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L'ECO Welfare / e fanno…62!

  07/10/2026

Di Redazione

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1) Lo diciamo a … ECO welfare   

Movimento per la Riqualificazione dell'Ospedale di Cremona

Ieri mattina in pz Duomo e in Pz Stradivari con Paola Luccarini, Tiziano Carniti e Fabio Chiodelli abbiamo volantinato circa 400 volantini del movimento. Più che la gente, più o meno interessata ai banchetti delle circa 110 associazioni presenti, abbiamo parlato con i rappresentati delle associazioni credo in modo proficuo. Questo conferma che i componenti attivi in ogni associazione possono avere un approccio di ascolto positivo verso il problema del nuovo ospedale e non dettato da preclusioni che abbiamo riscontrato la scorsa primavere quando le associazioni dopo aver ricevuto la nostra richiesta ufficiale di collaborazione non si sono degnate di risponderci...tranne 2 o 3. Domenica prossima 4 ottobre invieremo una lettera a tutti i sindaci dell'Asst per chieder di ascoltare quanto i cittadini hanno loro chiesto con l'appello civico.

Cercheremo di dar forza a questo evento inviando un comunicato ai media pur sapendo come La Provincia sia stata da anni "INVITATA"  a non parlare di noi e delle nostre attività. 

I tempi come vi dicevo sono dettati da passaggi precisi all'interno  della commissione tecnica del comune che sta analizzando le osservazioni al progetto e dalla quale dovrebbe scaturire se ci sarà una Valutazione di Impatto Ambientale oppure se l'iter procederà più spedito verso la Conferenza dei Servizi.

In entrambi e casi a mio avviso dovremmo continuare a raccogliere adesioni tra la gente e incrementare il numero di appelli civici ai sindaci  fino a quando la Conferenza dei Servizi non sarà conclusa. Enrico Gnocchi

Mi puoi aiutare firmando questa petizione? https://c.org/zGMcVTPm24

Vi chiediamo, per chi ancora non lo ha fatto, di inviare l'appello civico al proprio sindaco https://appellocivicoasstcremona.netlify.app/

Di diffondere anche su WhatsApp il link dell'appello civico e del filmato della time line del nuovo ospedale 

.https://youtu.be/KG5_n6I8M0c?si=cnWz-6QlahqNwmbIche

 Ci sono tanti motivi che possono convincere anche il più scettico e PIGRO a inviare l'Appello Grazie e non rassegnatevi alla morte civile.

Visualizza anteprima video YouTube Nuovo ospedale di Cremona. Quando sarà pronto davvero?Visualizza anteprima video YouTube Nuovo ospedale di Cremona. Quando sarà pronto davvero?

l'archistar Cucinella ormai dilaga in tutt'Italia... solo a Cremona sembra che l'abbiano preso sul serio. STA A NOI DIMOSTRARE CHE IL SUO PROGETTO E' UN MIRAGGIO

ricevo un link sui "sogni"  di Cucinella da una nostra sostenitrice, che ringraziamo molto, e di cui allego anche i commenti che condivido.

https://www.artribune.com/progettazione/2026/09/museo-giardino-santa-rosalia-palermo-progetto-mario-cucinella/

"Un'altra opera di Mario Cucinella, con giardino pensile e caratteristiche architettoniche che lo distinguono, (forse senza pista ciclabile) a quanto pare non ancora iniziata e probabilmente già pagata. Pare che questo architetto, i cui progetti sembrano tutti fatti con lo stampino e rispondenti a caratteristiche che non tengono conto del mutamento climatico e delle nuove conseguenti esigenze, si riduca a disegnare, presentare ai comuni, incassare, ma la realizzazione abbia tempi biblici, sempre che avvenga. Anche in Emilia R lavora con una certa frequenza. C'è qualcuno che lo protegge evidentemente..."

RICORDO A TUTTI DI IMPEGNARSI AD INVIARE L'APPELLO CIVICO e a diffonderlo ad ogni persona che conosce

DOBBIAMO AUMENTARE AL MASSIMO IL NUMERO DEI CITTADINI CHE ADERISCONO A QUESTA INIZIATIVA IN QUANTO ABBIAMO UNA SCADENZA FONDAMENTALE A FINE SETTEMBRE (seguiranno dettagli in merito) OLTRE QUESTA DATA, SE NON RAGGIUNGIAMO L'OBIETTIVO DELL'APPELLO CIVICO SARA' IMPOSSIBILE FERMARE CUCINELLA, BELLERI E VIRGILIO...

MOLTE PERSONE ANZIANE CI HANNO FATTO SAPERE DI NON ESSERE IN GRADO DI INVIARE L'APPELLO CIVICO. 

