1.Welfare
HAI L'INFLUENZA? ECCO COME POSSIAMO AIUTARTI CHIAMA IL 116117
Da questa settimana la Continuità assistenziale (ex guardia medica) si integra con
l'Hotspot infettivologico,
un nuovo servizio sanitario con personale dedicato alla gestione delle sindromi respiratorie, come influenza e Covid-19.
Per affrontare l'aumento dei casi di influenza, a integrazione della Continuità assistenziale (ex
guardia medica), l'Asst di Cremona ha attivato l'Hotspot infettivologico, un servizio sanitario per la gestione delle sindromi respiratorie non gravi al di fuori dell'orario di apertura dell'ambulatorio del medico di famiglia che resta il primo riferimento.
La continuità assistenziale (ex guardia medica) e l'Hotspot infettivologico sono servizi ai quali si accede solo su chiamata telefonica digitando il numero 116117, attivo dalle 20:00 alle 08:00 nei giorni feriali; 24 ore su 24 sabato, domenica, giorni festivi e prefestivi.
FUNZIONA COSÌ
Gli operatori che rispondono al numero 116117 metteranno in contatto l'utente con un medico che attraverso la valutazione telefonica stabilirà le esigenze e le priorità sanitarie. Al bisogno potrà prenotare direttamente la visita all'Hotspot infettivologico dando tutte le informazioni necessarie (come e dove).
Il personale sanitario che accoglierà l'utente verificherà lo stato di salute attraverso la rilevazione dei
parametri vitali e prescriverà eventuali terapie.
RISPOSTA TEMPESTIVA, SENZA PASSARE DAL PRONTO SOCCORSO
Rafforzare il servizio di Continuità assistenziale (ex guardia medica) con l'attivazione dell'Hotspot infettivologico (da dicembre a marzo) è un modo per fornire una risposta tempestiva alle persone con un problema respiratorio e ridurre gli accessi in pronto soccorso che resta un servizio di urgenza- emergenza.

CHIOSA EDITORIALE: sperum!
2.Welfare
Nella giornata di martedì 17 giugno scorso, nella sala riunioni della direzione generale dell'ASST di Cremona, si era svolto un incontro di presentazione del progetto del Nuovo Ospedale dedicato ai Comitati di Quartiere della città.
Durante l'incontro il Dottor Ezio Belleri, direttore generale dell'ASST di Cremona, aveva dato segnali di trasmettere ai residenti dei quartieri Villetta e Battaglione di Cremona le soluzioni che adotteranno per mitigare i disagi per la futura viabilità e per l'impatto del cantiere: “Per questa ragione, appena avremo altri elementi, organizzeremo focus tematici di confronto con i quartieri Villetta e Battaglione che confinano con l'ospedale: parleremo di viabilità e dell'impatto che il cantiere avrà in questa zona della città.”
Disagi dovuti principalmente, nel caso del cantiere del nuovo ospedale, per il trasporto di materiali edili per 6-7 anni, tanto durerà la costruzione, e per altri 1-2 o forse 3 anni per la notevole mole di materiale (macerie, calcinacci, rifiuti da costruzione e demolizione) da smaltire e/o riciclare nella fase di demolizione dell'attuale Ospedale e dei 12 edifici dei vari servizi adiacenti, e per il ripristino poi totale dell'area ospedaliera.
Anche la Dottoressa Francesca Romagnoli, Vicesindaco e Assessore del Comune di Cremona, aveva dato segnali di condivisione con i cittadini delle informazioni ricevute durante l'incontro: “Abbiamo apprezzato e ci siamo fatti un'idea di come sarà la struttura. Adesso è possibile fare alcune riflessioni serie e oggettive da condividere con gli altri abitanti dei quartieri: ci faremo portavoce di quello che abbiamo ascoltato e compreso.”
Son passati sei mesi e, per quanto ne sappia, non sono stati organizzati dalle istituzioni incontri con i residenti dei quartieri interessati al cantiere di prossima attivazione; nel mentre la fase progettuale è andata avanti.
La procedura seguita da ASST prevede che il PFTE (che sta per Progetto di Fattibilità Tecnico- Economica, il primo e fondamentale livello di progettazione di un'opera pubblica, che definisce le caratteristiche, i costi, i benefici e le alternative possibili, assicurando che l'intervento sia fattibile, conveniente e sostenibile, in linea con le normative del nuovo Codice dei Contratti Pubblici) venga poi presentato alla Conferenza dei Servizi per essere esaminato dai vari enti che daranno poi pareri, nulla osta od osservazioni.
