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Letere all'ECO /85

  15/09/2026

Di Redazione

Letere+all%27ECO+%2f85

Mi puoi aiutare firmando questa petizione?

https://c.org/zGMcVTPm24

Movimento per la Riqualificazione dell'Ospedale di Cremona

l'archistar Cucinella ormai dilaga in tutt'Italia... solo a Cremona sembra che l'abbiano preso sul serio. STA A NOI DIMOSTRARE CHE IL SUO PROGETTO E' UN MIRAGGIO

ricevo un link sui "sogni"  di Cucinella da una nostra sostenitrice, che ringraziamo molto, e di cui allego anche i commenti che condivido.

https://www.artribune.com/progettazione/2026/09/museo-giardino-santa-rosalia-palermo-progetto-mario-cucinella/

"Un'altra opera di Mario Cucinella, con giardino pensile e caratteristiche architettoniche che lo distinguono, (forse senza pista ciclabile) a quanto pare non ancora iniziata e probabilmente già pagata. Pare che questo architetto, i cui progetti sembrano tutti fatti con lo stampino e rispondenti a caratteristiche che non tengono conto del mutamento climatico e delle nuove conseguenti esigenze, si riduca a disegnare, presentare ai comuni, incassare, ma la realizzazione abbia tempi biblici, sempre che avvenga. Anche in Emilia R lavora con una certa frequenza. C'è qualcuno che lo protegge evidentemente..."

RICORDO A TUTTI DI IMPEGNARSI AD INVIARE L'APPELLO CIVICO e a diffonderlo ad ogni persona che conosce

.

DOBBIAMO AUMENTARE AL MASSIMO IL NUMERO DEI CITTADINI CHE ADERISCONO A QUESTA INIZIATIVA IN QUANTO ABBIAMO UNA SCADENZA FONDAMENTALE A FINE SETTEMBRE (seguiranno dettagli in merito) OLTRE QUESTA DATA, SE NON RAGGIUNGIAMO L'OBIETTIVO DELL'APPELLO CIVICO SARA' IMPOSSIBILE FERMARE CUCINELLA, BELLERI E VIRGILIO...

MOLTE PERSONE ANZIANE CI HANNO FATTO SAPERE DI NON ESSERE IN GRADO DI INVIARE L'APPELLO CIVICO. 

Credo sia accettabile che coloro che conoscono queste situazioni possano AIUTARE con il proprio PC a risolvere il problema  inserendo  nel modulo on line la propria mail, e le generalità della persona in difficoltà. 

Spedendo l'Appello Civico per una persona informata, e non in grado di di spedire l'Appello Civico in proprio, è a pieno titolo una richiesta valida per il sindaco. 

Dopo tutte le irregolarità formali che abbiamo visto in questi tre anni da parte delle istituzioni. Voglio vedere se c'è qualcuno che vorrà sollevare eccezioni...!!!

CHIOSA EDITORIALE: Ovviamente noi abbiamo già adempiuto. Ed invitiamo, rispettosamente, i nostri lettori a non deludere le aspettative del Coordinatore del Movimento

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ASST CREMONA - VALIDITÀ DELLE PRESCRIZIONI (U)RGENTI E (B)REVI

COSA CAMBIA DAL 15 SETTEMBRE 2026

In Lombardia le ricette con priorità U saranno valide 10 giorni dalla prescrizione, quelle con priorità B 30 giorni. I nuovi termini indicano il tempo entro cui prenotare,

non quello entro cui effettuare la visita o l'esame.  

A partire dal 15 settembre 2026 in Lombardia cambiano i termini di validità delle prescrizioni per la prenotazione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale con priorità U (Urgente) e B (Breve).

 

La disposizione regionale stabilisce che le prescrizioni con priorità U saranno valide 10 giorni dalla data di prescrizione, mentre quelle con priorità B saranno valide 30 giorni. La nuova regola non ha valore retroattivo. Per le altre classi di priorità, D (Differibile) e P (Programmata), la validità resta di 180 giorni dalla data di prescrizione.

