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Focus impianto biometano /10

  20/06/2024

Di Redazione

Focus+impianto+biometano+%2f10

Care iscritte, cari iscritti

è con immensa gioia e grande soddisfazione che vi annuncio che in esito alla seconda conferenza dei servizi svoltasi ieri in modalità a distanza la Provincia di Cremona ha negato l'autorizzazione all'impianto proposto da A2A per motivazioni sia formali che di sostanza. A riprova della grande serietà del nostro operato, va detto che di fatto per l'ennesima volta tutte le nostre istanze si sono rivelate fondate e pertinenti e tutto questo è anche merito di tanti di voi che ci avete sostenuto in questa battaglia consentendoci di incaricare esperti e professionisti di grande competenza.

Vi terremo aggiornati sui futuri sviluppi; la nostra attenzione non deve venir meno perché non è detto che la partita sia definitivamente chiusa e che i proponenti non ci riprovino.

Non appena gli atti formali saranno disponibili valuteremo ulteriori iniziative per dare a tutte e tutti voi la possibilità di conoscere tutti i dettagli.

Lasciandovi alla lettura del nostro comunicato stampa ufficiale, vorrei chiudere con una riflessione sul grande valore che può ancora avere un movimento che partendo dal basso, può arrivare a grandi risultati. Grazie ancora a tutti voi!

Luigi Lipara, Presidente del Comitato
Luigi Lipara, Presidente del Comitato

La parola ai lettori

Ho letto le newsletter dell'Eco e sono convinta che lottare per il bene comune, come fa il Movimento NO biometano e anche NO nuovo ospedale dà i suoi frutti. Speriamo che la nuova Amministrazione comunale sia più attenta ai bisogni della gente e lavori per migliorare la salute e la sicurezza del territorio. Il mondo va a pezzi pensa agli USA alle prossime elezioni il popolo statunitense dovrà scegliere tra un presidente che ha facilitato un genocidio ed un ex presidente che metterà fine alla nostra democrazia. Forse il dibattito sul male minore è quello che si merita una repubblica in decomposizione.

Caterina Lozzam 16 giugno 2024, Vicenza
Caterina Lozzam 16 giugno 2024, Vicenza

Bilancio A2A: non è tutto oro che luccica

La Multiutility non perde occasione per promuovere un'immagine di sé fresca, di Dario Balotta

In questi giorni A2A ha presentato prima a Brescia e poi a Milano il proprio bilancio di sostenibilità dove viene narrato il migliore dei mondi possibili. Alla fine del 2023 era partita  la nuova comunicazione per A2A Life Company realizzata da Serviceplan Italia. Un nuovo flight di campagna che raccontava i valori della life company e il suo impegno per la transizione ecologica.

Si parla di circolarità dell'energia e della scelta di investire nelle energie rinnovabili, di economia circolare e di come la multiutility saprebbe dare nuova vita ai rifiuti trasformandoli (meglio dire bruciandoli) in risorse. In questi giorni ha presentato a Brescia e a Milano (i cui comuni sono azionisti di controllo con il 51% delle azioni) in pompa magna il suo bilancio di sostenibilità ambientale presentato all'inizio del mese di giugno.

A2A non è più solo un'azienda milanese e bresciana è la prima azienda per tonnellate di rifiuti urbani trattati e inceneriti (da Brescia a Bergamo da Milano ad Acerra (Na) fino alla provincia di Pavia), secondo operatore per energia elettrica distribuita e per capacità installata da fonti di energia rinnovabili. È al nono posto per quota di popolazione servita nel ciclo idrico integrato e al quarto per energia elettrica venduta.

Proprio in questo settore c'è stata recentemente una discussa e costosissima acquisizione degli asset di distribuzione elettrica di E-distribuzione (gruppo Enel) della provincia di Milano e Brescia, esclusi pochi comuni della cintura Nord e della Valtrompia, per un totale di circa 800 mila contatori, circa 5.000 km di cavi in media tensione, oltre 12.000 km cavi in bassa tensione, circa 9.500 cabine secondarie e 60 cabine primarie.

Dagli investimenti per la produzione di energie da fonti rinnovabili alla distribuzione di tutte le energie fossili e rinnovabili. Maggiormente si punta sulla rendita e sulla gestione del trasporto di energia, che solo al 30% è da fonti rinnovabili. Con uno stile oramai collaudato, i sindaci di Milano e Brescia, a sorpresa e ad operazione conclusa senza uno straccio di dibattito pubblico e dei rispettivi consigli comunali, oramai ridotti a passacarte hanno reso nota l'operazione.

 È di qualche giorno fa la notizia che la Regione Campania batte cassa nei confronti dell'utility sui profitti extra degli ultimi tre anni realizzati con l'inceneritore di Acerra (Na), che A2A si sarebbe trattenuta. Per l'Anac (anticorruzione) la richiesta è lecita, visti i prezzi energetici alle stelle praticati grazie alla crisi del gas russo che hanno consentito alla multi-utility di generare maggiori ricavi rispetto agli anni passati.

La quantità di rifiuti bruciata da A2A all'interno del forno inceneritore di Acerra è enorme, circa 750 mila tonnellate annue. La struttura è di proprietà della Regione Campania e la multiutility lo gestisce dal 2010 su mandato del governo.

