità di cure a lungo termine e di assistenza specialistica continuativa.

Cosa dovrebbe fare un sistema sanitario pubblico: 

1. Diagnosi precoce e percorsi integrati  

   - Centri specializzati (memoria/memory clinic) per valutazione diagnostica multidisciplinare (neurologo, geriatra, neuropsicologo, psichiatra).  

   - Accesso rapido a test cognitivi, esami di imaging e, quando appropriato, biomarcatori.  

2. Cure farmacologiche e non farmacologiche accessibili  

   - Garantire accesso ai farmaci approvati e monitoraggio degli effetti.  

   - Programmi di riabilitazione cognitiva, terapia occupazionale, interventi psicoeducativi e attività di stimolazione sociale.  

3. Cure primarie coordinate e continuità assistenziale  

   - Formare e coinvolgere i medici di medicina generale in diagnosi, gestione delle comorbilità e piano di cura condiviso.  

   - Case manager o team territoriali per coordinare servizi sanitari e sociali.  

4. Assistenza territoriale e domiciliare potenziata  

   - Servizi domiciliari infermieristici e socio-assistenziali, telemedicina, visite domiciliari specialistiche.  

   - Strutture semiresidenziali (centri diurni) per mantenere l'autonomia e dare sollievo alle famiglie.  

5. Supporto ai caregiver e strategie di sollievo  

   - Formazione pratica/formativa, supporto psicologico, linee di consulenza, servizi di sollievo (respite care) e agevolazioni economiche/assistenza sociale.  

6. Strutture residenziali appropriate e regolamentate  

   - Posti in strutture residenziali con standard di cura specialistica per fasi avanzate; procedure chiare per accesso e transizione.  

7. Piani di cura personalizzati e pianificazione anticipata  

   - Sostenere la stesura di direttive anticipate, piani assistenziali individuali condivisi con familiari e professionisti.  

8. Formazione professionale e forza lavoro dedicata  

   - Formazione continua per operatori sanitari, operatori sociali e personale di RSA su approcci centrati sulla persona e gestione dei disturbi comportamentali.  

9. Prevenzione e promozione della salute cerebrale  

   - Programmi pubblici su attività fisica, controllo cardiovascolare, alimentazione, stimolazione cognitiva e riduzione dei fattori di rischio (ipertensione, diabete, fumo).  

10. Sorveglianza, dati e ricerca  

    - Sistemi informativi per monitorare incidenza, esiti e bisogni; finanziamento della ricerca clinica e servizi di valutazione di nuove terapie.  

11. Sensibilizzazione e riduzione dello stigma  

    - Campagne informative e iniziative comunitarie per riconoscimento precoce, inclusione sociale e tutela dei diritti.

Tutto questo è complesso ed oneroso, a Cremona si tenta di dare delle soluzioni specialmente nella struttura di Cremona Solidale, oltre che percorsi si cura delle complicazioni nell'ospedale cittadino.

Purtroppo i casi aumentano e le richieste superano la possibilità di occupare posti in centri specializzati, e come spesso accade da quando la sanità è in mano alle regioni, si tende a sovvenzionare maggiormente le strutture private. La conclusione è chi ha le possibilità economiche è avvantaggiato.

Ogni territorio deve poter mappare costantemente la situazione, anche con studi epidemiologici preventivi, perché non è raro trovare correlazioni tra l'abitazione del paziente colpito dalla malattia e una fonte continua di inquinamento ambientale. Riflessione personale.

1/b)  Movimento per la Riqualificazione dell'Ospedale di Cremona 28/05/2026

Cari sostenitori, tre anni fa siete stati tra i primi a credere in questa iniziativa firmando la petizione su Change.org. Oggi abbiamo bisogno ancora una volta del vostro aiuto.

L'Appello Civico che Vi proponiamo rappresenta probabilmente l'iniziativa più importante promossa finora dal Movimento. Con meno di tre minuti del Vostro tempo potrete chiedere personalmente al Sindaco del Vostro Comune di farsi promotore della richiesta di una valutazione comparativa tra il nuovo ospedale e la riqualificazione dell'attuale Ospedale Maggiore.

Ma Vi chiediamo qualcosa in più.