 

10 E 30 GIORNI: IL TERMINE RIGUARDA LA PRENOTAZIONE (NON L'EROGAZIONE)

È importante distinguere la validità della prescrizione dal tempo previsto per l'erogazione della prestazione. I 10 giorni per la priorità U e i 30 giorni per la priorità B indicano il tempo massimo che può trascorrere tra la data della prescrizione e la data in cui viene effettuata la prenotazione. Non indicano quindi la data entro cui la visita o l'esame devono essere eseguiti.

 IN SINTESI

Per le prescrizioni emesse dal 15 settembre 2026, la validità ai fini della prenotazione varia in base alla classe di priorità indicata.

Classe di priorità

Entro quando prenotare

Entro quando effettuare la prestazione

U – urgente

10 giorni dalla prescrizione

3 giorni (72 ore), incluso il sabato

B – breve

30 giorni dalla prescrizione

10 giorni

D – differibile

180 giorni dalla prescrizione

30 giorni per le visite / 60 giorni per gli esami

P – programmabile

180 giorni dalla prescrizione

120 giorni

 

IMPORTANTE

La classe di priorità viene definita dal medico al momento della prescrizione, sulla base della valutazione clinica delle condizioni della persona.

 

COME PRENOTARE VISITE ED ESAMI

Per prenotare una prestazione sono disponibili i diversi canali del Servizio Sanitario Regionale:

  • Online attraverso PrenotaSalute o il Fascicolo Sanitario Elettronico;
  • Tramite le App SALUTILE Prenotazioni e Fascicolo Sanitario;
  • Telefonando al Contact Center Regionale: 800 638 638 da rete fissa oppure 02 999 599 da rete mobile;
  • Gli sportelli CUP delle strutture sanitarie presenti sul territorio regionale;

Per informazioni sulle modalità di prenotazione, sulle classi di priorità e sui tempi di attesa è possibile consultare il portale di Regione Lombardia – Prenotazioni e tempi di attesa.

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ASST Cremona_MEDICI DI MEDICINA GENERALE, SCIOPERO NAZIONALE IL 15 E 16 SETTEMBRE

Possibili disservizi negli studi dei professionisti che aderiranno. Garantite le prestazioni indispensabili.

 Nelle giornate di martedì 15 e mercoledì 16 settembre 2026, dalle ore 8 alle ore 20, è previsto lo sciopero nazionale proclamato dal Sindacato Medici Italiani (SMI).

In caso di adesione allo sciopero, l'attività ambulatoriale dei Medici di Medicina Generale potrà essere sospesa e potranno pertanto verificarsi disservizi per gli utenti.

 Come previsto dall'Accordo Collettivo Nazionale, saranno comunque garantite le prestazioni indispensabili:

 Visite domiciliari, tenuto conto delle condizioni cliniche e della possibilità o meno di spostamento del paziente;

  • Assistenza domiciliare integrata;
  • Assistenza domiciliare programmata ai malati terminali.

Ci scusiamo per gli eventuali disagi, al momento non prevedibili.

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ONE DAY IN CREMONA WITH:  LA CHIRURGIA DEL COLON AL CENTRO DELLA NONA EDIZIONE Luigi Boni ospite dell'appuntamento promosso dalla Chirurgia generale dell'Ospedale di Cremona

 

Si è svolta questa mattina, lunedì 14 settembre 2026, a Casa MEDeA di Cremona (via Ca' del Ferro 33), la nona edizione di “One Day in Cremona with”, l'appuntamento dedicato alla chirurgia specialistica promosso dalla Chirurgia generale dell'Ospedale di Cremona, diretta da Gian Luca Baiocchi, professore dell'Università degli Studi di Brescia.

 L'evento è stato seguito in presenza e da remoto, in diretta streaming, da chirurghi e specialisti, con la possibilità per chi era collegato di intervenire nella discussione attraverso una chat dedicata.

 Giunto alla nona edizione, “One Day in Cremona with” porta ogni anno a Cremona un chirurgo di particolare esperienza per una giornata di formazione e confronto tra professionisti. Il programma alterna chirurgia in diretta dalle sale operatorie, approfondimenti e discussione di casi clinici, coinvolgendo in particolare direttori e specialisti delle Chirurgie della Lombardia orientale.