Credo sia accettabile che coloro che conoscono queste situazioni possano AIUTARE con il proprio PC a risolvere il problema  inserendo  nel modulo on line la propria mail, e le generalità della persona in difficoltà. 

Spedendo l'Appello Civico per una persona informata, e non in grado di di spedire l'Appello Civico in proprio, è a pieno titolo una richiesta valida per il sindaco. 

Dopo tutte le irregolarità formali che abbiamo visto in questi tre anni da parte delle istituzioni. Voglio vedere se c'è qualcuno che vorrà sollevare eccezioni...!!!

CHIOSA EDITORIALE: Ovviamente noi abbiamo già adempiuto. Ed invitiamo, rispettosamente, i nostri lettori a non deludere le aspettative del Coordinatore del Movimento. L'aggancio della chiosa è comunque propizio per un allungamento del raggio dell'analisi e della testimonianza sul tema centrale di questa lunga, indefettibile, potenzialmente feconda “campagna” tesa, nel quadro del gesto civile per un recupero del diritto alla cura della salute, ad evitare la “follia” della rottamazione di un nosocomio (inaugurato giusto 56 anni fa, all'insegna dei migliori parametri costruttivi ed operativi) per la costruzione di uno nuovo. Che l'”ideona” (sponsorizzata dall'aggregato dei “poteri” politico-istituzionali, datoriali, informativi) sia stata congegnata esclusivamente per “dribblare” lo stato agonico del welfare territoriale è ormai fuori discussione. Il desk dei “poteri”, di cui tira le fila la Direzione monocratica con competenze assolute, ha deciso che tutto l'aggregato di argomentazioni fornito dal Movimento (ad iniziare dallo  spreco e, per essere sinceri, dalla ormai evidente assenza di presupposti finanziari) non si deve tener conto. Neanche dall'aspetto minimalistico di qualche prudenza del “passaggio di testimone” sul piano pratico tra il “vecchio” e il “nuovo”. Men che meno dell'impatto di questa mastodontica operazione sulla realtà (ambientale ed esistenziale) comunitaria. L'argomento, diciamolo pure, ha tenuto le posizioni sulla nostra testata a partire dalla fase immediatamente pre-covid (con il tentativo di avvio dello smantellamento del servizio neonatale). In lungo e in largo, a fianco del Movimento che ha dimostrato di avere indubitabili perni argomentativi attraverso la messa in campo di supporti tecnici di indiscusso valore, abbiamo riportato pareri e consulenze di grande valore tecnico (tra cui la controrelazione allestita con il contributo del geom. Mantovani, all'epoca Presidente della Società Filodrammatica, diventata la location del Movimento). Tamquam non esset. Negli ultimi giorni disponiamo della “manina” dell'affaire stadio Meazza. Per noi non un inedito, visto che nei nostri editoriali abbiamo azzardato più di una volta la simmetria di rottamazione (tra il delendus stadio Meazza ed il delendus Ospedale Maggiore di Cremona). L'assist è venuto da un bel paginone di Corsera Milano, dedicato appunto alla bella operazione (si fa per dire) di cui è protagonista il “campo largo”, in dirittura d'arrivo di “mandato”, contraddistinto, lo ammettiamo, anche da discreta gestione, contrappuntata da follie (come le politiche urbanistiche, ispirate dal “mercato” e dal nuovismo edilizio).  Su Corsera osserva Santucci: Oltre ai 75.817 seggiolini degli anelli, già in parte piazzati ai cultori della nostalgia, che comunque sommano 273 tonnellate di plastica) sono in ballo gesti da ruspa e da collocazione rottami: 1) smontaggio e compostaggio dell'impiantistica (tutti, proprio tutti, materiali tossico-nocivi) pari a 5 mila tonnellate 2) i Raee per 2 mila tonnellate 3) 225.000 tonnellate, ovvero 93.750 mc di Vas, di macerie (che prima di appartenere a questa categoria finale, presuppongono la demolizione. Tutto questo canovaccio di rottamazione (che già da solo presuppone una notevole complessità) non può prescindere da un'altra sollecitudine: la stima preventiva, molto preventiva! (ancor prima che inizi il cantiere, anzi che inizi la progettazione) della “contiguità”. Per il San Siro delendus est l'importante comprensorio urbano, nelle intenzioni degli urbanisti, progettisti e investitori destinato ad incrementare (la demolizione del vecchio e la costruzione del nuovo tempio calcistico presuppone infatti una forte speculazione edilizio-terziaria) si porrebbe con largo anticipo la compatibilità antropica con l'impatto della decostruzione (che si stima costerà 100 milioni di euro). Senza fare troppi azzardi, è lecito stabilire che la decostruzione del tempio calcistico meneghino ha molte simmetrie (quantitative, numerarie, ambientali) del nostro nosocomio. Che, per di più, in materia di “contiguità” con il comprensorio abitativo circostante ha qualcosa di più di qualche analogia. Meditate, gente!

