Vai all'archivio notizie categoria L'Eco Attualità

Editoriale per la ricorrenza

L'ECO del 75° della Liberazione

  27/04/2020

Di Enrico Vidali

Editoriale+per+la+ricorrenza

Ps (esplicativo): l'editorialista, spesso accusato (non a torto) di essere ridondante, ha scelto, in uno scenario drammatico per la vita dei cittadini e per la tenuta dell'impianto liberaldemocratico, l'essenzialità. Uno stile ermetico, forse suggerito (per ricorrere a un inserto distensivo) dal precedente del congressista Nicola Bombacci al congresso fondativo comunista di Livorno. Andò alla tribuna, estrasse una pistola, sparò in alto e gridò: “questo è il mio intervento”.

Non c'è niente da sparare. C'è l'obbligo di esse sobri e diretti, per farsi capire.

Lo facciamo con il monumento ai Caduti della Resistenza di via Palestro e con la relativa epigrafe. Che, in tre righe, dice tutto quel che c'è da dire. In esse c'è anche quel che anche ai più riottosi negazionisti e revisionisti servirebbe per partecipare al cambio di passo suscettibile di far ritrovare tutti nella nuova Italia, dischiusa dalla Liberazione.

Ci sono i volti del Capo dello Stato attuale, garanzia nel presente dell'intangibilità dell'ordinamento di libertà e di democrazia, e di uno dei suoi più rispettati ed amati predecessori.

Suggeriva uno sketch pubblicitario televisivo di qualche anno fa: “Silenzio, parla (e giù il nome di un pastificio)”.

In questa difficile ricorrenza della Liberazione suggeriamo “Silenzio, parla la Patria”. Con i suoi 75 anni, non sempre lineari e tranquilli.

Nei suoi ultimi istanti di vita un partigiano destinato al patibolo scrisse: “Possa il mio sangue servire per ricostruire l'unità italiana e riportare la nostra terra a essere onorata e stimata nel mondo intero”.

Tutti i caduti vanno rispettati e pianti. Ma c'era una parte che aveva ragione e una che aveva torto.

Vittorio Foa, che abbiamo avuto l'onore di incrociare nella comune militanza politica, fu illuminante nel fare terra bruciata attorno alle recriminazioni ed ai tentativi di negazionismo e di revisionismo.

Nel corso di una Tribuna Politica Rai, si rivolse garbatamente al contraddittore esponente del movimento missino: “Se avesse vinto lei io sarei ancora in prigione. Avendo vinto io, lei è senatore della Repubblica e parla qui con me”.

Da questa consapevolezza discende un monito fecondo all'unità ed al senso di condivisione, al di là delle dinamiche dialettiche, per imboccare uno sforzo coeso di ricostruzione.

Dall'archivio L'Eco Attualità

  martedì 9 marzo 2021

L'EcoRassegna della stampa correlata/9

Empasse della sinistra targata dem e rivitalizzazione del socialismo riformista 

  giovedì 3 dicembre 2015

Cities for Life. No alla pena di morte

Transitando ieri dalla Piazza Maggiore in ora di rientro inconsuetamente tarda per le mie abitudini, non mi è stato difficile notare un altrettanto inconsueto scenario: il Municipio illuminato (quasi) a giorno

  domenica 29 novembre 2020

Nel terzo Natale dell'Avanti!

Regala un abbonamento agli amici

  giovedì 18 gennaio 2018

Omaggio a Mons. Vincenzo Rini, di Agostino Melega

Enrico Vidali mi ha chiesto di aggiungere qualche considerazione alle belle parole di Giorgino Carnevali, pubblicate su Welfare Cremona, relative alla figura di don Vincenzo Rini nel ruolo di direttore del settimanale La Vita Cattolica, incarico che egli ha brillantemente esercitato per più di trentuno anni e che ha lasciato al termine dell’anno scorso

Rimani informato!