Dopo aver inviato il Vostro Appello, aiutateci a far conoscere questa iniziativa: inoltrate questa e-mail a parenti, amici e conoscenti residenti nei Comuni dell'ASST Cremona e invitateli a fare altrettanto. Se ognuno di noi riuscirà a coinvolgere anche solo poche altre persone, la voce dei cittadini potrà raggiungere tutti i Comuni del territorio.

Contiamo ancora una volta sul Vostro sostegno. 

Enrico Gnocchi

a seguire l'appello che invieremo ad altri cittadini e associazioni dell'Asst di Cremona a cui abbiamo giorni fa inviato l'informativa sulla situazione attuale del progetto del nuovo ospedale.:

Gentile cittadina, Gentile cittadino,

nei giorni scorsi ti abbiamo inviato un'informativa sulle principali criticità emerse dalla documentazione ufficiale relativa al progetto del nuovo Ospedale di Cremona.

Come anticipato, ti proponiamo ora di partecipare all'Appello Civico ai Sindaci dell'ASST Cremona.

L'iniziativa nasce con un obiettivo molto semplice: consentire ad ogni cittadino di chiedere al proprio Sindaco di farsi promotore, presso Regione Lombardia, della richiesta di una valutazione comparativa pubblica, indipendente e trasparente tra la costruzione del nuovo ospedale e la riqualificazione dell'attuale Ospedale Maggiore di Cremona.

Partecipare richiede meno di tre minuti.  

Per comprendere in pochi istanti l'iniziativa,  puoi guardare il primo allegato:  link "Guida all'Appello Civico", un  filmato di 1 minuto

Per facilitare la partecipazione abbiamo predisposto altri tre semplici allegati:

1. Perchè nasce l'Appello Civico: link Perché nasce l'Appello Civico
Una breve presentazione dell'iniziativa e la modalità di partecipazione.

2. Appello Civico: link Appello Civico
SCARICA il testo già predisposto da completare con il proprio nome, cognome e Comune di residenza e inviare al Sindaco del proprio Comune all'indirizzo e-mail che trovi scaricando il file Elenco dei Comuni dell'ASST Cremona

Per contribuire anche al conteggio delle adesioni, ti chiediamo, come segnalato nella “guida”, se lo desideri, di inserire in Ccn anche l'indirizzo e-mail del Movimento, movimentoriqualificahcr@gmail.com

Ogni Appello rappresenta la richiesta personale di un cittadino al proprio Sindaco.

Una decisione destinata a incidere sulla sanità del nostro territorio per molti anni merita, a nostro avviso, il più ampio coinvolgimento dei cittadini.

Ti ringraziamo fin d'ora per il tempo che vorrai dedicare a questa iniziativa.

Con i più cordiali saluti.

Movimento per la Riqualificazione dell'Ospedale di Cremona

01 luglio 2026

P.S. L'Appello Civico può raggiungere migliaia di cittadini solo grazie al passaparola.                  Se condividi questa iniziativa, ti chiediamo di inoltrare questa e-mail ai tuoi contatti residenti nei Comuni dell'ASST Cremona. Ogni Appello inviato al proprio Sindaco rende più forte la richiesta di una valutazione comparativa pubblica.

CHIOSA EDITORIALE:

QUANTO AD 1/a) La malattia di Alzheimer – “Benvenuti": Non solo ringraziamo, ma ci compiacciamo con la Consigliera Comunale (Cremona Cambia Musica) Paola Tacchini, che con regolarità e dedizione notizia noi e la nostra testata degli accadimenti di rango istituzionale. Che la vedono, pur nel ruolo di “controllore” della governance comunale, costante interlocutrice. Per noi (che pur non siamo sintonizzati con la sua collocazione partitica) è una sorta di “inviato a…”. Dobbiamo aggiungere, sul punto, che è l'unica degli investiti di mandato elettivo.

Eppure farebbe tanto bene al sistema informativo e alla cittadinanza moltiplicare questo format di cittadinanza attiva, suscettibile di inquadrare adeguatamente la funzione dell'eletto e, soprattutto, di moltiplicare le occasioni di consapevolezza dello stato dell'arte della gestione pubblica e dei maggiori problemi sociali.