2. Lo diciamo a … L'ECO  ASST CREMONA

1CARDIOMIOPATIE E SCOMPENSO CARDIACO: IL CONFRONTO CON I CITTADINI PARTE DALLE DOMANDE

Si sono svolti oggi, giovedì 1° ottobre, gli infopoint negli Ospedali di Cremona e Oglio Po. Due occasioni di incontro diretto con i cardiologi per conoscere meglio le malattie del cuore, riconoscerne i segnali e approfondire dubbi e problematiche legate alla propria condizione.

Informarsi, fare domande, raccontare la propria esperienza e confrontarsi direttamente con uno specialista. È quanto accaduto questa mattina negli Ospedali di Cremona e Oglio Po, dove si sono svolti i due infopoint dedicati alle cardiomiopatie e allo scompenso cardiaco, organizzati dall'ASST di Cremona nell'ambito dell'Open Week sulle malattie cardiovascolari promossa da Fondazione Onda ETS.

 Gli incontri hanno coinvolto gruppi contenuti di partecipanti, una decina per ciascuna sede, ma hanno dato vita a un confronto attento e partecipato. Accanto alle informazioni sulle patologie e sui segnali da non sottovalutare, ampio spazio è stato dedicato alle domande dei cittadini e alle richieste di approfondimento.

 A CREMONA DUE SESSIONI E TANTE DOMANDE

All'Ospedale di Cremona l'incontro si è svolto nella Sala riunioni della Cardiologia con i cardiologi Enrico Passamonti, Matteo Lombardi e Filippo Quinzani.

 L'infopoint è stato articolato in due sessioni, dedicate rispettivamente alle cardiomiopatie e allo scompenso cardiaco. Attraverso slide e materiale didattico e informativo, gli specialisti hanno illustrato le caratteristiche delle diverse patologie, i possibili sintomi e gli aspetti ai quali prestare attenzione.

Il momento più significativo è stato il confronto con i partecipanti, che hanno seguito gli interventi con interesse e rivolto numerose domande ai medici. Un dialogo utile anche per gli stessi specialisti, che hanno espresso soddisfazione per l'attenzione e l'interesse dimostrati dai cittadini.

 «Incontri come questo ci permettono di parlare delle patologie cardiovascolari in modo diverso rispetto a quanto avviene durante una visita – spiega Enrico Passamonti – lasciando spazio alle domande e ai dubbi delle persone. L'interesse dimostrato dai partecipanti conferma quanto sia importante creare occasioni nelle quali poter conoscere meglio queste malattie, i loro segnali e il ruolo della prevenzione e della diagnosi precoce».

 ALL'OGLIO PO, DALLE INFORMAZIONI GENERALI AI DUBBI DI CHI CONVIVE CON UNA PATOLOGIA

 All'Ospedale Oglio Po l'infopoint si è svolto negli ambulatori della Cardiologia, con Luigi Moschini, Benedetta Cherubini e Marialaura Mastronardi, cardiologi che operano nel presidio di Casalmaggiore.

 Anche in questo caso una decina di persone hanno colto l'occasione per confrontarsi con gli specialisti e ricevere materiale didattico e informativo.

 Le esigenze erano diverse. Alcuni partecipanti, già seguiti per scompenso cardiaco o altre patologie cardiovascolari, hanno utilizzato l'incontro per approfondire aspetti legati alla propria condizione e avere ulteriori informazioni. Altri si sono avvicinati all'infopoint per conoscere meglio le cardiomiopatie, capire quali sintomi e segnali non sottovalutare e sapere quando può essere opportuno rivolgersi al medico.

 «Anche poche persone possono dare vita a un confronto molto utile quando c'è interesse e possibilità di dialogare – sottolinea Luigi Moschini –. Abbiamo incontrato sia pazienti che conoscono già la propria patologia e avevano bisogno di approfondire alcuni aspetti, sia cittadini interessati soprattutto alla prevenzione. Sono occasioni importanti per aumentare la consapevolezza e aiutare le persone a prestare maggiore attenzione ai segnali che il cuore può mandare».

 CONOSCERE PER RICONOSCERE I SEGNALI

 Le cardiomiopatie sono patologie che interessano il muscolo cardiaco e che, soprattutto nelle fasi iniziali, possono manifestarsi con segnali non sempre facili da riconoscere, come affanno, stanchezza, palpitazioni, dolore al petto, capogiri o episodi di svenimento.

 Gli infopoint hanno permesso di affrontare questi temi fuori dal contesto della visita, creando uno spazio dedicato all'informazione e al dialogo. Un modo semplice per aiutare le persone a conoscere meglio la salute del proprio cuore, senza creare allarmismi, ma offrendo strumenti utili per capire quando un segnale merita attenzione e quando è opportuno rivolgersi al medico.

