Riprendiamo la rubrica dando il dovuto spazio alle esternazioni del Movimento per la Riqualificazione dell'Ospedale di Cremona (unica voce fuori dal coro dell'aggregato politico-istituzionale-civile-sociale ormai completamente arruolato dalla voce del padrone). Il corposo e dettagliato pronunciamento analizza alcuni contenuti tecnici emersi dai documenti ufficiali del PFTE2 depositati sul portale regionale SILVIA nel mese di gennaio relativi al progetto del nuovo ospedale. Dalla lettura degli atti emergono aspetti poco conosciuti dall'opinione pubblica – costi, complessità operative e impatti – che riteniamo debbano essere portati all'attenzione dei cittadini. Il nostro obiettivo rimane quello di promuovere un confronto trasparente tra la costruzione del nuovo ospedale e la possibile riqualificazione dell'attuale struttura, sulla base di dati e numeri verificabili.
Dal sogno alla realtà …Tra il progetto raccontato e il progetto reale: il nuovo ospedale di Cremona che i cittadini non conoscono
Il 29 marzo su Sanità e Territorio del giornale La Provincia, e ripetuto il giorno dopo sullo stesso quotidiano, si è parlato con entusiasmo del nuovo ospedale di Cremona, Il titolo “l nuovo ospedale di Cremona: mix di architettura e natura che trasformano la cura in un ecosistema urbano sostenibile” fa pensare ad un esempio di integrazione tra architettura e natura, un “ecosistema della cura” capace di unire medicina, paesaggio e sostenibilità ambientale.
A corredo dell'articolo ci sono immagini che ripropongono il progetto vincitore del concorso internazionale: un ospedale immerso in un grande parco, con un bosco centrale, uno specchio d'acqua, percorsi verdi, giardini pensili e spazi aperti accessibili ai cittadini.
Un progetto ritenuto affascinante, che ha contribuito a costruire nell'opinione pubblica cremonese l'idea di un ospedale-parco, una “città della salute” immersa nella natura.
Tuttavia in questi mesi non si sta approvando il progetto del concorso, ma il PFTE2 (Progetto di Fattibilità Tecnico Economica), cioè il progetto reale, quello che determina costi, impianti, gestione energetica, manutenzione e organizzazione sanitaria.
Ed è qui che nasce il problema: il progetto reale è molto diverso dal progetto raccontato nella trasmissione RAI “La pelle del mondo” del 28 marzo scorso del Prof Stefano Mancuso, insigne scienziato e massimo esperto di piante e verde urbano. L'architetto Mario Cucinella durante l'intervista ha illustrato la visione architettonica e ambientale del progetto originale presentato il 30 novembre 2023, parlando di boschi della salute, di giardini pensili sull'estesa sommità dell'anfiteatro del corpo centrale, di un lago centrale di circa 100 m di diametro che mitiga la calura estiva e preserva l'area circostante dalle gelate invernali...
Ma subito dopo l'intervista a Cucinella, il prof. Stefano Mancuso, parlando del verde in architettura, ha osservato: “Spesso è meglio rendere disponibili alle piante aree naturali più accessibili a tutti e anche molto meno costose da gestire.”
È un'osservazione importante, perché introduce un tema raramente affrontato: il costo e la gestione nel tempo delle soluzioni architettoniche complesse, come appunto i giardini pensili, le coperture verdi, le grandi strutture tecnologiche.
In questi due anni si è insistito a presentare sui media il sogno di Cucinella, anche perché nessuno ancora conosce il progetto attuale, e non è potuto emergere con la dovuta rilevanza che cosa ha prodotto di molto meno idilliaco il passaggio dal progetto originale al progetto ridimensionato con
PFTE2.
A seguire alcuni dei più significativi ridimensionamenti strutturali e architettonici che abbiamo letto
su documenti dell'Asst e che il comune di Cremona sta valutando:
- i piani sono stati ridotti da 9 a 7,
- i posti letto sono diminuiti di 150,
- il lago centrale è stato sostituito da vasche di laminazione (raccolta delle acque piovane),
- i giardini pensili sono stati pressoché eliminati,
- sono comparse grandi centrali tecnologiche e impiantistiche, il sistema energetico prevede anche una centrale di cogenerazione con una torre evaporativa e 300 ventole di raffreddamento certamente non silenziosissime...non sono 300 fringuelli! e molti altri non irrilevanti sistemi tecnici che a nostro parere non contribuiranno a creare un “ecosistema urbano ecosostenibile”.