Protagonista dell'edizione 2026 è stato Luigi Boni, professore di Chirurgia generale all'Università degli Studi di Milano, che ha condiviso la propria esperienza clinica e chirurgica con i professionisti presenti e collegati da diverse parti di Italia.

Al centro della giornata, la malattia diverticolare del colon, una condizione frequente, soprattutto con l'avanzare dell'età, che può richiedere approcci differenti in base alle caratteristiche e all'evoluzione della malattia.

Dalla chirurgia in diretta al confronto sui casi clinici, l'incontro ha consentito di mettere a confronto esperienze, tecniche e scelte terapeutiche, favorendo lo scambio tra professionisti e la condivisione delle pratiche cliniche.

ECO   edicola    (copiaincollato dalle chat del Movimento Socialista Liberale

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In sanità c'è un paradosso che ormai non possiamo più ignorare.

Da una parte abbiamo carenze drammatiche di personale, infermieri, medici, operatori sanitari. Reparti sotto pressione, turni difficili da coprire, professionisti sempre più stanchi e servizi che faticano a garantire risposte adeguate ai cittadini.

Dall'altra continuiamo a ragionare secondo una logica di contenimento della spesa per il personale pubblico.

E allora viene spontanea una domanda, semplice ma decisiva:

Se non posso assumere stabilmente un infermiere perché ho esaurito il budget del personale, ma posso acquistare la stessa prestazione da un soggetto esterno, siamo davvero davanti a un risparmio per il Servizio sanitario pubblico?

Perché il punto è proprio questo.

Se il personale pubblico viene considerato soltanto come un costo da contenere, mentre per garantire gli stessi servizi si ricorre a cooperative, esternalizzazioni, lavoro autonomo o prestazioni acquistate dal privato, il rischio è di spostare la spesa, non di eliminarla.

E c'è una differenza enorme.

Un infermiere assunto dal Servizio sanitario pubblico non è soltanto una voce di bilancio: è una professionalità che rimane nel sistema, accumula esperienza, conosce il territorio, lavora in una squadra e contribuisce alla continuità assistenziale.

Il ricorso sistematico all'esterno può invece trasformare una carenza strutturale di personale in un mercato della prestazione sanitaria.

Il problema, allora, non è soltanto quanto spendiamo.

È come spendiamo le risorse pubbliche.

Se abbiamo bisogno di personale, dobbiamo mettere le Regioni e le aziende sanitarie nelle condizioni di assumere, stabilizzare e valorizzare i professionisti.

Perché la vera domanda non dovrebbe essere: “Quanto possiamo tagliare?”

Ma:

“Quanto dobbiamo investire per garantire il diritto alla salute?”

La sanità pubblica non si difende soltanto aumentando le risorse.

Si difende anche scegliendo di investire quelle risorse nel personale, nelle competenze e nei servizi pubblici.

Perché quando il pubblico non può assumere ma il privato può essere pagato per fare lo stesso lavoro, forse dobbiamo smettere di parlare soltanto di contenimento della spesa.

E iniziare a chiederci a chi stiamo trasferendo quella spesa.

È una questione di efficienza, di equità e soprattutto di diritto alla salute.

Articolo 32 della Costituzione: la salute non può diventare una merce.

(G. Merico su fb)

Tutte le reazioni:

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mi spiace che un argomento cosi serio e fondato venga sviluppato in maniera così scontata e semplificata.... non c'è spazio in un post di facebook per rispondere in modo completo ( ci vorrebbe un trattato di economia sanitaria e valutazioni di management troppo articolate) ma mi permetto solo di lanciarle una sfida: riesce cortesemente a valutare la differenza dei costi di acquisto delle tecnologie sanitarie avanzate ( es. TAC, RMN, Robot chirurgico ecc.) in una struttura pubblica ( e non solo del sempre vituperato sud Italia) rispetto a quanto paga un soggetto privato lo stesso apparecchio, a parità di dotazioni tecnologiche? Potrebbe scoprire cose interessanti, relativamente a dove sono gli sprechi e i percorsi dubbi delle finanze pubbliche. Le do solo un indizio: i valori di aggiudicazione di una gara di acquisto di questo tipo, da parte di un ente pubblico, sono pubblici e generalmente pubblicati in rete.... poi, considerazione a latere di assoluta priorità bisogna evitare che i banditi, in sanità ( non solo privata) si arricchiscano ingiustificatamente... buon lavoro se avrà voglia di approfondire la questione!