L'esame del PFTE da parte della CdS (Conferenza dei Servizi) potrebbe poi portare alla decisione finale di riqualificare l'attuale Ospedale anziché costruirne uno nuovo.
Riqualificazione che per alcuni reparti è già in corso (esempio della Terapia Intensiva e del Pronto Soccorso).
Ci sono state due visite, in ottobre e in dicembre, dell'Assessore al Welfare della Regione Lombardia, Dottor Guido Bertolaso, ai reparti appena ristrutturati e in corso di terminazione dei lavori. Reparti appena riqualificati che verranno poi demoliti, purtroppo!
Forse queste visite “importanti” hanno distolto l'attenzione e l'apertura al dialogo dichiarata
dalle istituzioni verso i cittadini dei quartieri?
Grazie per l'attenzione
GIANLUIGI STAGNATI - Sostenitore del Movimento per la riqualificazione dell'ospedale di
Cremona e residente del quartiere Villetta da 60 anni

CHIOSA EDITORIALE: Innanzitutto ringraziamo Gianluigi Stagnati per questo suo gesto sia di cittadinanza attiva con cui denuncia, con competenza e con chiarezza, le ricadute sulla vivibilità del quartiere (già di suo storicamente interessato dall'indotto viabilistico e dalla contiguità con quella manna che è la cittadella dei rifiuti e del TRM) nel malaugurato caso prendesse realmente corpo la costruzione del nuovo nosocomio. Sul distretto territoriale ricadrebbe, in un breve arco temporale peraltro non stimabile, una sommatoria di bendidio (tale per il comparto delle costruzioni) per la costruzione e per la demolizione dell'esistente.
Ora se è vero che la struttura ospedaliera ricade nella giurisdizione legislativa e gestionale della Regione, vero altrettanto che, a principiare dal vaglio della sostenibilità alla luce delle strumento urbanistico e della compatibilità ambientale, il tutto ricadrebbe sotto le prerogative comunali.
Il nostro lettore e corrispondente (nonché “commilitone” di testimonianza e di lotta nel Movimento) sottolinea la scesa in campo del Vicesindaco che nell'incontro ha speso parole di circostanza e di captatio benevolentiae della popolazione. Sul niente, che non siano “alcune riflessioni serie e oggettive da condividere con gli altri abitanti dei quartieri”. Formula questa da minimo sindacale che non si nega a nessuno (specie nei confronti di interlocutori che si vogliono coglionare. Son passati sei mesi, verifica Stagnati. Tutto tace (dal punto di vista specifico degli approfondimenti vagheggiati). Tutto…sarebbe troppa cosa. Perché nel frattempo si sono svolti gli “stati generali” (o caporali, direbbe Totò) del partito maggioritario che ha emesso rating sul primo anno della nuova Giunta. Con questo verdetto (in forma sintetica, che riportiamo: “Stiamo investendo nella rigenerazione urbana e stiamo concretizzando i progetti avviati. Si tratta di progetti di sviluppo territoriale importanti per Cremona: c'e il tema già attuale della città universitaria, ma anche i progetti di grandi opere che avranno ricadute decisive sulla città, come il nuovo ospedale….”
Non bisogna conoscersi in senso stretto per farsi un'idea, a petto di una vistosa distonia tra narrazioni di circostanza e di convenienza e comportamenti conseguenti. Non conosciamo, ripetiamo, il cursus honorum della testimonianza pubblica dell'amministratrice interessata, ma ci corre un brivido lungo la schiena al pensiero delle rassicurazione di un semestre fa, il lungo silenzio successivo e la circostanza che l'ha vista partecipe dell'endorsement che pone nelle priorità “grandi opere che avranno ricadute decisive sulla città, come il nuovo ospedale….”
La vicesindaca è sollevata, pensando a questa esternazione, dall'evenienza di sputarsi (radendosi)
nello specchio, solo perché non ha questa incombenza quotidiana.
Ps: tanto per intendersi, in aggiunta all'insensatezza di vandalizzare una struttura nosocomiale di mezzo secolo, osserviamo (sulla base di calcoli empirici), che lo stivaggio della rottamazione (peraltro prevalentemente tossico-nocivo e speciale) comporterebbe un bacino pari quattro volte a quello di stivaggio dei rottami prodotti dalla (altrettanto sciagurata) demolizione dello stadio di Sansiro.