2 SETTIMANA MONDIALE DELL'ALLATTAMENTO ALLATTARE, INSIEME

Spazi aperti e incontri nei Consultori di Cremona, Soresina e Casalmaggiore per mamme e famiglie.

Occasioni per confrontarsi, fare domande e trovare sostegno.

In occasione della Settimana Mondiale dell'Allattamento, dall'1 al 7 ottobre 2026, i Consultori dell'ASST di Cremona propongono spazi aperti e incontri dedicati all'allattamento e alla genitorialità, rivolti a mamme, future mamme e famiglie.  

Allattare non è sempre immediato. Mamma e bambino hanno bisogno di conoscersi, trovare i propri tempi e imparare insieme. A volte basta un confronto, altre volte può servire un aiuto più concreto. Per questo è importante sapere a chi rivolgersi e poter contare sulla presenza di professionisti preparati ad ascoltare, informare e accompagnare.  

SPAZI APERTI: UN POSTO DOVE FARE DOMANDE

Durante la settimana, i Consultori di Cremona e Soresina propongono alcuni spazi ad accesso libero dedicati alle mamme che stanno allattando. Non serve appuntamento: è possibile incontrare i professionisti, confrontarsi sulla propria esperienza e ricevere sostegno.  Accanto agli spazi aperti sono in programma incontri di genitorialità dedicati al sonno del bambino, al baby wearing e all'allattamento, per accompagnare mamme, partner e futuri genitori anche negli aspetti più quotidiani della relazione con il proprio bambino.  L'obiettivo è offrire informazioni, ascolto e supporto qualificato, rispettando l'esperienza, i bisogni e le scelte di ogni donna e della sua famiglia.

 A CASALMAGGIORE NASCE UNO SPAZIO PER L'ALLATTAMENTO

La Settimana Mondiale dell'Allattamento segna anche l'avvio di una nuova opportunità al Consultorio di Casalmaggiore. A partire da giovedì 1° ottobre, e ogni giovedì dalle 9 alle 12, sarà disponibile uno spazio ad accesso libero dove le mamme potranno fermarsi per allattare o nutrire il proprio bambino in un ambiente comodo e riservato.

 Lo spazio è aperto e inclusivo per tutte le mamme, sia per chi allatta al seno sia per chi utilizza la formula artificiale.  A disposizione delle famiglie ci saranno postazioni comode e riservate, una bilancia per il monitoraggio del peso e una zona fasciatoio attrezzata per il cambio del pannolino.  In occasione della Settimana Mondiale dell'Allattamento, l'8 ottobre 2026, nello spazio sarà presente anche l'ostetrica Giuliana Furini, a disposizione delle mamme per ascoltare le loro esperienze, confrontarsi su dubbi e difficoltà e offrire informazioni e supporto sull'allattamento.

 IL PROGRAMMA

Spazio aperto per le mamme Sostegno all'allattamento ad accesso libero

 ??Consultorio di Soresina (Via Robbiani, 6) ??Giovedì 1° ottobre 2026
?Dalle ore 14.30 alle 16.00  ??Venerdì 2 ottobre 2026
?Dalle ore 8.30 alle 10.30  ??Consultorio di Cremona (Via San Sebastiano, 14 - Edificio B)

Venerdì 2 ottobre 2026 ?Dalle ore 8.30 alle 10.30

 Mercoledì 6 ottobre 2026 Dalle ore 8.30 alle 10.30

 ??Consultorio di Casalmaggiore (Piazza Garibaldi, 3)

Tutti i giovedì, dal 1° ottobre 2026 Dalle ore 9.00 alle 12.00

 I primi mille giorni

Incontri neogenitorialità su prenotazione consultorio.salutedonna@cremona.it

 ??Consultorio di Soresina (Via Robbiani, 6) Lunedì 5 ottobre 2026
?Dalle ore 14.30 alle 16.00
Sogni d'oro, bel bambino

 Consultorio di Cremona (Via San Sebastiano, 14 - Edificio B)

Venerdì 2 ottobre 2026 Dalle ore 11.00 alle 12.30
Baby wearing.
L'importanza del contatto per un buon avvio all'allattamento al seno. 

 Venerdì 9 ottobre 2026 Dalle ore 11.00 alle 12.30
Mamma che latte.
Informazioni pratiche e supporto qualificato per l'allattamento al seno

3 CAMPAGNA ANTINFLUENZALE 2026/2027. VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE, SI PARTE CON L'OPEN DAY

Sabato 3 ottobre 2026 all'Hub vaccinale di Cremona. Accesso su prenotazione.

