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GIU- LUG 2026
Roma 16 luglio ore 11:00 Centro Congressi "Roma Eventi-Piazza di Spagna" via Albert 5/A
“a cinquant'anni dal Midas”
In vista del Convegno del 16 luglio a Roma la Critica Sociale ha ospitato (e la nostra testata dettagliatamente ripreso) una serie di interventi utili all'analisi della svolta e alla soluzione del problema: dov'è e qual è oggi il riformismo socialista. Tra cui un articolo di Gianluigi Da Rold, uno di Ugo Finetti sul socialismo liberale e un saggio di Carmelo Conte sul municipalismo sociale. Altri ne seguiranno.
Il prossimo 16 luglio 2026 corrono cinquant'anni dalla svolta autonomista nella parabola confusa e discendente del PSI degli anni 70 di cui ha scritto Ugo Finetti in “Generazione del 56” ( https://bit.ly/ 4eSAp8Q) analizzando sia le ragioni profonde dell'elezione di Bettino Craxi alla segreteria, sia gli intrecci, le combinazioni, in alcuni casi gli errori di sottovalutazione della figura del giovane leader socialista milanese, sia la natura della svolta che quel passaggio ha impresso a tutto il futuro quadro politico italiano mettendo, in sostanza, un piede nella porta all'accordo DC PCI sul piano politico-parlamentare e sia, si vedrà negli anni successivi col referendum di san Valentino sulla scala mobile, anche un bastone tra le ruote nell'intesa FIAT-CGIL sull'ingessatura delle relazioni industriali, sulla dinamica della contrattazione e le conseguenze “automatiche” sull'inflazione. Finetti riprende in una metafora il vecchio adagio della congregazione Cistercense per il quale “quando il Convento è in crisi, si ritorna alla prima Regola dell'Ordine”. Ma lo riferisce al Macchiavelli e scrive: “Quasi seguendo il monito di Machiavelli che indicava come via d'uscita di fronte alle crisi il “ridursi in sul principio”, al Midas si dette vita a un rinnovamento come “ritorno alle origini”. L'attualità del Midas consiste infatti nel promuovere una svolta radicale non come “rottamazione”, ma sentendosi parte integrante di una “storia”: essere al tempo stesso eredi e pionieri”. Qual era “in sul principio” nella vicenda novecentesca del PSI? Lo spiega bene Filippo Turati rispondendo a Luigi Einaudi che aveva chiesto al vecchio leader di sostenere la sua proposta descritta in un lungo saggio sulla Critica, steso con Cabiati, “Contro i dazi interni al Paese tra nord e sud” la cui abolizione avrebbe risollevato l'agricoltura nel sud. Ma se gli industriali del nord si fossero sentiti danneggiati, un riequilibrio a loro favore si sarebbe trovato con una nuova politica commerciale estera rivolgendosi alla Russia e al Sudamerica, mercati immensi per la manifattura italiana. Turati tentò ma non ebbe successo e scrisse sempre su Critica a Einaudi: “Il Partito è cambiato (dopo il congresso del 1912 di Reggio Emilia con i massimalisti in maggioranza, ndr). Noi della Critica Sociale siamo indicati con disprezzo col nomignolo di riformisti. Ma è un nomignolo che ci teniamo addosso volentieri perché indica una posizione”. “In sul principio” a cui si riferisce Finetti è il Riformismo socialista. Che non nasce come corrente nel partito, ma dalla deriva del PSI con la progressiva marginalizzazione radice originaria. Esso si ritrova tutto “in sul principio” del socialismo italiano che si intreccia strettamente con le ragioni dell'eredità nazionale risorgimentale nel segno dell'unità sociale dopo l'unità politica. “Da Plebe a Popolo” è il suo programma.

