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40 anni fa Pertini a Cremona nel 2200° della fondazione della città

  24/09/2022

Di Redazione

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Vero che Sandro Pertini ha costituito, senza nessuna smagliatura, un evergreen nella focalizzazione del Pantheon delle grandi personalità della Patria e delle notevoli personalità del socialismo italiano.

Vero, altresì, che solo qualche anno fa ne avevamo ripercorso le tracce della testimonianza, come una dei massimi esponenti della ricostruzione del movimento socialista nel secondo dopoguerra.

Vi avevamo scritto molto e di più. Ma, a quarant'anni dalla sua visita a Cremona, che coinciderebbe col 2240° della fondazione, appare imperdibile l'occasione di ritualizzare il fecondo accadimento, che, a distanza di molti anni, dovrebbe restare in posizione centrale nell'archivio delle tappe storiche di Cremona.

Ci stupisce, forse come conseguenza del confronto tra l'impegno dell'inizio degli anni 80 del 900 a rievocare quella celebrazione (tanto caricata di significato, al punto da invitare a presiederla il Capo dello Stato) e la neghittosità successiva delle istituzioni, che sia finito tutto nel dimenticatoio.

Il detonatore della verve celebrativa fu innescato dalla rotondità (2200 anni) della scansione temporale, suscettibile di incardinare i natali di un insediamento, che, secondo la vulgata leggendaria, sarebbe stata fondato da Ercole. In realtà, Cremona, contestualmente alla gemella Piacenza, fu fondata durante il periodo repubblicano. Divenendo subito un vitale centro dell'area padana, anche come conseguenza della scelta strategica di farne un castrum avanzato in riva al Po, da opporre all'avanzata di Annibale dalla Spagna verso l'Italia.

Nel 1982 le due città, unite dalla stessa data di nascita ed accomunate praticamente dalla medesima cifra geo-strategica, decisero di celebrare l'anniversario, come si direbbe in pompa magna.

Sia pure di passaggio segnaleremo che i soli cugini della sponda destra si tanno ricordando dell'anniversario. Suppliremo noi, traendo dalle fonti del nostro archivio e non poco dalla nostra personale memoria.

La “sonnolenta città”, non raramente e non del tutto ingiustificatamente imputata di “ruminare”, non aveva perso di vista l'importanza ed il significato dell'anniversario e l'inderogabile dovere di celebrarlo.

Ci fu, fin dalle premesse, un afflato corale dell'istituzione comunale, dell'associazionismo culturale e categoriale, della città tutta per una risposta congrua. Non è qui il caso di una dettagliata descrizione. Ma si ricordano solo alcune iniziative di grande livello (Mostra delle monete romane; esposizione collezioni d'arte di Palazzo Comunale; esposizione degli strumenti ad arco; Congresso storico-archeologico). Donde sarebbero scaturite la consapevolezza del grande patrimonio artistico, monumentale e culturale della Città e, soprattutto, la determinazione di costruire su di esso la valorizzazione delle enormi potenzialità della città.

In quel settembre, tra l'altro baciato dalla benevolenza dei preposti alle fortune climatiche, Cremona, mettendo in mostra i gioielli di famiglia, assunse coscienza, anche grazie all'impulso del governo comunale e alla capacità di coinvolgimento di tutte le sensibilità e risorse comunitarie, di aggiungere un registro in più nel modo di essere attraente verso l'esterno e di incardinare un nuovo modo di interpretare la qualità della vita urbana.

L'arrivo dell'inquilino del Quirinale, per l'alone di celebrità catalizzatrice di identificazioni, nel tratto popolare e nei gesti informali, e di consensi che era cresciuto esponenzialmente (specie da quando quattro mesi prima, con la coppa dei mondiali di calcio in Spagna, era stato percepito come agente propiziatore) aveva catalizzato, fin dalle premesse e dall'annuncio, un moto spontaneo di orgoglio e di euforia.

Andrebbe, altresì, aggiunto che solo da poco tempo l'indotto della celebrità acquisito televisivamente era decollato, soprattutto grazie alle eccezionali risorse di quel portatore di profili virtuosi.

Avere il Presidente costituì da subito una circostanza eccezionale nella storia della città. L'ultima visita presidenziale era avvenuta ventidue anni prima, nell'autunno del 1960, con Giovanni Gronchi.

Che, eletto cinque anni prima alla Presidenza della Repubblica, aveva avuto più di un'avvisaglia del destino di dover iscrivere quel 1960 nell'elenco degli anni horribiles (il governo Tambroni che avrebbe nelle intenzioni dovuto aprire le prospettive della svolta a sinistra ed invece fu percepito come un tentativo autoritario e, soprattutto, i fatti di Reggio Emilia, Roma, Genova).