- L'eliporto è stato spostato di centinaia di metri (per raggiungere il Pronto Soccorso bisogna percorrere 500 m)
- i costi complessivi hanno raggiunto ad ora cifre superiori ai 600 milioni di euro. Si può senza timori scommettere che se si dovesse iniziare la costruzione nel 2027-28 e terminarla, come dichiarato dall'Asst di Cremona, dopo circa 11 anni, nel 2038 i cremonesi si dovranno far carico di una spesa per la conclusione del nuovo ospedale di 800 - 1000 milioni?
- ... e molte altre variazioni peggiorative rispetto al progetto originale...
Quando sarà possibile analizzare la funzionalità sanitaria del PFTE2 chissà quante “sorprese” emergeranno.
È normale che un progetto cambi passando dal concorso al progetto tecnico. Quello che non è normale è che sui media la discussione pubblica continui a basarsi sul progetto di concorso e non sul progetto reale che dovrebbe essere “esecutivo”. Un ospedale non è solo un'opera da costruire: è una macchina complessa che deve funzionare e costare in modo sostenibile per 50 anni e molto oltre (nel progetto tecnico viene garantita una vita di 100 anni).
Il problema non è solo il costo di costruzione, ma il costo di gestione futura: energia, manutenzione, personale tecnico, impianti, riparazioni. Per questo la vera domanda che Cremona dovrebbe porsi oggi, quando ancora non è troppo tardi per cambiare idea, non è se il nuovo ospedale sia bello o moderno, ma un'altra: È questa la soluzione più sostenibile, dal punto di vista ambientale, sanitario ed economico, per i prossimi 50 anni, oppure esiste un'alternativa — come la riqualificazione dell'ospedale esistente — che potrebbe garantire le stesse prestazioni sanitarie con costi molto inferiori?
Prima di impegnare oltre 600 milioni di euro pubblici e decine di milioni all'anno di gestione, questa domanda merita una risposta tecnica, pubblica e trasparente.
Perché un conto è il progetto di concorso, che aveva l'obiettivo di vincere una gara di architettura. Un conto è il progetto tecnico ed economico che i cittadini dovranno pagare e mantenere per decenni. La domanda che Cremona deve porsi oggi è semplice: stiamo scegliendo un progetto sanitario o un progetto architettonico?
Movimento per la riqualificazione dell'Ospedale di Cremona 30/03/2026.
Enrico Gnocchi – Coordinatore del Movimento per la riqualificazione dell'ospedale di Cremona
IL NUOVO OSPEDALE DI CREMONA Cosa sta succedendo davvero?
Una guida semplice per capire i problemi del progetto.
In breve: L'ospedale di Cremona ha bisogno di interventi importanti. Ma la domanda fondamentale — riqualificarlo o abbatterlo e costruirne uno nuovo? — non ha mai trovato risposta pubblica documentata. Nel 2021 tutti gli enti coinvolti hanno firmato un protocollo d'intesa per la nuova costruzione senza che fosse mai reso pubblico uno studio comparativo. E ora i documenti ufficiali rivelano che il costo è quasi raddoppiato, oltre metà dei soldi non ci sono ancora, i permessi ambientali sono bloccati, e i lavori potrebbero finire non prima del 2038-2039.
La domanda che nessuno ha risposto: riqualificare o ricostruire?.
Prima di parlare di costi, permessi e tempi, c'è una domanda ancora più fondamentale: perché abbattere l'ospedale esistente e costruirne uno completamente nuovo, invece di ristrutturarlo e modernizzarlo?
La riqualificazione degli ospedali — cioè il rinnovamento, l'adeguamento sismico e l'ammodernamento di strutture esistenti — è una pratica consolidata in Italia e in Europa. Molti ospedali, anche grandi e complessi, sono stati rinnovati senza abbattimento, mantenendo le funzioni operative durante i lavori e con costi spesso significativamente inferiori.
Il problema: nel luglio 2021, Regione Lombardia, Comune di Cremona, Provincia di Cremona, ASST e ATS hanno firmato un Protocollo d'Intesa che sceglieva direttamente la strada della demolizione e nuova costruzione. Non risulta che sia mai stato pubblicato — né, per quanto è dato sapere, mai condotto — uno studio comparativo che mettesse a confronto i costi, i tempi e i vantaggi delle due opzioni.