Più che un paradosso è un programmino elaborato dai programmatori della R.L. allo scopo di risolvere le liste di attesa inviando ai privati. Esempio stamattina al Cup cercando una prestazione a breve esce prima il privato convenzionato e se tu non accetti trovi in seconda scelta il servizio pubblico, sicuramente migliore. Al Cup è uscito prima il campus biomedico, notoriamente dell'opus dei. Poi in seguito alla mia richiesta è comparso il cto ospedale pubblico come 2 scelta Ieri per un'altra prestazione è comparsa una sconosciuta clinica privata, dopo la mia richiesta di un presidio pubblico il Cup continua a cercare e solo dopo emerge il servizio pubblico....Interessante, no?

La sanità privata è l'affare del secolo.. tutte le mafie e la politica corrotta c'è dentro con tutte le mani..

CHIOSA EDITORIALE: Pubblichiamo con spirito di servizio (non certamente in adesione al solito modulo comunicativo della Direzione Asst e dei suoi sottoposti, che fa di qualsiasi notizia una opportunity (per raccontarla su, come si suol dire) questa direttiva che, mentre fornisce un quadro dettagliato degli accessi, fa giustizia, una volta per tutte dei detto e non detti in una materia particolarmente delicata. Chiarezza non implica necessariamente volontà di resilienza dal baratro in cui i padroni del vapore hanno precipitato la sanità pubblica. Non si può certamente dire che la tabella relativa ai percorsi e al timing di prenotazione ed accesso sia un labirinto. Nella sua perentorietà è chiarissima, quando scandisce una tempistica da paese arretrato (non di una Repubblica in cui il diritto alla cura della salute è sancito con rango costituzionale). Da anni scienza medica ed educazione sanitaria postulano l'utilità della prevenzione e, di fronte alle criticità, dell'immediatezza della diagnostica e della cura. Fino a prima dell'applicazione della spending review sanitaria, un po' fu così. Poi, come si ricorda, furono smantellate le USSL, sostituite dalla ASST di stretta marcatura oligarchica e di inequivocabile mandato: privilegiare la sanità privata, dissestando l'intelaiatura del SSN. In pratica, negando di fatto, attraverso tempi biblici e prestazioni peggiorative rispetto al passato di un modello ai vertici occidentali, l'accessibilità alle prestazioni tipiche di un Paese sviluppato. La pandemia di inizio anni 20 del terzo millennio ha fatto il resto; quanto meno in termini di giustificazione dell'arretramento del sistema. Per di più Cremona ha avuto il privilegio di essere attenzionata/privilegiata dalla genialata del nuovo ospedale.

Tutto ciò ci fa fondatamente temere che, per come si sono messe le cose, difficilmente si potrà tornare al quo ante. Del che l'intero establishment sembra rassicurato sul perseguimento fino in fondo del percorso di smantellamento di un primario diritto (che si aggiunge ad un più vasto programma di fatto di regressione sociale e civile. Le cui conseguenze gravano particolarmente sui ceti meno difesi. Il welfare (per i suoi massimi applicatori, i paesi scandinavi) non è per i poveri (come succede altrove), bensì per tutti i cittadini contribuenti, che lavorano.

In Italia le persone disabili sono quasi 13 milioni. 3 gravi; 1,5 over 75; 360 mila in età scolare; 700 mila in età scolare ma non frequentanti. Un terzo di quest'ultimi "invisibili" è single. Ai restanti provvedono le famiglie. Lo Stato spende 28 mld pro anno. Ma per la grandissima parte per le pensioni di accompagnamento (in cui si infiltrano ben note pulsioni parassitarie). Per la protezione di questa importante aliquota di popolazione, che dovrebbe come sottolinea Giannini su L'Espresso, una assoluta priorità, voci ridicole. A fronte di dati monstre, quali un assistenzialismo dilagante e di profilo parassitario: 30 mln di cittadini fanno domanda di sussidi e bonus che costano al bilancio statale 180 mld più 22 per sgravi fiscali; mentre (si tengano forte i deboli di cuore!) il SSN costa 170 mld.