La prioritaria e necessaria decarbonizzazione in un pezzo importante della inquinata pianura padana è lasciata in mano a player che non sopportano la tassazione dei loro extra-profitti e neppure la loro equa spartizione.

Nello scorso aprile hanno manifestato sotto la sede della Prefettura di Messina i lavoratori della centrale termoelettrica A2a di San Filippo del Mela (Me), dopo aver appreso l'assenza di prospettive per un sito che, dopo la fuoriuscita dagli idrocarburi, non è stato riconvertito ed ha intrapreso inesorabilmente la strada della fine del ciclo produttivo visto che le promesse dei progetti aziendali di A2A del nuovo polo tecnologico sono rimasti sulla carta.

I sindacati hanno chiesto una soluzione di riconversione capace di salvaguardare l'occupazione e l'economia di quell'area. A rischio ci sono 153 posti di lavoro tra i diretti più tutto l'indotto e anche questo non viene raccontato nella relazione di bilancio.

C'è anche un matrimonio contestato e l'ipotesi di turbativa d'asta nella fusione fra Aeb (Seregno) e A2A. La Procura ora vuole un processo.

Si sarebbe favorita la Roland Berger, una società di consulenza strategica specializzata recentemente anche nel settore energetico, nella scelta dell'advisor industriale (A2A, con un incarico ritenuto pilotato). Tant'è che il Consiglio di Stato ha congelato l'assegnazione della commessa per l'aggiornamento dell'impianto ad A2A.

I giudici amministrativi vogliono vedere chiaro sull'effettiva sostenibilità economica del piano vincente e ordinano una valutazione tecnica nel merito. Infine, al primo aprile scorso, è caduto l'ultimo baluardo della ricarica elettrica: il canone flat mensile di A2A. La multiutility padana era rimasta l'unica con tariffe convenienti rispetto al pieno di energia elettrica; in particolare con gli abbonamenti mensili E-Moving Large da 200 kWh e Extra Large da 320 kWh. Ora, il primo passa da 92 a 106 euro (0,53 euro a kWh) e l'ultimo abolito. Sono poi aumentate le ricariche alle colonnine Fast+ e quelle Ultrafast (potenze oltre i 99 kW) che passeranno alle tariffe a consumo previste da A2A, fino a un massimo di 84 centesimi a kWh.

Un suicidio della mobilità elettrica e al tempo stesso della “mission” di una grande multiutility che dice di puntare all'energia sostenibile e alla decarbonizzazione. Infine come non ricordare che nel maggio scorso il Comune di Cremona (csx) che aveva sollevato delle perplessità sul piano di sviluppo di A2A a proposito del termovalorizzatore e dell'impianto di biometano di Gerre Caprioli (Cr).

Per questo è stato accusato dall'Ad di A2A di sindrome di Nimby (non nel mio giardino) dei cremonesi mettendo in discussione l'ingresso della Utility locale in A2A. Gli investimenti sul territorio vanno fatti con l'adesione delle comunità locali e non contro e devono avere una logica di sviluppo sostenibile e non esclusivamente di lucro ha ripetuto l'amministrazione comunale.

La curva non canta più…

Green economy&profitti, tutto si tiene

Beh…anche volendo (per ragioni di stile) non infierire e dovendo metterla giù piano, la conclusione della regular season della procedura autorizzativa non può e deve, come sta effettivamente succedendo, passare inosservata e/o sminuita. Per i riflessi che ha nelle responsabilità gestionali di chi l'ha istruita (soprattutto a pochi giorni dal “ballottaggio”) e per le ricedute sul prosieguo del dossier (nel caso sciagurato si volesse insistere) e per la gestibilità da parte del combinato tra il “partecipante” comunale e il “partecipato” che ne ha metabolizzato fin in fondo (e molto oltre la decenza) le prerogative.

Del “partecipato” (si fa per dire) abbiamo delineato la generosa distribuzione (per un totale di 1,5 mld di euri) a favore dei senior partners (Milano e Brescia).

Fa benissimo Dario Balotta a violare la sacralità della vulgata autoreferenziale della Multiutility, delineando un quadro un po' più prosaico ma fattuale.

Nel ringraziarlo, per questa sua approfondita analisi e per l'abituale rigorosa attenzione a questo importante segmento dell'utenza dei servizi, preannunciamo che il nostro livello di focalizzazione permarrà costante.

Quanto al riscontro della “botta” di questa sonora bocciatura, diciamo che (i knoh my chicken) non ci sorprende la narrazione dei padroni del vapore.

Lo spitzenkandidat di csx esterna come negli ultimi 10 anni fosse stato (insieme alla compagine guidata dall'uscente e da lui stesso) su Marte e/o all'opposizione. Fa propri tutti gli spunti critici sul fin qui gestito, sulle proposte emendative, su una profonda discontinuità.  In una sorta di eterogenesi dei fini e delle responsabilità gestionali. Come direbbe al Monsignore  ma non troppo Camillo il sindaco Pepito Sbazzeguti: reverendo, non bariamo, in Giunta dal 1990 ci siete stati voi! Perché fare spallucce all'assunzione delle responsabilità nel gestito e comunicare come se le correzioni di rotta non fossero prerogativa dell'opposizione bensì del conduttore del vapore significa letteralmente barare. Come appunto fece, ricorrendo alla vulgata populista, il monsignore ma non troppo.

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