3.Welfare
Ai sostenitori del Movimento
A - ricevo da Gianluigi Stagnati il link di un servizio televisivo presentato dalla emittente Telecolor... A parte un "piccolo errore" nel definire il nostro Ospedale vecchio di 40 anni,
nel breve servizio televisivo si evidenzia che il costo è lievitato a quasi un miliardo di Euro..
Non avendo il nostro movimento inviato recentemente alcun documento/lettera a Telecolor penso che la notizia a corollario della visita di Bertolaso sia scaturita dalla stessa redazione della testata, oppure da altre fonti in ogni caso imprecise che credo non favoriscano una chiarezza tra i cremonesi nei numeri in giuoco..
Nella confusione dei numeri chi perde credibilità paradossalmente a mio avviso siamo noi del movimento. Come sempre le fonti per mantenere nel tempo una azione chiara e trasparente devono essere certe e precise.
Il presentare nel servizio il nuovo ospedale con l'animazione del primo progetto Cucinella anche questo porta la gente a vedere "la bellezza" del progetto e non viene chiarito in questo filmato come ad oggi sia ormai superato da un progetto SCONOSCIUTO, ridotto di piani e di posti letto.
Tuttavia anche con questi limiti il servizio di Telecolor è stato utile per non far addormentare i cremonesi sugli allori di Bertolaso, Belleri e Cucinella...
B - Come ormai è assodato le lettere dei sostenitori del "movimento" vengono pubblicate dai media.. se non da tutti, c'è un discreto interesse da parte dei direttori dei giornali on line a sostenere il nostro obiettivo....
Ciò che ci manca è ancora la consapevolezza da parte di molti sostenitori che per il fatto stesso di non aver mai inviato ai medi alcuna nota critica sul nuovo ospedale credono che sia tempo buttato.
A mio avviso così non è, Più sono le firme raccolte, più sono le lettere inviate e pubblicate più sono i cremonesi che vengono a conoscenza che il nuovo ospedale non è indispensabile, che c'è una alternativa molto meno costosa e altrettanto valida per la sanità cremonese.
Invito ancora tutti a scrivere in merito. Gli spunti di critica e di interesse per la riqualificazione sono moltissimi. Bastano poche righe e poco tempo per inviare un messaggio pesante/acido per sfondare/sciogliere il muro di gomma che avvolge Cremona.
PS avviso che dei 190 calendari arrivati il 26 novembre ne sono rimasti 61... c'è stato il prezioso impegno di alcuni sostenitori a ritirare 5-10-15 calendari per poi distribuirli ad altre persone...
Aspetto una vostra disponibilità a ritirare quanto rimasto... non aspettiamo i saldi...mi pare che la richiesta di 10 euro sia ragionevole (sostiene il costo di circa 2,5 euro/uno e la rimanenza al "movimento".
Il movimento deve pareggiare il costo dei calendari (423 euro) e un debito pregresso di euro 184 euro. Si prevede di contattare nei prossimi giorni degli avvocati per valutare un ricorso al TAR e per questo, solo per la consulenza in merito, sono necessari qualche centinaia di euro...(euro...?)
C - Antonio Grassi, In questi anni è sicuramente stato per noi del movimento un importante sostegno e ci ha permesso un'alta visibilità mediatica, e di questo ringraziamo lui e il giornale on line sul quale scrive. Non bisogna però a mio avviso, particolarmente in questi mesi caratterizzati da decisioni molto importanti e definitive da parte della Conferenza dei Servizi non ribadire costantemente nelle nostre lettere e comunicati le opportunità sanitarie ed economiche che i cittadini cremonesi potrebbero avere se verrà deciso o se verrà imposto dalla magistratura di NON costruire un nuovo ospedale ma di riqualificare l'attuale.
A mio parere l'articolo di Grassi manca di questo fondamentale e alternativo argomento. Si potrebbe dire che è sottinteso e conseguenza del suo argomentare. Ma il lettore potrebbe anche concludere che dalle negatività elencate e dal titolo dell'articolo:
Cremona ospedale fuori classifica, ma con dentro i clochard sia corretta e accettabile la decisione di costruire un nuovo ospedale.