E' il caso della patologia socio-sanitaria così ben delibata sia dal report discendente dalla “visita” istituzionale alla struttura che orgoglio e rassicurazione per una comunità territoriale, consapevole del quasi completato processo di asfaltatura del sistema socio-sanitario (spedalocentrico) e della necessità di moltiplicare gli sforzi per risolvere adeguatamente le criticità (non solo cliniche) che gravano su un'ampia aliquota di popolazione infragilita dall'avanzare del tempo e dalle malattie e, per ricaduta, sul retroterra famiglia.

Abbiamo molto ampiamente e ripetutamente focalizzato il punto di innesco di questa afflizione biblica civile, che è il rifiuto dei pubblici poteri di adempiere (illegalmente) ai doveri. In contrasto con questo quadro generale veramente angosciante il Territorio, forse in automatismo etico morale, si è ben attrezzato mantenendo in vita ed ottimizzando le sue strutture RSA. Tutte di notevole valore. In particolare quella di Cremona, che si avvale del vantaggio di essere istituita in Azienda Speciale. Tacchini fornisce un quadro particolareggiato attorno al trattamento clinico, ma anche all'umanizzazione del contesto, in cui sono accuditi, accompagnati e sollecitati gli “ospiti”. Del valore del management si sapeva già parecchio. Della struttura medica e paramedica si sapeva e si sa anche di più. Il format di cura (purtroppo, non si può di riabilitazione, considerando la natura della patologia) si può dire che sia stato messo a punto (a partire dall'esperienza di Sospiro e delle Ancelle) dall'attuale responsabile sanitaria, dottoressa Gentile. Avanti così!!!!

QUANTO AD 1/b): più che chiosa un breve ma convinto appello: sosteniamo pancia a terra l'appello del coordinatore del Movimento!!!!

 

CREMA

Caro direttore, sul tema dell'identità socialista. Dibattito al quale mi hai invitato a partecipare ti propongo una riflessione su come i cittadini i giudici intendono il bene comune. Negli anni c'è stata un evoluzione e non sempre, in positivo. 

La riflessione mi è venuta dalle proteste, giuste, per la chiusura del ponte di via Cadorna a Crema, che collegava il quartiere con la città. 

La disgraziata vicenda del ponte di via Cadorna e la mobilitazione del Comitato per o ristori, mi fa riflettere sull'evoluzione del concetto di comunità e di individualità. 

Ora, è indubbio che le attività commerciali avranno maggiori difficoltà, come anche tutti i cittadini. Altrettanto è avvenuto, in senso inverso quando si è realizzato il sottopasso di S. Bernardino. Con quell'ora che univa la frazione alla città tutto il quartiere veniva valorizzato: aumentato il valore delle case e dei negozi. Non mi risulta che queste attività siano state, di conseguenza, accatastate di nuovo con rendite maggiorate. 

Quando a Milano realizzarono la prima linea metropolitana che avrebbe servito maggiormente alcune vie rispetto ad altre, il comune impose una tassa supplementare alle attività commerciali. Alcuni si opposero ma persero la causa.

Va detto che col tempo la giurisprudenza ha imboccato strade diverse. Ai tempi della legge 167 si ottenevano espropri di terreno al prezzo del valore in atto. E le contestazioni si appianavano con facilità.  Lo stesso dicasi per i terreni destinati dal piano regolatore a servizi pubblici (le aree F). Ebbene quando si realizzò il Liceo artistico l'area in questione era agricola i proprietari si opposero (da notare che non conducevano loro il fondo). La trattativa, con interlocuzione verbali, sembrava potersi concludere con un raddoppio del tradizionale costo ma la dirigenza tecnica si oppose forse nel timore di essere accusata di ingiusta agevolazione. La causa continuò è quando ormai il liceo già funzionava, si concluse con il pagamento dell'area al valore dell'area fabbricabile urbanizzata. I giudici ritennero che il ristoro avrebbe dovuto tenere conto delle " potenzialità " dell'area.

Cioè di quanto il lavoro degli altri è dell'amministrazione avrebbe contribuito ad arricchire un solo individuo.

Non ero più in consiglio ma avrei ricorso anche alla corte costituzionale.
Crema, 30 06 2026 SANDRO GABOARDI

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