Quesito retorico: non sarà questa appena criticamente esposta la scaturigine delle tante criticità che affliggono (a cominciare dalla tempistica degli accessi) la cura della salute?

Riuscitissimo il presidio per il Data Center proposto a Pozzaglio questa mattina davanti al Palazzo della Provincia in corso Vittorio Emanuele a Cremona. 

Ci siamo trovati, coordinati da Marco Pezzoni, come gruppo di cittadini degli Stati Generali Clima Ambiente Salute, del circolo VedoVerde di Legambiente, di Pro Natura e Lipu, rappresentanti dei cittadini di Pozzaglio, Spinadesco, Sospiro, Grumello, donne dei gruppi pacifisti di Cessate il Fuoco Paladine per la Palestina, i firmatari della Diffida depositata da pochi giorni, presente anche per conto della ex sindaca di Vescovato Maria Grazia Bonfante Ferruccio Rizzi con il rappresentante del comitato di lotta a Lacchiarella Enrico Duranti, c'erano esponenti del gruppo Movimento 5 Stelle con la sottoscritta, Francesca Berardi e Simone Antonioli del Partito di Rifondazione Comunista e altri voti noti di attivisti ambientalisti locali, tutti uniti a chiedere la difesa del territorio e delle sue risorse che il mega impianto di Data Center previsto a Pozzaglio dissiperebbe, a cominciare dall'acqua utilizzata per raffreddarne il funzionamento. 

Spiega Enrico Durante, sui data Center nel suo intervento:

“Siamo invasi da oltre 400 progetti su tutto il territorio nazionale, con un consumo prevedibile di 80 gigavat di potenza, mentre ad oggi tutte le rinnovabili insieme possono produrre massimo i 70 gigavat, quindi questo prevede l'utilizzo ulteriore di energia fossile o tornare al nucleare. In Lombardia questo comporterebbe un rincaro a noi utenti nelle bollette.” 

Ma un'altra analisi mi ha colpita nel suo intervento, c'è un progetto di un corridoio economico, digitale che parte dagli Stati Uniti, arriva in Europa, passando dalla Francia, poi in Italia, per l'esattezza dalla Pianura Padana, per proseguire verso l'oriente, Israele, Paesi Arabi, fino a Singapore. Un progetto di cavidotti internazionali per il controllo dell'Intelligenza Artificiale. Tutti i progetti reali, partendo da quelli limitrofi a Milano, non sono messi a caso, ma sono lungo le direttrici delle fibre ottiche già esistenti. Oltretutto, con pochi soldi di compensazioni, che ai datori di questi progetti non mancano, si può procedere alla costruzione in aree verdi e agricole, con un ulteriore massivo consumo di suolo, oltre ad un serio aumento delle temperature, comprovato da studi dell'Università di Pavia. Non c'è da stupirsi se dietro ai mandatari di questi progetti ci sia Amazon…

Aggiungiamo poi, come spiega Pezzoni, che a 600 metri dal gigantesco insediamento esiste la scuola Brazzuoli con 9 classi elementari e 5 medie. Sarebbe davvero irresponsabile la collocazione nelle vicinanze di un impianto che aumenterebbe la temperatura nel raggio di due chilometri fino a 1,5 o addirittura 2 gradi di temperatura. L'appello rivolto a tutti i sindaci della zona è quello di respingere l'assalto al nostro territorio: No alla colonizzazione al servizio di giganteschi e potenti interessi privati. 

Non siamo quelli del No a prescindere, perché diciamo Sì alle energie rinnovabili, purché: siano opere che non prevedano un ulteriore consumo di suolo ma che utilizzino aree dismesse già cementificate o pavimentate; che vengano fatti tutti gli studi di fattibilità con approvazione di ATS, ARPA e che non abbiano effetti sulla salute delle persone e dell'ambiente.

E soprattutto, Sì alla salvaguardia di salute e ambiente in nome della Democrazia e della Costituzione.