Cosa avrebbe dovuto esserci prima della firma? Uno studio con:
- Costo stimato della riqualificazione vs costo della nuova costruzione.
- Tempi di realizzazione per entrambe le opzioni.
- Impatto sull'utenza (quanti disagi durante i lavori?).
- Pro e contro documentati di entrambe le strade.
Questo studio non è mai stato reso pubblico. È la prima questione che le istituzioni dovrebbero rispondere.
- Come è nato questo progetto?
Nel 2019 è emerso che il vecchio ospedale di Cremona ha dei problemi strutturali seri (non regge bene i terremoti). La pandemia di Covid-19 ha poi reso ancora più evidente che gli ospedali vecchi non bastano per affrontare le emergenze.
Nel luglio 2021 tutti gli enti hanno firmato il Protocollo d'Intesa che decideva per la demolizione e nuova costruzione — senza che i cittadini avessero mai potuto leggere un confronto documentato con l'alternativa della riqualificazione. È stato poi organizzato un concorso internazionale vinto dallo studio MCA — Mario Cucinella Architects con un progetto in legno lamellare circondato da un "Parco della Salute".
A settembre 2025 è stato depositato il progetto tecnico preliminare (PFTE). Ed è qui che sono emersi i problemi ulteriori. - Il costo: da 330 milioni a 607 milioni di euro
Quando nel 2021 la Regione ha avviato il progetto, il costo stimato era di 330 milioni di euro. Nel 2025, il costo aggiornato è di 606,7 milioni: quasi il doppio
Come sono aumentati i costi?
• L'edificio ospedaliero principale: da 300 a 438 milioni (+46%)
• Demolizione del vecchio ospedale e sistemazione aree esterne: da 30 a 68,5 milioni (+128%)
• Un secondo edificio — che nel 2021 non era previsto affatto: 100 milioni (era zero)
Importante: la Regione stessa ha scritto nei documenti ufficiali che questi numeri non sono impegni definitivi, ma solo "previsioni di natura programmatoria". In pratica: stime, non garanzie. - I soldi: oltre metà non ci sono ancora
Dei 606,7 milioni totali, solo 266,7 milioni (il 44%) sono certi — fondi statali. I restanti 340 milioni (56%) sono definiti ufficialmente "risorse da reperire": la Regione pensa di trovarli vendendo proprietà pubbliche, ma non ha ancora stabilito quali, quando e a quanto.
I 60 milioni del PNRR (fondi europei) previsti nel 2021 sono spariti dal piano, perché i ritardi accumulati li rendono incompatibili con le scadenze europee. L'ASST Cremona non può nemmeno registrare i 340 milioni come entrate nel proprio bilancio finché la Regione non emette atti specifici. - I permessi ambientali: bloccati o non ancora avviati
Il permesso per i parcheggi - Valutazione Impatto Ambientale (VIA)
Il nuovo ospedale prevede quasi 1.900 posti auto. La procedura ambientale obbligatoria (VIA) era stata avviata a dicembre 2025 ma il Comune di Cremona l'ha archiviata il 26 febbraio 2026 perché l'ASST non ha risposto in tempo. È da rifare completamente da capo.
Il permesso per le acque sotterranee – Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR)
L'ospedale userà un sistema geotermico (riscaldamento-raffrescamento) che preleva molta acqua dal sottosuolo. I progettisti stessi classificano l'impatto come "RILEVANTE" e "non compatibile" nella configurazione standard. Questa procedura non è stata nemmeno avviata. - I tempi reali: termine dei lavori non il 2031, ma il 2038
Il documento tecnico dei progettisti stessi riporta che il cantiere durerà complessivamente 10 anni e 8 mesi. Con un avvio ottimistico nel 2028, l'ospedale completo non sarebbe pronto prima del 2038-2039.