Prende il via la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2026/2027. Sabato 3 ottobre 2026 dalle 8.30 alle 14.00, l'ASST di Cremona organizza un Open Day all'Hub vaccinale di via Dante 134, a Cremona, aperto a tutti i cittadini. Per accedere alla vaccinazione è necessaria la prenotazione.

 COME PRENOTARE

È possibile prenotare:

PROTEGGERE SÉ E GLI ALTRI

L'influenza è un'infezione respiratoria stagionale che nella maggior parte dei casi si risolve in pochi giorni, ma che non va sottovalutata, soprattutto per le persone più fragili. La vaccinazione è lo strumento principale per prevenirla e ridurne le conseguenze, contribuendo al tempo stesso a limitare la circolazione del virus.  

Come sottolinea Antonella Laiolo, direttore della struttura Vaccinazioni e Sorveglianza Malattie Infettive, «La vaccinazione antinfluenzale è un'importante opportunità di protezione per tutta la popolazione. L'influenza non è soltanto una seccatura: è un'infezione virale che può avere manifestazioni di diversa gravità e, in alcuni casi, provocare complicanze importanti, come polmonite, encefalite, ictus, miocardite e infarto. Complicanze che possono interessare anche adulti e giovani adulti in buona salute». «Chi ha una vita sociale più attiva – prosegue Laiolo – può essere maggiormente esposto al virus e avere più probabilità di trasmetterlo anche alle persone fragili. Vaccinarsi significa quindi proteggere sé stessi e contribuire a proteggere gli altri: è un gesto di responsabilità che riguarda tutti».  

L'inizio dell'autunno è il momento indicato per vaccinarsi: la protezione si sviluppa nelle settimane successive alla somministrazione. L'Open Day del 3 ottobre apre quindi la nuova campagna in vista della stagione influenzale.

4 ASST CREMONA VIOLENZA SULLE DONNE: RICONOSCERLA È IL PRIMO PASSO UN CONVEGNO PER PREVENIRE, SAPERE COSA FARE

Il 9 ottobre a Cremona il convegno “Step by Step – Nessun futuro alla violenza”, aperto a professionisti, docenti, studenti e cittadini. Due anni di formazione e prevenzione raccontati attraverso le esperienze della rete territoriale.

Riconoscere i segnali, anche quando la richiesta di aiuto non è esplicita. Sapere come intervenire e a chi rivolgersi. E lavorare sulla prevenzione, a partire dai più giovani. Sono i temi al centro di “Step by Step – Nessun futuro alla violenza”, il convegno promosso da ASST Cremona venerdì 9 ottobre, dalle 8.45 alle 13, nell'Aula Magna dell'Università Cattolica di Cremona.  

Aperto a professionisti, docenti, studenti e cittadini, l'incontro conclude un progetto durato due anni che ha coinvolto servizi sanitari e sociosanitari, centri antiviolenza, servizi sociali, università e scuole.  

Un percorso che ha lavorato su più fronti: formare gli operatori, rendere più solido il raccordo tra i servizi e portare il tema della violenza fuori dai luoghi specialistici, coinvolgendo anche studenti e comunità.  

Il 9 ottobre queste esperienze saranno messe a confronto per restituire quanto è stato costruito e, soprattutto, continuare a parlare di come riconoscere la violenza e prevenirla prima che rimanga nascosta. 

LA VIOLENZA CHE NON SI VEDE

 C'è una ragione per continuare a parlarne. Secondo i dati Istat 2025, solo il 10,5% delle donne che ha subito violenza da un partner o ex partner negli ultimi cinque anni ha denunciato. Una parte importante del fenomeno rimane quindi sommersa.  

E non sempre una donna arriva a un servizio dichiarando di essere vittima di violenza. Può rivolgersi per altri bisogni e, proprio durante un colloquio, possono emergere segnali di disagio o situazioni di rischio.

«Spesso proprio nei colloqui di consulenza emergono segnali di disagio o situazioni di rischio – spiega Alessandra Santilli, psicologa del Consultorio Familiare di ASST Cremona –. Il nostro compito è intercettare precocemente la violenza, sostenere le donne nel riconoscere il problema e accompagnarle nel percorso di uscita. È un processo lungo e complesso, soprattutto quando coinvolge figli minori, anch'essi vittime di violenza assistita».  

DUE ANNI PER FORMARE CHI PUÒ INTERCETTARE LA VIOLENZA

 È su questa capacità di riconoscere i segnali e agire in modo coordinato che ha lavorato Step by Step. Il percorso formativo ha coinvolto gli operatori dei servizi territoriali e ospedalieri di ASST Cremona – Consultori, Case di Comunità, CPS, Neuropsichiatria, Ser.D., Pronto Soccorso, Psicologia clinica, Ostetricia, Pediatria e Servizio Sociale – insieme ai professionisti dei centri antiviolenza e dei servizi sociali.