Paola Tacchini- Consigliere Comunale gruppo Cremona cambia musica M5S

CHIOSA EDITORIALE: OK…si è messo di mezzo non poco tempo tra l'apertura delle danze su questo tema (che nelle ultime due settimane è ruzzolato vistosamente, più che sulle pagine digitali della nostra testata, sulla scena mondiale). L'apprezzabile contributo della sempre puntuale Consigliera Comunale TACCHINI squarcia uno degli aspetti della strutturata questione. Aspetto che riguarda una delle ricadute della “dittatura” dell' A I: LE STRUTTURE.

Ricaduta che, come è implicito nell'oggetto del “presidio”, comincia a farsi sentire anche dalle nostre parti. Se non altro per effetto dell'avance di collocare nel nostro territorio (ancora ricco di suoli da sottrarre all'agricoltura a beneficio delle iniziative strumentali alla tecnologia), precisamente nella giurisdizione del Comune di Pozzaglio di un imponente struttura a servizio del primo Data Center.

E' nostra la nostra ritrosia a scendere in campo a sostegno di campagne influenzate dai canoni del neo luddismo anti modernista e, diciamolo per chiarezza, manovrate da attivisti desiderosi di non perdere l'occasione per battaglie ai limiti dell'esercizio dialettico e di traguardi utili alla comunità.

C'è da giurare che nei prossimi giorni torneremo ampiamente sul tema generale. Nella consapevolezza della sua impellenza. Segnalata, come avevamo premesso, dall'infittirsi del confronto. “L'I A è scappata dalla gabbia e balla da sola”, osserva su L'Espresso Montemagno

Su Corsera e nella rubrica di prima pagina Il Caffè osserva e denuncia relativamente alle dimissioni dal colosso A I dello scienziato Jacob Coxon: è l'ennesimo esperto a denunciare la cieca avidità dei padroni dell'A I, che in nome della competizione più sfrenata stanno riducendo i sistemi di sicurezza, creando così le condizioni perché la situazione sfugga loro  di mano e la Super Intelligenza prenda decisioni autonome in grado di portare entro pochi anni alla scomparsa dell'umanità...L'arma tecnologica più potente della nostra epoca è stata lasciata nelle mani di individui e società che non hanno altra preoccupazione che il profitto economico: a qualunque costo, compreso quello di perdere  il controllo della propria creazione"

Lo diciamo a …LECO riceviamo da Alessandro Gaboardi

La dittatura del RELATIVISMO.

Ti mando una riflessione che mi hanno "strappato " stamattina, due amici di idee diverse.

Discutevano sul caso Cucciari  la presentatrice, l'uno riteneva che la RAI l'avesse cacciata dal programma radiofonico "un giorno da pecora" l'altro che fosse stata una scelta della Presentatrice.

Il mio intervento pacificatore, con il solito 'la verità sta nel mezzo" oppure conveniva a lei che un domani può sempre giustificare o riallacciare rapporti, non è servito

Il tema, chi ha ragione, mi solletica una lezione di Ratzinger nel 2005.

Sulla dittatura del RELATIVISMO (non quello di Eistein).

L'occidente scivola dalla realtà oggettiva all'opzione.

Questo accade anche semplicemente nei discorsi. Il proprio io prevale sul ragionamento dell'altro. Non ha più importanza l'argomento, ma la soggettività.

Il credere solo in sé stessi. O in quanto le informazioni ci hanno indotto a credere.

Questo atteggiamento ormai invalso, specialmente o anche nei dibattiti televisivi, in particolare quelli politici, dimostra che si sta perdendo il senso di comunità e appartenenza.

Parafrasando una scritta degli anni 70 su un arco di Roma "io sono mia". Sottoscrissero, con ironia romana, "finché nessuno te se pia "

APPUNTO, il solitario indipendente super sicuro sarà "pigliato" da chi è coeso, da una comunità che non è la nostra. Per questo mi chiedo cos'è la verità. Se lo decidiamo noi, di volta in volta, diventa tutto relativo 

La dittatura di cui parlava Ratzinger (riferita al tema spirituale) è proprio questa: non è più permesso dire che una cosa è vera e l'altra falsa perché offenderebbe.