Le dichiarazioni pubbliche che promettono gara d'appalto e prima pietra entro il 2027 si riferiscono, nella migliore delle ipotesi, al solo inizio della Fase 1 (la parte centrale del corpo sanitario) — non all'ospedale completo. Nel cronoprogramma non compare nemmeno la demolizione del vecchio ospedale (11 piani, 12 edifici circostanti), senza la quale la Fase 2 non può partire (completamento del corpo sanitario, edifici non sanitari e riqualificazione di tutta l'area devastata dai cantieri). - Il progetto spezzato in tre pezzi
Il progetto è stato diviso in tre parti con finanziamenti scaglionati (2025, 2027, 2028). La legge ambientale italiana prevede che le opere vengano valutate nella loro totalità: valutare i pezzi separatamente potrebbe far sembrare ogni pezzo 'piccolo' rispetto all'opera intera. Questa domanda merita una risposta pubblica da parte delle istituzioni competenti.
Conclusione
La vera domanda non è solo 'quanto costerà il nuovo ospedale': è perché non si è scelto di riqualificare quello esistente, e sulla base di quali dati documentati questa scelta è stata compiuta.
I documenti ufficiali mostrano tre ordini di problemi seri:
- I soldi: costo quasi raddoppiato e oltre metà delle risorse ancora da trovare.
- I permessi: autorizzazioni ambientali in grave ritardo o archiviate, che rendono irrealistici i tempi annunciati.
- Il progetto: un'opera unitaria divisa in tre lotti con scadenze sfasate, con metà della Fase 2 ancora definita solo "per ordini di grandezza".
Ma il problema zero — quello che precede tutti gli altri — è che i cittadini di Cremona non hanno mai potuto leggere un confronto documentato tra la demolizione e ricostruzione e la riqualificazione dell'esistente. Su un'opera da oltre 600 milioni di euro di denaro pubblico, questa trasparenza non è un optional: è un diritto.
Movimento per la riqualificazione dell'Ospedale di Cremona 06/03/2026
Fonti: Delibere regionali DGR XI/5066/2021 e DGR XII/4939/2025 — Protocollo d'Intesa luglio 2021 — PFTE 2025 MCA Mario Cucinella Architects — Studio Preliminare Ambientale vol. 1 e 2 (novembre 2025) — Decreto Comune di Cremona 74/2026 (febbraio 2026).
Lettera aperta al dott. Paolo Bodini
Il ruolo della società civile e la scelta sul futuro dell'Ospedale di Cremona
Gentile dott. Paolo Bodini, abbiamo letto con attenzione il Suo recente intervento pubblicato su CremonaSera, nel quale richiama il ruolo della società civile come elemento fondamentale per mantenere un equilibrio nei confronti del potere dei partiti e delle maggioranze politiche, ricordando come le regole fondamentali debbano nascere da processi condivisi, trasparenti e basati su un confronto reale tra le diverse posizioni.
Le scriviamo perché le Sue parole ci hanno riportato alla mente un dibattito pubblico sul futuro dell'ospedale di Cremona, al quale Lei partecipò insieme ad altri medici cremonesi in una trasmissione dell'emittente CR1 nel giugno 2020. In quella occasione, il punto centrale del Suo intervento – e di quello dei Suoi colleghi – non era contrario per principio al nuovo ospedale, ma la necessità che una decisione così importante fosse preceduta da un serio confronto tecnico ed economico tra le possibili alternative, e quindi tra la costruzione di un nuovo ospedale e la riqualificazione dell'ospedale esistente.
A distanza di anni, il nodo centrale sembra essere rimasto esattamente questo: non tanto “nuovo ospedale sì o no”, ma se la decisione sia stata presa dopo un confronto comparativo completo e pubblico tra le alternative, oppure se la scelta sia stata di fatto assunta a monte e solo successivamente supportata da studi relativi alla sola nuova costruzione.
Si tratta di un tema che non riguarda una posizione politica, ma il metodo con cui si assumono decisioni pubbliche di enorme impatto economico, sanitario e urbanistico per il territorio.
Proprio per questo motivo, richiamando le Sue stesse parole sul ruolo della società civile nel “frenare il potere dei partiti” e nel richiamare tutti al rispetto di procedure corrette e trasparenti, Le chiediamo se non ritenga oggi opportuno intervenire pubblicamente su questo tema, chiedendo anche Lei, con la Sua autorevolezza di medico e di ex Sindaco, che venga reso pubblico un confronto tecnico-economico completo tra le due alternative prima che vengano assunte decisioni definitive e irreversibili.
Riteniamo che questo non significhi schierarsi a favore o contro il nuovo ospedale, ma semplicemente chiedere che una decisione di questa portata venga presa dopo aver messo a confronto, in modo trasparente e documentato, tutte le possibili soluzioni, nell'interesse della città e del sistema sanitario cremonese.