Fino ad essere “geneticamente modificato” dai rivoluzionari filobolscevichi. Cambia non solo programma e metodo, ma persino struttura organizzativa e statuto, passando da un partito orizzontale e sostanzialmente federativo delle sezioni territoriali ad una piramide verticistica più adatta ad essere un macchina da guerra per la conquista violenta del potere. Scompare il principio di autogoverno nelle “conquiste dei lavoratori” che diventano obbiettivi centralizzati su cui organizzare le masse. A ben vedere la natura di classe delle origini (seppure elastica) lascia il passo al classismo organizzato in setta. Per Turati i congressi avrebbero dovuto essere “una gara di opere compiute e non battaglie di fazioni” e le “conquiste” opere, appunto, frutto dell'autogoverno popolare da portare nella democrazia parlamentare ad essere leggi di riforma, per consolidare i risultati e per porre le basi di ulteriori progressi. Ha vinto il settarismo di massa che si è diramato a sinistra come a destra ed è oggi nella competizione liberista che ha cancellato ogni residuo di individualità e ogni forma di cooperazione: tra lavoro e capitale, nella condivisione della ricchezza di cui vi è sufficiente abbondanza nel mondo e di cui è soggetto primo di autogoverno lo Stato. Ma non è mai stata elaborata una teoria dello Stato socialdemocratico basata sul riformismo socialista così come in origine. Non una ideologia ma un metodo nelle relazioni tra società e stato. La culla di questo “In sul principio” è la Critica Sociale, e il primo terreno della fioritura è il municipalismo. Col Midas si passa alla ricomposizione della “diaspora autonomista”. Ma la svolta successiva è quella del Congresso di Palermo del 1981 che porta anche al cambiamento del nome della stessa corrente “autonomista” in “riformista” recuperando quel “nomignolo dispregiativo” che tuttavia sin dall'inizio ha indicato “una posizione”. I neo riformismi, aggregati generici di progressismi senza una scopo chiaro, spesso sono in opposizione al riformismo socialista che non è solo "gradualismo", ma si definisce per la natura della sua fonte che è solo nel popolo. Il vero data center. E i riformisti-elités non lo rappresentano, sono "memorie ideologiche".
ASST CREMONA
SOSTEGNI PER LA DISABILITÀ E LA NON AUTOSUFFICIENZA
AL VIA LE DOMANDE PER ACCEDERE AI CONTRIBUTI REGIONALI
Contributi economici e interventi personalizzati per favorire la permanenza al domicilio e sostenere le famiglie nel percorso di assistenza.
Le domande possono essere presentate sino al 31 ottobre 2026.
Sono aperte le domande per accedere ai sostegni previsti dal Fondo per le Non Autosufficienze (FNA), il nuovo programma di Regione Lombardia che riunisce le precedenti Misure B1 e B2.
Con l'approvazione della DGR XII/6320 del 15 giugno 2026, Regione Lombardia ha definito la programmazione del Fondo per il triennio 2026-2028, confermando gli strumenti di sostegno destinati alle persone con disabilità e agli anziani non autosufficienti assistiti al proprio domicilio. L'obiettivo è favorire la permanenza nel proprio contesto di vita attraverso contributi economici e interventi personalizzati, a sostegno anche delle famiglie e dei caregiver.
Le domande possono essere presentate sino al 31 ottobre 2026.
CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA
Possono presentare domanda le persone con disabilità e gli anziani non autosufficienti residenti in Lombardia, assistiti al proprio domicilio e in possesso dei requisiti previsti dalla normativa regionale.
L'accesso ai sostegni è subordinato alla valutazione multidimensionale effettuata dai servizi competenti, che consente di definire il progetto individuale sulla base dei bisogni assistenziali rilevati.
LE MISURE PREVISTE
Il Fondo per le Non Autosufficienze si articola in tre tipologie di intervento:
· Misura Sostegno, con contributi economici mensili per favorire la permanenza al domicilio e sostenere il carico assistenziale della famiglia.
· Misura Servizi, con interventi sociali e sociosanitari personalizzati, definiti in base ai bisogni assistenziali rilevati.
· Pro.Vi. – Progetti di Vita Indipendente, rivolti alle persone con disabilità che desiderano realizzare un percorso di maggiore autonomia attraverso un progetto personalizzato.
