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Il nobile segno del cavalier Antonio Campi, l’uomo del Rinascimento cremonese

Trattasi di una delle “Domeniche del Convegno”, la rassegna allestita dalla rinomata libreria sita da decenni in Corso Campi; che nell’occasione ha ospitato il bel lavoro del giornalista cremonese Fulvio Stumpo

  26/10/2015

A cura della Redazione

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In una città abbacinata dalla riuscita anteprima della festa torronara, che ha richiamato per molte ore una folla inaspettata, un evento, poco congruo con la cornice celebratrice della leccornia cremonese per eccellenza, ha trovato, fortunatamente, un suo spazio.

Trattasi di una delle “Domeniche del Convegno”, la rassegna allestita dalla rinomata libreria sita da decenni in Corso Campi; che nell'occasione ha ospitato il bel lavoro del giornalista cremonese Fulvio Stumpo.

Stumpo, figura nota da tempo del giornalismo locale, in particolare del quotidiano, di cui è responsabile della pagina locale, da tempo unisce il lavoro di cronaca con un apprezzato contributo di approfondimento storico e di divulgazione dell'ambiente padano.

Nella circostanza, egli ha intrattenuto un pubblico evidentemente interessato alla conoscenza storica su una figura centrale della cultura e dell'arte cremonese.

Quell'Antonio Campi, la cui fama da secoli ha travalicato il limitato ambito territoriale delle origini, che a pieno titolo è iscritto tra le figure più significative del Rinascimento.

Il suo profilo prevalente è quello di un pittore molto accreditato.

Ma, ha ricordato Stumpo nel libro e nella conversazione, Antonio Campi è stato anche molte altre cose. Storico, scultore, cartografo, scrittore di cose padane.

Un segmento, questo, molto congeniale, come abbiamo anticipato, al giornalista nato in un ambiente di mare. Ma, col tempo, letteralmente innamoratosi del grande fiume, fino a diventarne uno dei più apprezzati testicantore contemporanee.

Diventava, quindi, naturale che il grande esponente rinascimentale intrigasse il giornalista, oltre che per l'ampia visuale della rivisitazione storica, anche per l'interesse mostrato per gli animali e le piante del Po.

Un po' deluso l'attento pubblico, per una circostanza inconsueta di questi tempi avari per la cultura e l'arte: il libro di Fulvio Stumpo è andato esaurito da tempo. Verrà sicuramente ristampato, a riprova del successo e dell'interesse che ha suscitato.

E.V.

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