Nonostante questo potrà annoverare tra le circostanze benigne quella visita alla capitale del Po, iniziata dal ricevimento del sindaco socialista Feraboli e conclusa con l'inaugurazione della banchina portuale del lungo Po.

Ben diverse furono le premesse per l'approdo di Pertini, quel 24 settembre 1982.

Nella lettura dell'artefice di questa eccezionale opportunità l'evento avrebbe potuto inclinare anche nel senso di una capitalizzazione in senso politico.

Zaffanella, deputato per due legislature e Sindaco da due anni, ne avrebbe tratto insegnamenti di tipo binario: in direzione del supremo interesse della città e di uno stimolo per una rivitalizzazione del movimento socialista.

D'altro lato, il bilancio dell'evento, quale fu esposto in un articolo apparso nel dicembre successivo, non si presta ad equivoci (Anche se irripetibile sarà per Cremona è necessario non disarmare, creare nuove iniziative, affrontare con coraggio i nostri problemi (e non sono pochi né facili) per risolverli nel miglior modo. Questo è l'impegno che noi, noi socialisti soprattutto, dobbiamo assumere per il nuovo anno, traendo dalla visita del compagno Sandro lo stimolo e la fiducia per le nuove impegnative battaglie.)

D'altro lato, come censurare in diretta (allora) ed a posteriori (oggi) l'impulso dei socialisti cremonesi a mettere anche un piccolo sigillo su un evento così significativo…

Per gli annali, si rivela qui che, a cura dello scrivente, la macchina (socialista) dell'accoglienza si era incaricata di affiggere lungo i quattro punti cardinali del territorio 10.000 manifesti, recanti (in aggiunta alla litografia) “Benvenuto Sandro – I socialisti cremonesi”.

La stessa litografia in versione cartolina fu diffusa in città in migliaia di copie. (ne sono restati alcuni esemplari che omaggeremmo volentieri ad eventuali interessati).

Avendo voluto, poi, strafare il volto del Presidente, tracciato magistralmente dal bravo pittore cremonese Sergio Tarquinio, confluì su 100 copie numerate.

In realtà fu una festa molto partecipata. Sia per il senso civile che sottintendeva sia per le modalità assolutamente aperte verso i cittadini e le istituzioni locali.

A cominciare dal ricevimento nel Palazzo della Prefettura di tutti i Sindaci della Provincia, delle rappresentanze sociali, degli esponenti dei partiti politici. Tra cui il sottoscritto, al quale i lettori de L'Eco generosamente perdoneranno l'incoercibile impulso all'autocitazione fotografica.

Ma, insomma, si erano da poco compiuti trentasei anni, da due (e per altri cinque) si ricopriva l'incarico (all'epoca importante) di segretario provinciale dello stesso partito (cui era iscritto anche l'illustre ospite), a pieno titolo si apparteneva alla squadra che aveva propiziato la visita.

Tutte considerazioni, se non proprio esimenti almeno attenuanti del non trattenuto gesto esibizionistico.

Tra l'altro, ancora guardando l'immagine, pare di potere confermare nel ricordo l'impressione di istantanea benevolenza colta de visu nel Presidente, forse di compiacimento alla constatazione del ricambio generazionale avvenuto nel partito socialista cremonese.

Che dire poi del successivo percorso pedonale di raggiungimento di Palazzo Comunale?

Un bagno di folla; che si sarebbe ripetuto qualche ora dopo, quando il Presidente avrebbe partecipato in Cattedrale ad un apprezzato concerto.

Dal Portale storico della Presidenza della Repubblica

Visita ufficiale del Presidente della Repubblica alla città di Piacenza in occasione del 2200° anniversario della sua fondazione (23-24 settembre 1982)

Venerdì 24 settembre 1982

9,30

Il Presidente della Repubblica lascia in auto la Prefettura di Piacenza per recarsi a Cremona (corteo privato: alleg. «A»).

Allegato «A»: corteo privato

vettura del cerimoniale

Consigliere Militare Aggiunto di servizio, Comandante dei Corazzieri;

vettura presidenziale (*) (Alfa Romeo 2500 con scorta ridotta - nei percorsi urbani - di Corazzieri in motocicletta)

Presidente della Repubblica, Capo dell'Ufficio Cerimonie della Presidenza della Repubblica;

vettura di servizio dell'Ispettorato Generale di P.S. del Quirinale;

A) Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Consigliere per i problemi dell'ordine democratico e della sicurezza, Capo del Servizio Stampa del Quirinale.

(*) Nel percorso dall'Hotel Continental alla Prefettura di Cremona, nella vettura presidenziale prende posto il Prefetto di Cremona. Nel percorso da Cremona all'Aeroporto di Milano Linate, nella vettura presidenziale prende posto il Prefetto di Milano-Commissario del Governo nella Regione Lombardia.