In realtà sappiamo che non esiste una sola verità. Tuttavia io credo in qualcosa di oggettivo che è vero in sé non perché lo decidiamo noi. Dire "ognuno ha la sua verità " sembra rispettoso ma poi non si può discutere di nulla.

Ps dovevo ricordarmi di Kant che né la critica della ragion pura, capisce che la realtà che noi vediamo e percepiamo è quella della nostra mente.

Forse, prima di ora, di questo tempo convulso, avevamo ina percezione comune.

Lo diciamo a …L'ECO  riceviamo da C. L. Vicenza

La sinistra e la questione socialista/62 pubblicata su Eco del popolo è uno degli editing più forti ed interessanti che ho letto fino ad oggi. Scrive e pensa bene Loi quando afferma che è arrivato il momento di sporcarsi le mani: la sinistra deve andare fra i giovani, ascoltarli e guadagnare la loro fiducia. La vittoria alle urne in Sassonia della destra estrema è un segnale allarmante del fallimento della politica borghese ed idealista. Basta parole e false speranze, i cittadini hanno bisogno di sicurezze, di lavoro, di fare parte della società decidendo per il loro futuro. Basta manovre di potere e fare cadere dall' alto ogni decisione senza il minimo confronto. La pace si costruisce con incontri, con reciproca stima e non avviene mai dopo duri scontri. Se non vogliamo uno Stato, un'Europa, governati da pericolosi politici, apparentemente democratici, ma con ideologie nazifasciste radicate dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare fra la gente e per la gente.

Lo diciamo a …L'ECO  riceviamo dal “collega” Francesco T. di Milano

Non prendertela, caro Henry. E te lo scrivo, precisando - però - che meno male che c'è stata la tua chiosa.

La successione degli interventi, inframmezzata dal ‘Manifesto della Federazione dei Riformatori', risulta - a mio parere - un po' un Hellzapoppin: diventa, infatti, arduo (sempre per me) individuare i passaggi meritevoli di riflessione.

Capisco la difficoltà (e anche l'opportunità), ma ti proporrei di evidenziare il…grano dal loglio.

Come? mi chiederai tu: intervenendo lì a chiusura di ogni contributo con tue note - diciamo così, a piè pagina che aiuterebbero il lettore - senza, però, rinunciare al tuo commento conclusivo.

Scusami. E sottolineando che la mia osservazione, non inficia la tua opera meritoria,

Lo diciamo a …L'ECO  riceviamo da T. A. di Cremona

Buongiorno, se questa è la cura del verde è meglio che, il verde si curi da se. Cespugli tagliati e lasciati tagliati in loco o buttati dalle mura. Nessun intervento strutturale alle mura...

Come hai riferito, solo un abbellimento interno gratificante per la vista di coloro che accederanno alle varie feste organizzate sull' unico bastione di Cremona rimasto intatto.ma per poco ancora....

...solo abbellimento momentaneo, per porta Mosa.  Nulla per contrastare l'ammaloramento nel quale versano…La foto del fico tagliato alla c...o di cane ne é la testimonianza.

CHIOSA EDITORIALE: Grazie, caro lettore. Il tuo contributo è destinato ad aprire le danze. Su un annoso e mai seriamente affrontato dossier della gestione municipale. Che, a dire il vero, ha dato il meglio di sé solo a livello narrativo. Si ricorda ancora qualcuno della “rigenerazione urbana”? Chiacchere e performances del tipo di quella denunciata dal lettore. Ma come si suol dire…tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. E' il caso del conto presentato dal nubifragio di alcuni giorni fa. Su cui torneremo prossimamente.

Dall'archivio L'Eco Forum dei lettori

  mercoledì 8 gennaio 2025

Lettere all'ECO /47

  venerdì 21 gennaio 2022

Focus Quirinale/2

“Abbiamo bisogno di un difensore civico che incarni lo spirito repubblicano” 

  martedì 10 agosto 2021

Su "Cremona Avvelenata"

Cum grano salis

  martedì 19 ottobre 2021

No concept no pannel - Quale sinistra?

Alessandro Gaboardi sulla "proposta di riorganizzazione del PD Cremonese"

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