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Lettere a L'ECO /23

  24/05/2024

Di Redazione

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Sig. Direttore

.. non è forse una grande notizia... ma noi siamo determinati a continuare con tutti i mezzi a disposizione e grazie se vorrà pubblicare anche questa volta il nostro contributo per evitare ai cremonesi un salto nel buio!

DOPO 10 MESI DI RACCOLTA FIRME PER LA PETIZIONE PER LA RIQUALIFICAZIONE DELL'OSPEDALE DI CREMONA, e nel bel mezzo di incontri con le Associazioni laiche e religiose e con i candidati sindaco per le elezioni amministrative in questo periodo pre- elettorale, siamo pronti per incontrare il nuovo Direttore Generale Dr Ezio Belleri dell'Asst di Cremona il 29 maggio 2024.

Abbiamo affisso davanti all'Ospedale Maggiore di Cremona il nostro "biglietto da visita".... purtroppo rimarrà solo 14 giorni, causa regolamento comunale per le affissioni e a causa delle nostre limitate risorse finanziarie.... ma rimane grande, com'è questa immagine, la volontà di tutti coloro che hanno firmato e firmeranno la petizione on line su change.org o su moduli cartacei di continuare la lotta e di proporre soluzioni tecniche e politiche per FERMARE la costruzione del paventato progetto dell'"astronave". Un grazie a tutti coloro che hanno lavorato e che lavorano per l'obiettivo della petizione il movimento per la riqualificazione dell'Ospedale di Cremona.

Malasanità e balzelli

Ci sia consentita, nella chiosa all'importante comunicato del Coordinatore Gnocchi, una premessa, che erroneamente potrebbe essere configurata come una provocazione. Nel caso il Movimento dovesse rimuovere il pannello (di grande valore didascalico), il medesimo entrerebbe a far parte dell'iconografia della nostra testata. Grazie. Teribbbile (come si dice a Trastevere)...si spreme un virtuoso movimento di cittadinanza attiva col balzello dell'affissione! Evidentemente non è il gettito il punto principale...ma l'impulso a contrastare la lotta per il diritto alla salute. Se si aprisse una nuova sottoscrizione, siamoo, nel nostro piccolo, a disposizione. Ma prima di questa premessa, c'è un imperativo: non rimuovete il cartello. Per l'affissione del quale ci rifiuteremmo di pagare il balzello. Non è una pubblicità commerciale. Bensì una virtuosa testimonianza civile. Che andrebbe moltiplicata in tutta la città e anche nel territorio. Con ostensione gratuita. Anzi con sponsorizzazione del Comune. Cremona è piena zeppa di affissioni abusive e di scritte abusive e deturpanti. Anche sulle facciate di proprietà comunali. Vedi, tra i molti, i graffiti lasciati (non contravvenzionati nè rimossi) dal CSA Dordoni nell'ex foro boario. Stanti i precedenti, vorremmo ben vedere con che impudenza la nomenklatura municipale volesse contrastare e/o sanzionare la nostra, virtuosa e feconda, iniziativa. Se, invece, il Coordinamento volesse posizionarsi in termini rispettosi delle regole, proporremmo il lancio di una straordinaria fund raising mirata allo scopo di sperare la proroga dell'affissione. E, siccome siamo abituati ad essere conseguente concretamente ai postulati, dichiariamo come Eco del Popolo di partecipare.

Quanto al preannuncio dell'incontro con il direttore Generale dell'Asst, è assolutamente apprezzabile la determinazione del Coordinamento del Movimento. Se fossimo chiamati (dio non volesse!) ad interloquire, porremmo sul tavolo, a lato della questione nodale del cosiddetto nuovo ospedale, la vicenda principale costituita dalla sostenibilità della sanità pubblica nel nostro territorio. La costante, forse un po' ossessiva informazione del SS aziendale, scodella quotidianamente una minuteria di informazioni, la cui utilità non si sa dove voglia parare. Ci riferiamo con questo alla constatazione dell'annuncio degli incrementi per singole unità di organico.

