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Chiuso il contenzioso SCRP 

Il commento della Comunità Socialista cremasca

  01/07/2022 — Di Redazione

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Forse un po' sacrificata dall'esposizione maggiore della cronaca del doppio appuntamento dei seggi per il rinnovo della consiliatura del Comune di Crema, la notizia dell'intervenuto atto transattivo che pone fine al contenzioso SCRP va assolutamente ripresa. Sia per il valore di un gesto, che pone fine ad una divergenza (definirla malmostosità sarebbe poco) e che quindi disinnesca anche sul versante numerario una piccola mina nei rapporti tra Consorzio e un congruo numero di Comuni e tra Comuni del Comprensorio Cremasco. Sia, perché tolta di mezzo questa latente complicazione, si potrebbe riavviare, anche per l'indotto della “scopa nuova che scopa meglio” del cambio al vertice del Comune major (che anche grazie alla caratterialità del suo archiviato conductor ha contribuito non poco alle contrapposizioni), è lecito attendersi il riavvio di una stagione serena e feconda nelle relazioni istituzionali del territorio (di quello comprensoriale e di quello provinciale). Sul portato politico di questo approdo, che toglie la castagna economica, è presto pronunciarsi. Non casualmente la Comunità Socialista Cremasca sempre attenta ai processi in corso e Virginio Venturelli esperto e acuto custode delle rimembranze e degli sviluppi, sospendono, pur consapevoli della fine del contenzioso, un giudizio sulle prospettive. Anche chi scrive non saprebbe, per quanto molto interessato sul versante della ripresa di uno scenario fisiologico nelle relazioni politico-istituzionali, valutarne la portata politica. A spanne, senza voler massimizzare i ruoli dei vincitori e dei vinti, una conclusione c'è stata. E non ci sembra esca bene la parte capitanata dalla Bonaldi & C. Adesso sarebbe importante armonizzare e convergere le linee guida del comprensorio. 

Un accordo economico, senza spessore politico 

Virginio Venturelli (Comunità Socialista cremasca)
Virginio Venturelli (Comunità Socialista cremasca)

L'accordo giudiziario trovato con gli otto comuni recedenti da SCRP, rappresenta certamente un fatto importante perché riavvia la procedura, già decisa dai sindaci, di chiudere la società, trasferendone le attività alla nuova partecipata Consorzio.it. La conciliazione, in sintesi, prevede il ritiro da parte di SCRP del ricorso contro il lodo arbitrale favorevole alle Amministrazioni comunali di Soncino, Casale Cremasco, Casaletto di Sopra, Palazzo Pignano, Romanengo, Salvirola, Trescore Cremasco, il pagamento ai Comuni citati delle competenze richieste (circa 3,6 milioni di Euro più interessi legali) contestualmente alla distribuzione dei dividendi disponibili (4.5 milioni di euro) a tutti gli altri soci della Società Cremasca Reti e Patrimonio, in liquidazione. I Comuni recedenti, infine, entreranno nella nuova società partecipata Consorzio.it, con un versamento complessivo di 500 mila euro, alla luce degli impegni progettuali prospettati negli ambiti della informatizzazione digitale, delle energie rinnovabili e del completamento della rete ciclabile territoriale. Vantare l'intesa raggiunta come una “una vittoria del territorio” francamente ci pare un po' eccessivo, perché lo strappo territoriale, ora ricomposto sul piano economico, non ha avuto origini solo egoistiche, ma anche di natura politico amministrativa. Un “successo per tutti” sarebbe solo se in contemporanea con l'approvazione delle liquidazioni richieste, con i Sindaci recedenti si fosse condiviso una rinnovata fiducia nella valenza territoriale dell'Area Omogenea, certamente bisognosa di migliorare la collegialità tra i sindaci nelle scelte sovraccomunali, di aumentare la propria credibilità nei confronti dei livelli istituzionali superiori, di rilanciare il principio solidaristico tra i Comuni, fortemente regredito in questi anni su diverse questioni territoriali, cosi come nella gestione dei patrimoni consortili, disinvoltamente dismessi o venduti, senza reinvestimenti di pari prospettiva. La Comunità socialista cremasca, si augura che la lacuna evidenziata, si colmi quanto prima, per rimettere in campo un Ambito unitario ed autorevole dei sindaci, protagonisti e non succubi, nella definizione degli indirizzi economici, sociali e sanitari, ambientali ed infrastrutturali influenti sulla nostra realtà. Un Organismo che punti a dotare il Cremasco di una aggiornata strategia generale da perseguire con costanza e determinazione, che anticipi e non riscopra le opportunità esistenti, solo all'atto delle penalizzazioni o delle spoliazioni dei presidi pubblici esistenti. Che dopo tante parole, per esempio, avvii lo studio di una ottimale articolazione e collaborazione tra i Comuni, nella gestione delle funzioni amministrative associate, prendendo spunto dalle formulazioni già contenute nei piani d'area individuati dal Piano territoriale della Provincia. Che oltre all'esercizio associato delle funzioni obbligatorie, punti altresì anche alla redazione di un PGT sovraccomunale pianificante le aree di interesse comprensoriale per la realizzazione di nuovi servizi, di opere stradali o ferroviarie, di altre espansioni edilizie, previo il recupero di quelle dismesse, con oneri e risorse distribuite equamente tra i comuni aderenti.

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