Vai all'archivio notizie categoria L'Eco Storia

Riflessioni sulla Giornata del Ricordo

Le “celebrazioni” del 2019 si sono incaricate di dimostrare che ancora una volta così edificanti propositi, solennizzati in sede legislativa, corrono seri rischi di incappare nel tritacarne dell’eterogenesi dei fini. Che costituisce una costante del costume civico italiano

  24/02/2019

A cura della Redazione

Riflessioni+sulla+Giornata+del+Ricordo

Le “celebrazioni” del 2019 si sono incaricate di dimostrare che ancora una volta così edificanti propositi, solennizzati in sede legislativa, corrono seri rischi di incappare nel tritacarne dell'eterogenesi dei fini. Che costituisce una costante del costume civico italiano.

Con la Legge 30 marzo 2004 il Parlamento istituiva, il “giorno del ricordo”(volgarizzato, per praticità comunicativa, in un più comodo ma riduttivo “giorno delle foibe e dell'esodo dalle terre giuliano-dalmate”), nell'ovvio intento di sanare un vuoto, oseremmo dire, di memoria nazionale, e di rendere quanto più coesive l'interpretazione e la testimonianza riferita di quei drammatici avvenimenti che attraversarono una parte non trascurabile del ventesimo secolo

Se non proprio fallimentari, gli esiti della mission, delineata dal legislatore, di iscrivere quel dramma nell'agenda storica del Paese (non ci starebbe male, della Patria), pongono fondate perplessità sul modo di ricordare, ma a ranghi separati (se non addirittura, contrapposti), una drammatica pagina. Che, invece, proprio per esorcizzarne la ripetizione, dovrebbe mobilitare una coscienza collettiva, condivisa e coesa.

Quello delle “foibe”, d'altro lato, costituisce uno dei capitoli più controversi di una guerra della memoria che, ad intermittenza, rianima polemiche politiche interne ed esterne.

Come se non bastasse, infatti, in aggiunta all'idiosincrasia degli italiani a ritrovarsi nello spirito e nelle conseguenze pratiche dell'esortazione a ricordare, anche quest'anno le divergenze interpretative interne hanno fornito pretesti per rinfocolare mai sopite (o sopite per convenienza) inconciliabilità con i confinanti slavi.

Che, con poco garbo diplomatico e con malferma rimembranza della generosità italiana (che ha rimosso le condizioni ostative al loro ingresso nella UE e senza della quale la loro entità sarebbe poco dissimile da quelle in lista d'attesa), hanno alzato alti lai (“turbati dall' “inaccettabilità” dei revival tardo nazionalistici del Presidente del Parlamento Europeo, che, nel suo eloquio, dovrebbe ricordarsi degli obblighi derivanti dal suo ruolo istituzionale rispetto alla vice-leadership di un movimento nazionale”).

[continua a leggere]

Le gallerie

Dall'archivio L'Eco Storia

  giovedì 10 maggio 2018

Cremona del ‘900. Il ciclo del Ventennio fascista

Il Comune di Cremona, nell'ambito dell’ampia rivisitazione, effettuata con la messa in campo di molte iniziative culturali, del ciclo del '900, ha focalizzato gli anni del regime fascista

  martedì 21 maggio 2019

Coppetti, l'ultimo testimone. Presentata al Filo la docu-intervista. Presente Valdo Spini

La relazione di Valdo Spini, presidente della Fondazione Rosselli

  venerdì 27 marzo 2015

Vittorio Staccione, una targa sarà posta allo stadio ‘Zini’ di Cremona

Cade, quest’anno, il 70° anniversario della Liberazione.La memoria storica tra sport e testimonianza civile

  mercoledì 8 aprile 2020

L'ECO del 75° della Liberazione

Prefazione di Giuseppe Azzoni in vista della pubblicazione del saggio di Emilio Zanoni intitolato “Il movimento cremonese di Liberazione nel secondo Risorgimento”

Rimani informato!