Si sta tardivamente, faticosamente e, diononvoglia, inutilmente tentando di rimediare alla vandalizzazione operata a danno degli organici medici, infermieristici e ausiliari. In omaggio alla sciagurata spending review imposta dall'establishment regionale ed attuata, senza alcuna resistenza anzi con pieno servile collaborazionismo, dalle direzioni succedutesi al vertice dell'Asst. Le cui conseguenze più che riverberate si sono fatte, si fanno, si faranno sentire. In termini di sostenibilità del nosocomio a dare risposta alla domanda di cura della salute. Non per adeguarla concretamente, bensì per tamponarla. Neanche, se ci fosse, una bacchetta magica riuscirebbe ad invertire la slavina del collasso. Perché manca un fattuale incrocio tra domanda e offerta di operatori. Che non si inventano. Dopo che per 30 hai decimato i reparti, ridotto i posti letto, piallato gli organici. In ciò un ineguagliabile esecutore è stato il direttore messo a riposo e non rinnovato. Adesso senza dichiararlo, si corre ai ripari con, speriamo di no, tacconi se non peggiori dei bus ma sicuramente di molto difficile applicazione. Nuove leve, stante il prolungamento dell'effetto numero chiuso della filiera universitaria e della formazione, nonché degli organici, insomma la materializzazione di una sorta di hitlerjugend da mandare disperatamente al fronte è cosa fuori dalla fattualità ma anche semplicemente dalla dissertazione puramente teorica. Un'alternativa dagli effetti quantiqualitativi parziali potrebbe essere una hitler hohe alter. Vale a dire le reimissione negli organici di "veterans", di operatori medici e paramedici troppo sconsideratamente lasciati “quiescere” (se in fascia anagrafica conforme) o (se in fascia prequiescente) indotti a cambiare aria e ad approdare a lidi professionali materialmente competitivi e appaganti nella soddisfazione deontologica. Perché qualche veteran che volesse, per molteplici motivi (in primis l'aderenza ai canoni di una vocazione che ha profondi perni etici), rimettersi in gioco li puoi trovare. Ci è giunge notizia che un nostro coetaneo è rientrato in servizio. E per noi questa è un'ottima notizia sia sul piano della civetteria dell'aspettativa di non venire risucchiato definitivamente dalla clessidra sia sul piano della rispondenza all'imperativo di mettersi una mano al cuore. Ma saremmo reticenti se in aggiunta ad un bel putost che gnent l'è mei putost, non dichiarassimo che il rimedio al disastro sta solo nella radicale, totale inversione del percorso fin qui praticato dalla sanità capitalizzata.

Elezioni amministrative a Cremona

Per utilità richiamiamo l'attenzione dei lettori alla precedente edizione election day postata il 17 maggio scorso. Con cui entra in relazione Alessandro Gaboardi, indimenticato dirigente aclista nonché vicesindaco di Crema.

Pubblichiamo il suo interessante contributo, nella speranza di riceverne altri, che concorrano ad entrare nel merito delle tematiche che dovrebbero costituire un virtuoso pannel del confronto preelettorale.

Leggo la delusione (manifestata su un recente numero del settimanale Mondo Padano) del ex senatore Montini per la pochezza del dibattito incentrato sulle imminenti elezioni amministrative. Condivido la preoccupazione rispetto al fatto che avanza in modo drammatico l'esigenza di affrontare il problema dello spopolamento dei piccoli comuni e nel contempo la emergente difficoltà di amministrarli. Problema che aveva ben evidenziato Virginio Venturelli sull'Eco del Popolo   e che pure io avevo sottolineato.

Ciò che mi sorprende è lo stupore di un politico navigato come Montini.

Prima di tutto affrontare questo tema è impopolare durante una campagna elettorale dove si cerca, di solito, di rinfacciare le motivazioni di appartenenza alla comunità. 

Appunto la comunità, l'appartenenza è uno dei motivi dell'opposizione alle fusioni fra i comuni.

Altro motivo, legato al primo è la propaganda contro tutto ciò che sovracomunale provinciale, regionale o nazionale. Contro a tutto ciò che in qualche modo e per svariati motivi cerca di porre delle regole comuni. L'Europa in primis. Si arriva alle assurde e spregiative affermazioni di un europarlamentare della Lega sull'uso che vorrebbe fare della bandiera d'Europa.