EX MISURA B1 – DISABILITÀ GRAVISSIMA
COME PRESENTARE LA DOMANDA
Per chi è già beneficiario
Le persone già in carico nell'ambito della precedente Misura B1 non devono presentare una nuova domanda. Se permangono i requisiti previsti, la continuità delle prestazioni è garantita fino al 31 dicembre 2026.
Per chi presenta domanda per la prima volta
Le persone con disabilità con necessità di sostegno intensivo molto elevato e gli anziani non autosufficienti ad alto bisogno assistenziale che intendono accedere ai contributi per la prima volta devono presentare la domanda ai Servizi per la Domiciliarità dell'ASST di Cremona.
La modulistica, compilata e completa degli allegati richiesti, deve essere consegnata di persona, previo appuntamento telefonico.
Casa di Comunità Cremona
Via San Sebastiano, 14
Palazzina A, primo piano
Per appuntamento: 0372 408 827
Casa di Comunità Casalmaggiore
Piazza Garibaldi, 3
Primo piano
Per appuntamento: 0375 284 146
MISURA SERVIZI – DISABILITÀ GRAVE (EX MISURA B2)
COME PRESENTARE LA DOMANDA
Le persone con disabilità con necessità di sostegno intensivo elevato e gli anziani non autosufficienti a basso bisogno assistenziale possono rivolgersi ai Servizi sociali dell'Ambito territoriale di riferimento, che forniranno informazioni, supporto nella presentazione della domanda e accompagneranno il percorso di valutazione.
PROGETTI DI VITA INDIPENDENTE (PRO.VI.)
Le persone con disabilità che desiderano avviare un Progetto di Vita Indipendente (Pro.Vi.) possono rivolgersi ai Servizi sociali del Comune di residenza oppure ai Servizi sociali dell'Ambito territoriale di riferimento per ricevere informazioni e avviare il percorso di progettazione personalizzata.
PER MAGGIORI INFORMAZIONI
https://www.asst-cremona.it/fondi-non-autosufficienze-2026-2028
Cremona
curesociosanitarie.cremona@asst-cremona.it
Casalmaggiore
curesociosanitarie.casal@asst-cremona.it
PIZZIGHETTONE …la perla dell'Adda, della cultura, dell'arte, del patrimonio monumentale



NdR: Consentano i concittadini di uno dei borghi più belli del creato questa ndr della direzione della testata (ospitante). Che non vuole in alcun modo essere né una censura né una manomissione del comunicato stampo e del (bel) corredo iconografico. Il panel generale della manifestazione festosa è (come quasi sempre avviene, quando interviene il mai sufficientemente elogiato associazionismo volontario) congruo alla tradizione (che considera la festa di San Pietro un epicentro del “cartellone” annuale) e allo sforzo di motivare tenendo conto delle mutate aspettative del pubblico. In certo qual modo deluderà quelle dei babyboomers, il cui massimo era rappresentata dalla Piazza del Mercato (o di San Rocco, che dir si voglia), stracolmo di giostrine, calcinculo, autoscontro, tiro a segno, la locomitiva rotante a spinta e ovviamente (considerando i tempi pre “miracolo”) quel bendidio rappresentato dalle bancarelle di zucchero filato. Questo luna park di fine giugno rilocalizzava a favore del borgo della sponda destra (Gera) il rating attrattivo (curiosamente insieme, cinque mesi prima, ai Canti della Merla). Come è facile percepire dal “cartellone” annuale le due sagre persistono nell'aspettativa e nell'allestimento concreto, che è prerogativa dell'intenso lavoro del centro culturale comunale e delle associazioni culturali e tempoliberiste. Nel caso, il valoroso Cavallino Club. A quale, senza nessuna prosopopea o pretesa impositiva, chiediamo se sia strettamente necessario ricollocare nel "cartellone” la Notte dei fuochi. Obiezione accolta: la prerogativa appartiene al suo gruppo dirigenti e lo spettacolo pirotecnico è (a dispetto di tutte le controindicazioni) agognato dalla aspettative di una larga maggioranza della popolazione…o comunque dei potenziali partecipanti. Per di più c'è una correlazione scandita dalla storia. Le spectacles de feux d'artifice sono attribuiti alla cultura transalpina, molto influenzata dai desiderata dell'aristocrazia. Tra Pizzighettone e la tradizione francese, volenti o nolenti, c'è di mezzo quell'accadimento di 501 anni fa (la prigionia del Valois nel Torrione). Che, in qualche modo, ha ispirato una certa obliquità verso il modello transalpino. La cui haute couture spettacolare ha come elemento fisso il fuoco d'artificio. Del che si è avuto riprova a conclusione dei giochi olimpici parigini. In cui l'ultimo botto (contestatissimo) è stato lo spettacolo pirotecnico. Per farla breve (anche rinunciando al nostro latente francesismo) e, comunque dando per scontato il fondamento delle premesse ed in particolare al ruolo “trainante” della Notte dei fuochi, è lecito sollecitare se non un ripensamento (almeno per l'edizione del prossimo anno) attorno all'imprescindibilità di questa offerta…che non porta niente come “indotto” generale (se non qualche consumazione in più). Che, in ogni caso, non giustifica minimamente il rapporto costi-benefici di questa offerta spettacolare.