Sono stati inoltre attivati gruppi di miglioramento per mettere a confronto competenze ed esperienze e lavorare alla definizione di procedure comuni per una presa in carico integrata e multiprofessionale delle donne. 

«La violenza di genere ha radici culturali profonde e non è mai un fatto privato. Come operatori sanitari e sociali è fondamentale essere formati per riconoscere i segnali di disagio e sapere a chi rivolgersi nella rete antiviolenza. Come cittadini è importante conoscere i riferimenti a cui chiedere aiuto, perché una vittima può trovarsi accanto a noi senza che ce ne accorgiamo». Aggiunge Elena Rossi Psicologa del Consultorio Familiare di ASST Cremona.

 LA PREVENZIONE COMINCIA DAI RAGAZZI

 Una parte del progetto è entrata direttamente nelle scuole. In collaborazione con l'Università Cattolica e la Rete delle scuole contro la violenza, 18 classi e 376 studenti degli istituti Aselli, Anguissola, Ghisleri e Romani hanno partecipato a un percorso dedicato alla vittimizzazione secondaria e all'influenza degli stili comunicativi nel modo in cui la violenza viene raccontata.

 «Come comunità educante abbiamo una responsabilità verso i ragazzi: educare all'ascolto, al rispetto e all'empatia. I giovani hanno risorse straordinarie e possono diventare agenti del cambiamento, se diamo loro gli strumenti per riconoscere e costruire relazioni sane».

IL 9 OTTOBRE, LA RETE SI RACCONTA

 Il convegno sarà quindi l'occasione per mettere a confronto quanto costruito in questi due anni con le esperienze di sanità, servizi sociali, centri antiviolenza, università e scuola.

 Durante la mattinata si parlerà della Rete Antiviolenza, delle esperienze del CADMI di Milano, del rapporto tra adolescenti e violenza e delle attività di prevenzione realizzate nelle scuole e nei contesti extrascolastici. Sarà presentata anche “Io non sto zitta”, la campagna urbana nata nell'ambito di Step by Step.

 Un messaggio che porta nello spazio pubblico un riferimento concreto da conoscere e ricordare: 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking.

Perché la violenza può non essere immediatamente visibile. Riconoscerla, parlarne e sapere a chi rivolgersi sono passi che possono fare la differenza.

IL PROGRAMMA IN BREVE

Dopo i saluti istituzionali, la mattinata ripercorrerà i due anni del progetto Step by Step con Alessandra Santilli, psicologa del Consultorio Familiare di ASST Cremona, e presenterà la campagna “Io non sto zitta” con Stefania Mattioli, responsabile Comunicazione e relazioni esterne di ASST Cremona.

 A seguire, Francesca Ramazzotti del Comune di Cremona illustrerà il lavoro della Rete Antiviolenza, mentre Cristina Carelli, Lorena Pais e Cinzia Favini del CADMI di Milano porteranno esperienze e strumenti maturati sul territorio nazionale.

La seconda parte sarà dedicata soprattutto ai giovani e alla prevenzione: Gaia Cuccì dell'Università Cattolica approfondirà il rapporto tra adolescenti e violenza; Maria Grazia Nolli e gli studenti del Liceo Aselli racconteranno l'esperienza di Step by Step a scuola. Chiuderanno gli interventi dei Centri Antiviolenza MIA e AIDA, con Chandra Silenzi e Simona Frassi, dedicati alle attività di prevenzione nei contesti scolastici ed extrascolastici.

Venerdì 9 ottobre 2026 | 8.45–13.00
Università Cattolica – Campus di Cremona, Aula Magna
Partecipazione aperta a professionisti, docenti, studenti e cittadini
Iscrizioni: consultorio.psicosocio@asst-cremona.it.

5 OPEN WEEKEND DEL CERVELLO UNO SPAZIO APERTO PER PARLARE CON GLI SPECIALISTI 

La Neurochirurgia apre le porte ai cittadini per rispondere a domande

e dubbi sul tema del cervello. Accesso libero.

 

Giovedì 8 ottobre 2026, dalle 13 alle 14, gli Ambulatori di Neurochirurgia dell'Ospedale di Cremona aprono le porte ai cittadini in occasione dell'Open Weekend del cervello, promosso da Fondazione Onda ETS.

I neurochirurghi e la neuropsicologa dell'Ospedale di Cremona saranno a disposizione per rispondere alle domande dei cittadini e offrire informazioni e orientamento.

UNO SPAZIO APERTO ALLE DOMANDE

I cittadini potranno confrontarsi con gli specialisti sui temi che riguardano il cervello, chiedere informazioni, chiarire dubbi e ricevere indicazioni rispetto ai propri bisogni.