La rinascita di un certo municipalismo la troviamo anche nella, giusta, ripresa di tradizioni popolari e fiere che negli anni si erano perdute.

Le stesse ipotesi di ampliamento di Cremona accorpando i comuni limitrofi attraversa in questi giorni la vicenda dell'ampliamento dell'impianto del biometano che instaurerà diffidenza e ostilità per i prossimi anni.

La politica nazionale ha cercato di facilitare, con incentivi economici, gli accorpamenti, ma con pochi risultati. Qualcosa di più corposo si è ottenuto con gli accorpamenti e o la condivisione dei servizi. Purtroppo in questo caso i servizi che maggiormente potrebbero creare comunità coesione, energia, acqua, smaltimento, riciclo non sono più in mano ai comuni. Una dissennata politica ha venduto, ceduto, svenduto le municipalizzate e i consorzi che li gestivano. Laddove esistono ancora, vedi il Trentino, ma mi pare di ricordare qualcosa anche nel mantovano, i risultati ci sono.

Il tema vero è il governo del territorio con il dilemma democrazia e partecipazione o determinazione autoritaria?

Parrebbe una domanda inutile: al 90%, non il 100% saremmo per la prima ipotesi. Ipotesi che per ora è fallita. È però fallita anche la tesi autoritaria. Spesso bloccata da minoranze agguerrite e ricorsi agli infiniti gradi di competenza.

Ricordo, come esempio, che l'Italia non ha ancora trovato il sito per stoccare le scorie radioattive delle centrali dismesse.

L'unico esempio di "obbedienza civile" l'abbiamo avuto con il COVID. Forse riusciremo a decidere quando tutto il Paese starà per affogare.

Alessandro Gaboardi, 15 maggio 2024, Crema
Alessandro Gaboardi, 15 maggio 2024, Crema

Palazzo Affaitati

Buonasera, ho recentemente accompagnato amici turisti a visitare il museo civico a Palazzo Affaitati in via Ugolani Dati a Cremona.

Sono rimasti ammirati per le opere conservate ma colpiti dall'aspetto degradato del palazzo.

Allego alcune fotografie scattate in via Ugolani Dati all'ingresso del museo e nella laterale via Faerno.

Mi permetto di fare una riflessione che sembrerebbe scontata ma forse non lo è.  

Non sarebbe opportuno adeguare l'aspetto del palazzo, sede del museo, alla sua importante funzione culturale e turistica, per renderlo attrattivo anche dall'esterno?

Il confronto con i siti museali di altre città comparabili a Cremona, non mi riferisco a grandi città d'arte, ci penalizza con conseguenze anche sul turismo. Si tratta di piccoli interventi e attenzioni dal costo contenuto. Togliere le scritte sui muri, rimuovere le erbacce, sistemare intonaci e pezzetti mancanti dei marmi, restaurare il portone in legno. 

Piccole cose e particolari ma che mostrerebbero amore e cura per la nostra città in tanti angoli esposta al degrado e all'inciviltà.

Grato dell'attenzione.

Matteo Tomasoni, 20 maggio 2024, Cremona
Matteo Tomasoni, 20 maggio 2024, Cremona

Matteo Tomasoni, già presidente del Quartiere Po, decisamente sa come trascorrere produttivamente il suo tempo. Esce dotato di smart phone adeguato, vede, scatta, segnala… lo sconcio (per fortuna insieme alla residua e fortunatamente ancora tanta bellezza di Cremona) che ormai sovrasta la quotidianità. Quello che caratterizzava la periferia era dato per scontato e invertibile. Da trent'anni, vale a dire in coincidenza con questo ciclo politico-amministrativo, siamo in caduta libera. Il fatto che la decadenza interessi uno dei più pregiati pezzi del patrimonio monumentale ed artistico (in cui operano Biblioteca e Museo) non tragga in inganno nello sforzo di percepire le responsabilità. Qui non si tratta di politiche culturali. Bensì di politiche manutentive e di decoro urbano. La ricandidata oligarchia che punta a sopravvivere all'infinito (e alle sue disastrose performances), proprio in questi giorni ha dispensato un profluvio di promesse. Al disastro prestazionale aggiunge l'impudenza di una comunicazione mendace.

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