Sappiamo come il lettore si fermi alla superficie di ogni scritto giornalistico e non, e il mio timore è che ad una lettura frettolosa, non avendo letto nulla sull'alternativa possibile da noi sempre proposta e dimostrata, concluda che così declassificato e così mal ridotto debba lasciare il posto ad un nuovo, "grandioso" ed efficiente edificio.
Enrico Gnocchi – Coordinatore del Movimento per la riqualificazione dell'ospedale di Cremona


CHIOSA EDITORIALE:
Non solo ospitiamo, ma apprezziamo e ringraziamo lo sforzo comunicativo e testimoniante dei numerosi ed incrollabili sostenitori del Movimento coordinato da Enrico Gnocchi. Movimento che, in condizioni a dir poco proibitive (rese tali dal rapporto soverchiante di mezzi istituzionali, categoriali, informativi), dopo significative performances di comunicazione all'opinione pubblica e di adesioni non informali, non molla.
Il Movimento, per questa sua postura da hombres vertical, andrebbe onorato di degnazione da parte delle forze politiche e sociali e, first, delle istituzioni territoriali. Il “nuovismo” edificatorio ospedaliero è in significativa decelerazione. Vedasi a Milano, dove sarebbero potuto sparire due storici nosocomi, candidati alla demolizione per dar luogo ad una nuova struttura.
Con una faccia, ci sia consentito (solo per iniziali) di m…, ma per essere efficaci da impudenti, i componenti di prima fila dell'establishment sociosanitario lombardo continuano i pellegrinaggi sul territorio. Più per mentire e per turlupinare di fronte ad evidenze (come il gravissimo episodio del San Raffaele) che costituiscono, ovviamente insieme alla sanità negata, la prova provata del disprezzo della nomenclature nei confronti della cittadinanza.
Onore al merito, ripetiamo, al Movimento che non molla. Ma ci va di aggiungere una riflessione di opportunità; a valere per il Movimento e per noi che sosteniamo questa lotta: toglierci di dosso la patina (applicataci interessatamente dai padroni del vapore per screditare la nostra battaglia civile, ma, diciamocelo tra di noi, alimentata in house da certe nostre compiacenze nei confronti di picchi derivanti da incursioni miranti all'indotto strumentale) di condurre una cittadinanza attiva imperniata su radicalismi ideologici, da contras per principio. Occorrerà approfondire la ragione del nostro core businnes antistrutturalista verso il nuovismo edilizio mediando con le ragioni della lotta di tutti i giorni per il diritto effettivo ad un decente assolvimento del diritto-dovere di cura della salute nell'accezione della sanità pubblica
La prova del 9 ipotizzata da Natalia Aspesi: "forse se tutti quelli che sono da mesi in lista d'attesa chiedessero (e, aggiungiamo noi, si presentassero nei reparti e negli ambulatori) di essere presi in carico subito, in massa...Ci sarebbe, di fronte alla reiterata illegalità gestionale che contrasta il dettame costituzionale ed alla disumanità della salute negata anche il gesto estremo del "siamo tutti Luigi". Che scongiuriamo di evitare. Ma di lasciare nel fondale delle percezioni come monito nei confronti di una situazione di un primario diritto conculcato e mai diventato, nonostante le evidenze, oggetto di lotta sociale e civile, consapevole e strutturata
4.Welfare

Per quanto mossi dal timore di cadere in contraddizione con quanto verremo ad osservare (in materia di deontologia dell'uso di immagini di “fragili” per di più istituzionalizzati e di finalizzazione ad usum delphini della “notizia) non possiamo esimerci (pena l'asfaltatura del perno su cui costruiamo questo 4 welfare ) dal riprendere (dal quotidiano La Provincia) quella che diventa la cimasa dell'approfondimento che segue. Noi di primo mattino (come abbiamo appreso nei primi anni 70 all'Ufficio Stampa dell'Amministrazione Provinciale) ci dedichiamo, appunto, alla selezione dei quotidiani. E, siccome abbiamo imparato il mestiere, siamo longanimi verso chi non ha tempo e voglia, soprattutto siamo oculati nell'uso della cospicua spesa della voce “lettura”, giriamo il risultato della cernita a chi pensiamo possa essere utile.