È un tema di merito, ma prima ancora è un tema di metodo e di corretto funzionamento delle istituzioni.
Movimento per la Riqualificazione dell'Ospedale di Cremona

Oggetto: Nuovo ospedale di Cremona – dal Consiglio comunale del 12 marzo 2026 emergono questioni ancora aperte
Signor Direttore
Il Consiglio comunale di Cremona del 12 marzo scorso ha affrontato il tema del nuovo ospedale attraverso un'interrogazione della consigliera Paola Tacchini. E' stata discussa un'interrogazione sul nuovo ospedale e sulle procedure ambientali relative alle opere connesse.
Nei due giorni successivi alla seduta del Consiglio comunale si è sviluppato anche un botta e risposta pubblico tra la consigliera Paola Tacchini e il sindaco Andrea Virgilio. La consigliera ha dichiarato che, nonostante la lunga replica del sindaco, le risposte fornite non avrebbero chiarito i punti principali dell'interrogazione sul nuovo ospedale, in particolare riguardo allo stato della Conferenza dei servizi. Il sindaco ha respinto le critiche rivendicando la correttezza dell'azione amministrativa e la coerenza con il programma elettorale favorevole al nuovo ospedale. Questo confronto dimostra tuttavia che su un'opera pubblica da centinaia di milioni di euro restano ancora questioni rilevanti che meritano piena trasparenza e un confronto pubblico approfondito.
Dalla risposta del Sindaco sono emersi alcuni elementi che meritano di essere portati all'attenzione dei cittadini.
In particolare, è stato confermato che la procedura di verifica di assoggettabilità a VIA relativa ai parcheggi del nuovo ospedale è stata archiviata il 26 febbraio 2026 per mancata presentazione delle integrazioni richieste all'ASST. L'archiviazione non significa che la questione ambientale sia stata risolta: la procedura si è semplicemente interrotta. Per poter realizzare i parcheggi previsti dal progetto, l'ASST dovrà infatti ripresentare una nuova istanza di verifica ambientale. Il fatto riguarda opere indispensabili al funzionamento del nuovo ospedale e dimostra che su parti rilevanti del progetto le procedure autorizzative non sono ancora definitivamente chiuse.
Durante il dibattito il Sindaco ha richiamato il proprio programma elettorale del 2024, sostenendo che l'attuale amministrazione è stata eletta con un mandato favorevole alla realizzazione del nuovo ospedale.
È vero che nel programma elettorale si afferma la volontà di accompagnare la realizzazione del nuovo ospedale. Tuttavia nello stesso programma il Comune si impegna anche a vagliare la qualità e la quantità dei servizi offerti e a rendere puntualmente conto alla cittadinanza del percorso intrapreso.
Alla luce di questo impegno politico, appare legittimo chiedersi se nei due anni dalle elezioni amministrative il sindaco Virgilio abbia garantito pienamente quelle condizioni di trasparenza, informazione e confronto pubblico che il programma stesso prevede.
Un tema rimasto completamente assente nel dibattito istituzionale riguarda inoltre la valutazione comparativa con la riqualificazione dell'attuale ospedale di Cremona. Il Movimento per la Riqualificazione dell'Ospedale di Cremona ritiene che, di fronte all'aumento di più che rilevante dei costi previsti per il nuovo ospedale (600 milioni), sarebbe stato doveroso promuovere una verifica economica e funzionale approfondita anche di questa alternativa. Una tale valutazione non avrebbe significato bloccare il progetto del nuovo ospedale, ma semplicemente garantire ai cittadini e alle istituzioni un confronto trasparente tra le possibili soluzioni, come avviene normalmente nelle grandi opere pubbliche.
È noto che la programmazione sanitaria compete alla Regione Lombardia, ma è altrettanto vero che il Comune di Cremona rappresenta istituzionalmente la comunità cittadina e può chiedere alla Regione di verificare e rendere pubbliche tutte le alternative possibili prima di impegnare definitivamente centinaia di milioni di euro di risorse pubbliche.
Proprio per questo riteniamo che il Consiglio comunale possa e debba svolgere un ruolo più attivo nel chiedere alla Regione Lombardia una valutazione comparativa trasparente tra le diverse opzioni disponibili: costruzione di un nuovo ospedale o riqualificazione dell'attuale struttura.