In primis per ragioni di sicurezza per gli umani. Ex aequo con l'imperatico del rispetto (non meno importante…anzi prevalente!) dell' “habitat” notturno di uno dei contesti ambientali ancora non compromessi. Fatto di elevata dotazione naturalistica e (si presume) faunistica. La cui cittadinanza avrà in connessione dello “spettacolo dei fuochi” un brutto risveglio e motivo di allarme.
Il tutto detto con rispetto e amicizia (e.v.)

In allegato, per opportuna conoscenza, convocazione e ordine di trattazione della Commissione consiliare Coesione Sociale e Sicurezza che si terrà mercoledì 1° luglio, alle ore 17, nella Sala dei Gruppi Consiliari "Mario Coppetti" (primo piano di Palazzo Comunale).
All'ordine del giorno è prevista la trattazione dei seguenti punti:
1) Visita presso l'Azienda Speciale Comunale per i Servizi alla Persona "Cremona Solidale";
2) approvazione verbale seduta precedente;
3) espressione di parere in merito alla proposta di deliberazione: “Rimodulazione rette per l'anno 2026 dell'Azienda Speciale Comunale per i Servizi alla Persona "Cremona Solidale" relativamente al servizio di gestione degli indumenti degli ospiti”;
4) presentazione delle principali risultanze della ricerca "Cremona Over 60: screening sull'autosufficienza per un invecchiamento sano e di qualità" e del progetto "Prossimità in Rete: modelli integrati per il benessere degli anziani" finanziato nell'ambito del Bando Cariplo Welfare in Ageing;
NdR: Consenta la governance municipale ( in particolare la sempre stimata Presidente della Commissione convocata, dottoressa Marenzi) questa che non vuole essere una intrusione in vicende politico-istituzionali, bensì una chiosa dettata dall'osservazione dei fatti e delle performances. L'”ageing” e ovviamente la sua gestione comunitaria costituisce un punctum dolens delle prestazioni pubbliche. E, soprattutto, della graduatoria delle priorità del welfare gestito dal pubblico. Diciamo questo a valere per tutto il cielo ed iniziando dal bacino delle consapevolezze e dei sentiments comunitari (figurarsi per le nomenklature, fortemente influenzate e in qualche modo ricattate dalle pulsioni sia della cultura woke sia di quella populistica). Per farla breve e volendo appellarci al gingle di qualche decennio addietro (“il vecchietto dove lo metto?”) la domanda non si pone neanche più come gingle. L'ordine è scandito da ben altre priorità: il compiacimento delle aliquote sociali stimate di potenziale “scambismo” (tra consenso e compiacimento di aspettaive frequentemente a basso tasso etico), la pressione della nuova cultura sociale allestita da molte ritracciature imposte da “conquiste civili” non sempre ben temperate sia nella testimonianza dialettica sia nell'impatto con il più vasto ed articolato factchecking. Nonché della metabolizzazione della spallata delle “nuove povertà”, vale a dire di quelle “importate”. E, diciamolo francamente, i portatori di ageingtude (ma guarda che bel neologismo!) non si presentano ai posti di partenza in forma smagliate come soggetti potenzialmente meritevoli di “scambismo”: hanno di fronte un residuo esistenziale breve breve, non “partecipano”, non protestano … Ce se ne occupa a minimo sindacale (modo di dire che in alcun modo non ha attinenza con il ruolo dei corspi intermedi, che da un po' di anni si occupano d'altro…come Propal, Referendum, Flotilla…).