E' il caso dell'articolo a piena pagina, che recita “Ex Mazza – Letti elettrici – Via alla sottoscrizione”. In poche parole ci sono spunti tali da camparci (per chi volesse approfondire, per ragioni di chiarezza e per chi non volesse farsi prendere per il …lo)c'è proprio tanta roba. Ce ne siamo accorti (per quanto ne fossimo convinti ab origine) dal
profluvio di riscontri pervenuti da interlocutori basati sul nostro amato (nonostante una nostra estirpazione che dura dal gennaio 1972) borgo. Cui è vero dedichiamo molte attenzioni (meritate perché fornisce, in aggiunta all'eccellenza civile, associativa, culturale e storica), spunti a go go.
Iniziamo con il copy paste di almeno due delle chat pervenute.
Il danno che hanno fatto nel cedere anche il nome non è solo storico o nostalgico ma anche d'immagine e funzionalità. L'esempio? Avevo consigliato dei conoscenti in cerca di una soluzione per un famigliare, di chiedere di Pizzighettone anche perché più vicino a uno di loro che abita a Cavacurta, pur rivolgendosi a S. Bassano. La risposta che hanno avuto è che sulle destinazioni decidono loro. E che non c'è una casa di riposo di Pizzighettone
S.G. – Crema 12 12 2025
Indubbiamente quello che dici non fa una piega anche se è bene ricordare che nella maggioranza non c'è solo la componente leghista ma ci sono anche esponenti cattolici ai quali però evidentemente non interessava niente della storia del Mazza. In merito poi al discorso letti bisognerebbe chiedere spiegazioni alla dott. sa Ventura (ora presidente di Agropoli) la quale dopo l'acquisizione (meglio sarebbe dire ratto) del Mazza ha pensato bene di levare le ancore e lasciare ad altri il compito di risolvere i guai (adeguamento sismico, impianto antincendio ecc.)
g. b. – Pizzighettone 13 12 2025



CHIOSA EDITORIALE:
Certi rischi di surreali impaginazioni sono impliciti nel mestiere. Specie di chi lo esercita, prescindendo dallo scrupolo di evitare il ridicolo ( e non mi riferisco alla manchette dei "mercanti di storie", a scopo ludico). Molto meno apprezzabili sono invece le storie raccontate nell'articolo centrale (titolo: il via alla sottoscrizione). In cui, dopo aver annunciato la continuità del "maxi restyling milionario" ci si affida, in prossimità del Natale, al buon cuore dei pizzighettonesi. Già espropriati, andrebbe ricordato, dall'alleanza tra la giunta leghista ed il Prevosto (compiacente i disegni della Curia, anche per l'altro filone gate dei “doni” incamerati dalla pesca a strascico della Curia a beneficio del proprio museo) che convergevano all'espropriazione della benemerita Fondazione. La quale per più di un secolo rappresentò il punto più alto della "carità" pizzighettonese. Restauro milionario e poi, per completare la residua dotazione di 20 letti elettrici, si fa ricorso al buon cuore! Mah...
Per di più sotto Natale e ricorrendo ad una grammatica che (con l'aggiunta di corredo grafico al limite del buon gusto e della deontologia, per cui non sarebbe irrealistica una verifica di pieno ed ineccepibile rispetto delle regole) si fa fund raising. Per l'acquisto di qualche letto con cui rendere funzionale la gestione degli allettati e rendere meno confinato l'ambito di mobilità dei parzialmente fragili.
Il problema principale non è donare agli "anziani" (specie a quelli "istituzionalizzati" e, nella fattispecie estrema, allettati) uno stereotipato, retorico "sorriso". Gesto postura che è affidato alla predisposizione soggettiva. Mettiamo le mani avanti (anche a costo di deludere operatori e volontari): la nostra riconoscenza (con molto dispiacere) non arriverà a tanto. Anche perché manca nel manufatto editoriale un perno fondamentale per qualsiasi raccolta a fini di bene: il soggetto che raccoglie, la procedura di destinazione, la possibilità di effettuare un minimo di “revisione” (se non altro per evitare il ripetersi, in condizioni di poca trasparenza, il ripetersi della poco edificante raccolta di “Uniti per…”).
Ultimissima annotazione: 9 anni fa avevo tentato di donare un appartamento alla Fondazione. In pratica il management dell'epoca, senza opporsi, mi fece desistere imponendo al donatore lungaggini incomprensibili. Poco la confraternita Sindaco leghista Prevosto regalarono una struttura di buon livello ad un gestore privato (che realizza, come a Sanbassano, importanti ampliamenti coi soldi pubblici e macina profitti) ….e adesso vengono a chiedere al buoncuore l'elemosina per i letti elettrici!?