Movimento per la Riqualificazione dell'Ospedale di Cremona 14/03/2026.
CORNEA, A CREMONA TUTTE LE POSSIBILITÀ DI TRAPIANTO, ESPERIENZA DECENNALE
Oculistica, l'Ospedale di Cremona si conferma punto di riferimento per i pazienti: l'équipe, specializzata e in continua crescita, guidata da Fabrizio Magnani, esegue tutti i tipi di trapianto corneale e tratta tutte le patologie dell'occhio.
All'Ospedale di Cremona è possibile eseguire tutte le principali tipologie di trapianto di cornea, grazie a un'équipe oculistica esperta e in costante crescita professionale. Un'attività consolidata, che oggi rappresenta un punto di riferimento per i pazienti del territorio e non solo. «Ogni anno effettuiamo circa 50 trapianti di cornea, con una prevalenza di interventi endoteliali, che riguardano la porzione interna, la più frequentemente colpita da patologie» – spiega Fabrizio Magnani, direttore ff dell'Oculistica dell'Ospedale di Cremona. «Il trapianto endoteliale è tra le procedure più rilevanti ed è indicato soprattutto nei pazienti anziani o già sottoposti a interventi oculari. Accanto a questo eseguiamo anche il trapianto lamellare anteriore (DALK), utilizzato in particolare nei pazienti più giovani, ad esempio nei casi di cheratocono, e il trapianto perforante, che prevede la sostituzione completa della cornea».
CHIRURGIA DI MASSIMA PRECISIONE Queste tecniche consentono di intervenire in modo mirato, sostituendo solo la parte malata della cornea e preservando il più possibile i tessuti sani, con benefici in termini di recupero visivo e riduzione delle complicanze. «La scelta della tecnica chirurgica viene definita in base alla patologia e alla porzione della cornea coinvolta» - aggiunge Magnani. Alcune condizioni colpiscono pazienti molto giovani, come il cheratocono; altre, come lo scompenso endoteliale, sono più frequenti in età avanzata. Nei casi più complessi, legati ad esempio a infezioni gravi o traumi oculari, può rendersi necessario il trapianto perforante».
TORNARE A VEDERE, SPESSO IL TRAPIANTO È L'UNICA SOLUZIONE La cornea è la parte più anteriore e trasparente dell'occhio e rappresenta la principale lente naturale: consente alla luce di entrare e di essere correttamente focalizzata sulla retina. «Quando perde la sua trasparenza, la capacità visiva viene compromessa e il trapianto diventa, in molti casi, l'unica soluzione per ripristinare la funzione visiva» aggiunge Magnani. All'Ospedale di Cremona l'attività di trapianto di cornea è attiva da oltre dieci anni. «In questo periodo le tecniche chirurgiche si sono evolute in modo significativo e anche la nostra struttura è cresciuta, mantenendo un costante aggiornamento tecnologico e professionale e consolidando un'esperienza clinica solida», spiega lo specialista.
TUTTI POSSONO DONARE LE CORNEE «La donazione delle cornee è un gesto fondamentale, che consente di restituire la vista a molti pazienti – sottolinea Magnani. Si tratta di un tessuto particolare, privo di vasi sanguigni e senza necessità di criteri stringenti di compatibilità, che può quindi essere utilizzato per aiutare un numero elevato di persone». Nel 2025 l'ASST di Cremona ha inviato 416 cornee alla Banca regionale degli organi e tessuti, coinvolgendo oltre il 30% dei potenziali donatori: un risultato particolarmente significativo, considerando che già superare il 10% viene ritenuto un dato positivo» – precisa Alberto Bonvecchio, Responsabile Coordinamento Organi e Tessuti Cremona. «Donare le cornee è un atto di solidarietà, possibile per la maggior parte delle persone Dai 5 agli 85 presenza di difetti visivi, perché non viene donato l'intero occhio ma solo il tessuto corneale». La propria volontà può essere espressa in vita, ad esempio attraverso la scelta in Comune con il rinnovo della carta di identità o l'AIDO di riferimento». Otto medici, affiancati da personale infermieristico – coordinato da Monia Gazzaniga - e ortottiste specializzate. L'attività è distribuita sui presidi aziendali di Cremona, Oglio Po, dove c'è una equipe dedicata guidata dal dottor Giovanni Vito, e Soresina. Le principali patologie oculistiche vengono trattate su tutte le sedi, mentre gli interventi di chirurgia maggiore, inclusi i trapianti di cornea, sono concentrati presso l'Ospedale di Cremona. L'équipe di Cremona diretta da Fabrizio Magnani è composta dagli specialisti: Andrea Antonioli, Grazia Levi, Antonio Lusignani, Marina Pellegrin, Teresa Pignataro, Andrea Rossi, Nicoletta Rosso e Andrea Vulpetti.