L'obiettivo è offrire uno spazio aperto e accessibile di incontro con i professionisti, nel quale trovare un primo riferimento per comprendere meglio a chi rivolgersi e quali percorsi possono essere più appropriati.

OPEN WEEKEND DEL CERVELLO: IN PRATICA

Quando: giovedì 8 ottobre 2026, dalle 13 alle 14

Dove: Ospedale di Cremona – Ambulatori di Neurochirurgia, secondo piano, lato sinistro
Accesso: libero

 CHIOSA EDITORIALE: Pubblichiamo con spirito di servizio (non certamente in adesione al solito modulo comunicativo della Direzione Asst e dei suoi sottoposti, che fa di qualsiasi notizia una opportunity (per raccontarla su, come si suol dire) questa direttiva che, mentre fornisce un quadro dettagliato degli accessi, fa giustizia, una volta per tutte dei detto e non detti in una materia particolarmente delicata. Chiarezza non implica necessariamente volontà di resilienza dal baratro in cui i padroni del vapore hanno precipitato la sanità pubblica. Non si può certamente dire che la tabella relativa ai percorsi e al timing di prenotazione ed accesso sia un labirinto. Nella sua perentorietà è chiarissima, quando scandisce una tempistica da paese arretrato (non di una Repubblica in cui il diritto alla cura della salute è sancito con rango costituzionale). Da anni scienza medica ed educazione sanitaria postulano l'utilità della prevenzione e, di fronte alle criticità, dell'immediatezza della diagnostica e della cura. Fino a prima dell'applicazione della spending review sanitaria, un po' fu così. Poi, come si ricorda, furono smantellate le USSL, sostituite dalla ASST di stretta marcatura oligarchica e di inequivocabile mandato: privilegiare la sanità privata, dissestando l'intelaiatura del SSN. In pratica, negando di fatto, attraverso tempi biblici e prestazioni peggiorative rispetto al passato di un modello ai vertici occidentali, l'accessibilità alle prestazioni tipiche di un Paese sviluppato. La pandemia di inizio anni 20 del terzo millennio ha fatto il resto; quanto meno in termini di giustificazione dell'arretramento del sistema. Per di più Cremona ha avuto il privilegio di essere attenzionata/privilegiata dalla genialata del nuovo ospedale.

Tutto ciò ci fa fondatamente temere che, per come si sono messe le cose, difficilmente si potrà tornare al quo ante. Del che l'intero establishment sembra rassicurato sul perseguimento fino in fondo del percorso di smantellamento di un primario diritto (che si aggiunge ad un più vasto programma di fatto di regressione sociale e civile. Le cui conseguenze gravano particolarmente sui ceti meno difesi. Il welfare (per i suoi massimi applicatori, i paesi scandinavi) non è per i poveri (come succede altrove), bensì per tutti i cittadini contribuenti, che lavorano.

In Italia le persone disabili sono quasi 13 milioni. 3 gravi; 1,5 over 75; 360 mila in età scolare; 700 mila in età scolare ma non frequentanti. Un terzo di quest'ultimi "invisibili" è single. Ai restanti provvedono le famiglie. Lo Stato spende 28 mld pro anno. Ma per la grandissima parte per le pensioni di accompagnamento (in cui si infiltrano ben note pulsioni parassitarie). Per la protezione di questa importante aliquota di popolazione, che dovrebbe come sottolinea Giannini su L'Espresso, una assoluta priorità, voci ridicole. A fronte di dati monstre, quali un assistenzialismo dilagante e di profilo parassitario: 30 mln di cittadini fanno domanda di sussidi e bonus che costano al bilancio statale 180 mld più 22 per sgravi fiscali; mentre (si tengano forte i deboli di cuore!) il SSN costa 170 mld.

Quesito retorico: non sarà questa appena criticamente esposta la scaturigine delle tante criticità che affliggono (a cominciare dalla tempistica degli accessi) la cura della salute?

Tornando, come si suol dire, a bomba rispetto agli impulsi “dialettici” innescati dalla corposa comunicazione dell'Ufficio Stampa della Asst cremonese, focalizziamo, in questa occasione, l'open vaccinale (che, dovendo prenotare, non si capisce dove sia l'open). Nelle ultime ore, ruzzola sulla scena mondiale, un allert che segnala (diononvoglia) l'insorgenza di una importante avvisaglia. L'ultimo campanello d'allarme: la polmonite da eziologia "sconosciuta di cui è trapassata la giovane scienziata siberiana (che ha armeggiato, come nei precedenti casi dei laboratori cinesi del Covid, attorno a provette rotte)