Il “pubblico” ha smantellato, a colpi di spending review collaudato dai governi di csx o del Presidente, il Welfare, sanitario, ospedaliero, socioassistenziale. Insomma, per il trattamento ageing non solo c'è poco beef di risorse, ma, come nel caso delle fragilità cognitive, ci si trincea nel filibustering dell'evasione delle disposizioni di legge e si gioca a rimpiattino. Sperando che…Ora, tornando a bomba, diremo che dal punto di vista del trattamento delle fragilità (ingestibili a domicilio) il territorio è ben messo. Cremona in particolare. Ma anche il Territorio in cui operano RSA di notevole rango prestazionale. Il Capoluogo ha, qualche anno fa, avuto l'ottima idea di affidarsi ad un'Azienda Speciale, che decisamente ha fatto la differenza in termini di imprinting consolidato. Ma, per onestà, va aggiunto che anche le altre RSA “non pubbliche” stanno dimostrando, soprattutto grazie alla dedizione della dirigenza e degli operatori medici, paramedici, oss, una grande professionalità/dedizione (che è la chiave di performances chiaramente accettabili).
Il problema è rappresentato dalla condizione in house, delle migliaia di anziani infragiliti clinicamente e o addirittura gravati da serie patologie. Il cui trattamento è posto a carico di una medicina di base diventata evanescente, da una medicina “domiciliare” evocata più che praticata, da un generalizzato approccio da parte dei pubblici poteri di totale neghittosità nei confronti del complesso “contorno” della condizione di ultraottantenne, non tanto bene in salute se non addirittura compromesso, privo di risorse e, non raramente, privo di retroterra famigliare e preda delle vessazioni scandite dal venir meno degli standards di sicurezza e di accompagnamento civile (tra cui le forche caudine della “digitalizzazione”). Confidiamo nel buon esito dei lavori della Commissione. (e.v.)
Sinfonie di Fiume, venerdì 26 giugno l'evento al Parco Tognazzi
con “Magico Beru” e il Conservatorio Claudio Monteverdi
L'arte, la natura, la grande musica e l'incanto del teatro all'aperto si preparano a vivere un momento speciale con il prossimo appuntamento di Sinfonie di Fiume in programma venerdì 26 giugno dalle 17:30 alle 19:00. L'evento si terrà all'interno del Parco Tognazzi nel quartiere Po. L'iniziativa fa parte della rassegna Sinfonie di Fiume, il progetto cittadino nato per valorizzare i parchi urbani come luoghi di socialità, cultura e benesser. La partecipazione è libera e gratuita.
Al centro del pomeriggio ci sarà un nuovo e coinvolgente spettacolo guidato dal “Magico Beru”, arricchito per l'occasione dalla partecipazione del Conservatorio Claudio Monteverdi. Un'esperienza interattiva e sonora pensata per regalare un momento di festa a bambini, famiglie e residenti, coniugando il divertimento e la cultura con il rispetto per l'ambiente.
Le performance del “Magico Beru” fondono illusionismo e messaggi ecologici. Sarà un modo diverso per riflettere sulla sostenibilità e per celebrare la trasformazione delle aree verdi di Cremona in palcoscenici a cielo aperto, ascoltando i contributi musicali dei talenti del Conservatorio Claudio Monteverdi.
L'appuntamento segna la conclusione delle esibizioni di giugno del “Magico Beru” nei vari quartieri della città (i prossimi eventi sono in programma a settembre). Intanto sabato 4 luglio, alle 21:00, è in calendario” A riveder le stelle”, crociera serale sul fiume Po in collaborazione con River Cruises e con il gruppo astrofili cremonesi (programma e biglietti su www.cremonacrociere.com).