LA FORMAZIONE È CONTINUA Particolare attenzione è dedicata alla formazione continua: tutti i professionisti sono coinvolti in percorsi di aggiornamento e training chirurgico, con l'obiettivo di garantire un livello omogeneo e sempre più elevato di competenze. «Una scelta che consente ai cittadini di contare su un'équipe completa, sempre disponibile e in grado di gestire sia le urgenze sia i trattamenti programmati», a garanzia di un'assistenza oculistica completa e di alta qualità, capace di rispondere in modo efficace a tutte le principali patologie della vista.


Interpretando il sentiment dei lettori, ricambiamo alla Delegazione Cremonese della Fondazione Aiuti ricerca Malattie Rare, invitando al sostegno della benemerita mission.

UN DRAMMA ASSOLUTO…PERCHE' NON ACCADA PIU'
LA SICUREZZA DEI BAMBINI E I FORMAGGI A LATTE NON PASTORIZZATO: OSSERVAZIONI ALLA MOZIONE ZAMPERINI.
Così avevamo titolato presentando la denuncia del caso di infettamento alimentare, prodromo del dramma che ha cambiato uno splendido bambino, alimentato anche con primizie trentine, in un vegetale.
Il caso ha avuto ricadute a livello legale (con severe condanne) e mediatico. Il padre Giambattista da anni continua la denuncia civile, affinché non accada più. Ai primi di gennaio avevamo pubblicato la MOZIONE avente per oggetto “SALVAGUARDIA DI PASCOLI, MALGHE ED ALPEGGI. SOSTEGNO ALLA PRODUZIONE FORMAGGIO A LATTE CRUDO – presentata dal Consigliere Regionale di FdI Giacomo Zamperini”.
Mozione che (considerata l'omogenea militanza tra interrogante ed interrogato) avrebbe fatto auspicare un esito accogliente. Cosa che non è paradossalmente. La risposta dell'Assessore Lombardo all'Agricoltura, evidentemente più sintonico agli interessi del comparto produttivo, è stato, dal punto di vista del recepimento della raccomandazione in senso prudenziale del consumo dei latticini a latte crudo, una delusione.
La risposta in negativo ha fortunatamente attivato la lodevolissima controdeduzione della Consigliera Regionale lombarda Pollini del Movimento 5 Stelle (da sempre molto impegnata sul fronte Welfare). Che, insieme ad una manchette evocative della testimonianza dell'opposizione del Movimento, pubblichiamo di buon grado.


REPETITA JUVANT…O NO?!
Avevamo titolato due rubriche un aggiornamento della malpractice vaccinale (in carico all'Asst-Ats) da noi caparbiamente e ripetutamente denunciata perché incrociata fattualmente. Ricordiamo in estrema sintesi. Nel febbraio del 2024, un po' perché la prevenzione rientra da sempre nelle nostre corde, un po' perché avevamo potuto da vicino gli effetti di una certa neghittosità con ricadute severe, un po' perché (semel in anno licet….) la direzione aziendale aveva lanciato un appello a tutto campo a favore della vaccinazione contro l'Herpes Zoster (popolarmente conosciuto come “fuoco di Santantonio)…insomma per la sommatoria di queste tre premesse, ci siamo fatti convinti (come direbbe il vigatiano Commissario) dell'inaggirabilità dell'appello (espressamente indirizzato ai “fragili”) per l'open day OPEN DAY dei primi di febbraio dedicato a: VACCINO ANTI-ZOSTER (FUOCO DI SANT'ANTONIO)
- Tutti i cittadini nati tra il 1952 e il 1959
- Tutti i cittadini con Cardiopatie croniche, Broncopneumopatie croniche, Diabete Mellito, Asma, Deficit immunitario o somministrazione di terapia immunodepressiva, Insufficienza renale cronica, Recidive di Herpes Zoster, Disabilità o ricoveri presso Unità Socio-Sanitarie.