Quel qualcosa di più di avvisaglie dell'insorgenza di avamposti pandemici giustificherebbe molte cose. Ad iniziare da una guardia alta planetaria, imperniata nell'attenzionamento cautelativo popolare e gestionale. La remissione del Covid non è mai per sempre. Ci sono le parvae res delle epidemie "minori", tali percepite oltre che da neghittose parametri clinico-scientifiche dalla "comodità" di stare sul "pezzo" a piccole e discontinue dosi. Mentre sarebbe il caso (come dimostra la lunghissima catenaria pandemica della storia, almeno da 900 in poi) di fare della prevenzione antivirale (meglio di tutta la prevenzione) il perno maggiore, senior dell'azione sanitaria. Nel convincimento che meno cittadini si ammalano anche solo di "influenza" (a partire dallo step basico della stagionale in su, che comunque per "fragili" per età e per cronicità, può essere un innesco di complicanze e per il SSN un cospicuo fronte di impegno, destinato ad intasare le capienze mettendo a prova organici, risorse, tempistiche e liste d'attesa). Se non proprio encomiabile (considerando il profilo permanente del core business "privatistico" dell'Asst), sicuramente apprezzabile è la scesa in campo della "campagna vaccinale". Che, per come appare dalle premesse, sembra essere concepita un po' come mani avanti perché qualcuno non possa parlare di latitanza. Il servizio vaccinale costituisce una delle maggiori "fragilità" del WelfareSsn territoriale. Soprattutto perché è messo male su binari, recalcitranti come indirizzo e risorse dal superiore management.

3) Lo diciamo a …L'ECO  

“La battaglia per i formaggi di latte crudo…

scende dagli alpeggi e approda al Consiglio Regionale Lombardo” (titola Corsera Milano, che dà dettagliato conto dell'iniziativa di FdI “per il sostegno alla produzione di formaggio a latte crudo”. Esattamente il contrario di quanto auspicato dal precedente approdo di una mozione favorita dall'iniziativa di Giambattista Maestri (padre del piccolo Mattia, deceduto due mesi fa in Trentino, a seguito dell'infettamento, appunto, dell'uso alimentare di formaggelle a latte non pastorizzato, prodotto e venduto dalla Latteria Sociale di Coredo. Mattia, che abbiamo conosciuto nei primi anni di vita e seguito, con discrezione, in tutto il suo calvario (di vita praticamente vegetale) durato otto anni, dovrebbe costituire un monito di valenza universale. I proponenti di tale “sostegno” dovrebbero, dice il padre continuatore di una valorosa ed edificante campagna civile, “vedere i

bambini che si ammalano di Seu, vederli morire (aggiungiamo noi…vederli vegetare per anni, insieme alla famiglia. E, se permesso alla comunità tutta, che (quella di Coredo e comprensorio circostante), ha dato prova di “vicinanza” partecipando tutta alle esequie del piccolo sfortunato (in chiesa, in piazza in paese ho contato non meno di 1500 partecipanti). Oltre alla contrarietà di questo ampio bacino di testimonianza civile, rappresentato da Giambattista Maestri (che seguirà i lavori consigliari a Palazzo Lombardia), sono pochi gli scesi in campo politico-istituzionali. Rara avis la Consigliera M5s Paola Pollini, che un mese fa avevamo incrociato partecipante alle esequie di Mattia qui in Trentino. D'altro lato, che le esigenze di sicurezza alimentare debbano venire dopo le aspettative del profitto, è dimostrato dall'endorsement del presidente Mazzoleni del Consorzio di salvaguardia del formaggio Storico, che considera l'attuale regolamentazione, che non prevede neppure l'apposizione sulle confezioni di una prudenziale etichetta di avvertenza del rischio, “vessatoria” per i produttori. Talmente vessatoria che qui in val di Non ha consentito alla filiera produttiva di somministrare all'incolpevole ed indifeso bambino una formaggella a latte crudo “impreziosita” da feci bovine. D'altro lato, che la “controparte” abbia le spalle grosse è dimostrato dall'impegno processuale e di sostegno dei “poteri” imprenditoriali e parapolitici. Finiti a sbattere contro il processo penale e risarcitorio, concluso con pesanti condanne (per reato di lesioni gravissime). Cui si aggiungerà l'ulteriore, probabile discendente dall'attesa della procedura per reato d'omicidio.

Testimonianze come quella del padre Giambattista, sostenuta da settori di informazione giornalistica corretta e dalla Consigliera Pollini, incoraggiano a non mollare. Ben oltre i confini del trentino. “La controparte ha le spalle grosse”. Non casualmente FdI, che in Lombardia ha dato il meglio di sé con la mozione Zamperini (“per il sostegno di formaggio crudo, che può essere pericoloso vettore di escherichia coli) è sempre più il braccio secolare dell'imprenditoria agraria.

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