VACCINO ANTI-PENUMOCOCCO
- Tutti i cittadini nati tra il 1952 e il 1959
- Tutti i cittadini con Cardiopatie croniche, Broncopneumopatie croniche, Diabete Mellito, Asplenia, Deficit immunitario, Problemi oncologici, Trapiantati, Problemi di perdite di liquor, Impianto cocleare, Emoglobinopatie e Talassemie, Epatopatie croniche, Alcoolismo cronico, Insufficienza renale cronica, Insufficienza surrenalica, Sindrome nefrosica.
Gli utenti potranno, inoltre, chiedere di ricevere anche le vaccinazioni anti-Covid o antinfluenzale in associazione alle due vaccinazioni a cui è rivolto l'open day, sempre gratuitamente e senza prenotazione.
Ciò premesso (da abituali users del servizio vaccinale, soprattutto quello out the pocket) ci eravamo presentati al desk preposto al filtro, facendo osservare che, benché portati con invidiabile forma, i nostri 78 (di allora) ricadevano esattamente nelle fattispecie dell'ammissibilità non onerosa. Deducendo il convincimento dalla declaratoria ministeriale, che sul punto era tranchant: gratuità. Non sarebbe stato così, perché passammo il filtro dell'ammissione, ma scucendo a favore dell'Asst quasi 757,62 (costi del vaccino, più bollo, più tariffa dell'intervento).
Niente chiassate (se non altro per rispetto degli incolpevoli operatori), ma riserva di produrre una campagna di informazione, anche a mezzo della nostra testata. Ne uscì una cinquina di pezzi di Focus Welfare, in cui il punto di vista sarebbe stato reiterato.
Ma, smentendo il titolo, “repetita non juverunt”.
Circostanza che, sempre nel linguaggio di Montalbano, ci ha fatto convinti del fatto che (più che per noi per coloro che sono costretti a rinunciare alle prestazioni e a non controdedurre la malpractice) non fosse il caso di abbozzare o fare spallucce. Morale e conclusione: abbiamo redatto e presentato un esposto nei confronti della condotta del servizio vaccinale in cui si ritengono ravvisabili gli estremi di abuso in pubblico servizio.

Ci sarà un Giudice a Berlino?
MINISTERO
Vaccinazioni
Per le persone dai 60 anni in su è raccomandata e gratuita la Vaccinazione anti-influenzale annuale La vaccinazione è raccomandata e gratuita per tutte le persone dai 60 anni in su, indipendentemente dalla presenza di particolari situazioni di rischio, secondo le indicazioni fornite annualmente con Circolare del Ministero della Salute. Per le persone di 65 anni sono raccomandate e gratuite le seguenti vaccinazioni:
- Vaccinazione anti-pneumococco (una sola volta nella vita).
- Vaccinazione anti-herpes zoster La vaccinazione contro l'herpes zoster è in grado di ridurre in maniera molto efficace il rischio di sviluppare lo zoster (comunemente chiamato anche Fuoco di Sant'Antonio) e la nevralgia post-erpetica (una delle complicanze più frequenti e debilitanti della malattia). Per la vaccinazione anti-herpes zoster sono previste 1 o 2 dosi, in base al vaccino utilizzato, da offrire ogni anno alla coorte dei 65enni.
Per le persone dai 60 anni in su è raccomandata e gratuita la Vaccinazione anti-influenzale annuale La vaccinazione è raccomandata e gratuita per tutte le persone dai 60 anni in su, indipendentemente dalla presenza di particolari situazioni di rischio, secondo le indicazioni fornite annualmente con Circolare del Ministero della Salute. Per le persone di 65 anni sono raccomandate e gratuite le seguenti vaccinazioni: Vaccinazione anti-pneumococco (una sola volta nella vita). Vaccinazione anti-herpes zoster La vaccinazione contro l'herpes zoster è in grado di ridurre in maniera molto efficace il rischio di sviluppare lo zoster (comunemente chiamato anche Fuoco di Sant'Antonio) e la nevralgia post-erpetica (una delle complicanze più frequenti e debilitanti della malattia). Per la vaccinazione anti-herpes zoster sono previste 1 o 2 dosi, in base al vaccino utilizzato, da offrire ogni anno alla coorte dei 65enni.

anni, anche in