10,10

Il corteo presidenziale giunge dinanzi alla Prefettura di Cremona. Disceso dalla vettura, il Capo dello Stato - accompagnato dal Consigliere Militare e dal Comandante della Regione Militare - passa in rassegna il reparto d'onore schierato con bandiera e musica. All'ingresso della Prefettura il Presidente della Repubblica viene ricevuto dai Rappresentanti del Senato, della Camera e della Corte costituzionale, dal Presidente della Giunta Regionale della Lombardia e dal Prefetto di Cremona.

10,15

In un Salotto della Prefettura, il Presidente della Repubblica incontra i Vescovi della Provincia, Successivamente, alla presenza dei Rappresentanti del Senato, della Camera, del Governo e della Corte costituzionale, dei Presidenti della Giunta e del Consiglio della Regione Lombardia, del Commissario del Governo nella Regione Lombardia e del Prefetto di Cremona, il Presidente della Repubblica riceve dapprima e separatamente: i Parlamentari della Provincia, il Sindaco con la Giunta, il Presidente ed il Procuratore Generale della Corte d'appello, il Comandante del Dipartimento Militare Marittimo, il Comandante della Regione Militare, il Presidente dell'Amministrazione Provinciale con la Giunta ed i Consiglieri Regionali della Provincia. Segue la presentazione delle altre Autorità e Rappresentanze.

10,55

Al termine, il Capo dello Stato - accompagnato dalle Autorità destinate a prendere posto nel corteo ufficiale - lascia a piedi la Prefettura per recarsi al Palazzo del Comune.

11,05

Il Presidente della Repubblica giunge al Municipio, dove viene accolto dal Vice Sindaco di Cremona. Il Capo dello Stato, accompagnato dal Segretario generale della Presidenza delle Repubblica e dal Sindaco di Cremona, sale quindi in ascensore al piano di rappresentanza e sosta brevemente nello Studio del Sindaco. Nel frattempo, le Autorità del corteo ufficiale, salendo lo Scalone d'Onore, si recano a prendere posto nella Sala del Consiglio Comunale.

11,10

Il Presidente della Repubblica fa ingresso, nella Sala del Consiglio e prende posto nella poltrona centrale della prima fila. Indirizzo di saluto del Sindaco di Cremona, On. Renzo Zaffanella. Al termine, il Presidente della Repubblica effettua una visita alla Sala dei Violini del Palazzo Comunale, illustrata dal Prof. Andrea Mosconi, Conservatore dei Beni Liutari di Cremona, e, successivamente, alla Mostra dei cimeli dei Fratelli Di Dio.

11,40

Il Capo dello Stato lascia in auto il Palazzo Comunale (corteo ufficiale: alleg. «B»).

Allegato «B»: corteo ufficiale

vettura del cerimoniale

Consigliere Militare Aggiunto di servizio, Comandante dei Corazzieri;

vettura presidenziale (Alfa Romeo 2500 scortata da Corazzieri in motocicletta)

Presidente della Repubblica, Sindaco di Cremona, Capo dell'Ufficio Cerimonie della Presidenza della Repubblica;

vettura di servizio dell'Ispettorato Generale di P.S. del Quirinale;

1) Rappresentante del Senato della Repubblica, Rappresentante della Camera dei deputati;

2) Rappresentante del Governo (*), Rappresentante della Corte costituzionale;

3) Presidente della Giunta Regionale;

4) Prefetto di Cremona;

A) Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Consigliere per i problemi dell'ordine democratico e della sicurezza, Capo del Servizio Stampa del Quirinale.

(*) Solo nella parte pomeridiana della visita.

11,50

Il corteo presidenziale giunge alla Fiera Internazionale del Bovino da latte. Disceso dalla vettura, il Presidente della Repubblica viene ricevuto dall'Assessore Regionale all'Agricoltura, dal Presidente e dal Segretario generale della Fiera ed accompagnato in visita all'esposizione. Al termine, il Capo dello Stato assiste ad una vendita all'asta di alcuni capi di bestiame, illustrata nelle sue varie fasi dall'Assessore Regionale all'Agricoltura, Comm. Ernesto Vercesi.

12,20

Il Presidente della Repubblica lascia in auto la Fiera per recarsi all'Hotel Continental di Cremona (corteo ufficiale: alleg. «B»).

12,30

Colazione ufficiale presso l'Hotel Continental.

14,00

Il Capo dello Stato lascia l'Hotel Continental per fare ritorno in Prefettura (corteo privato: alleg. «A»).

15,50

Il Capo dello Stato lascia la Prefettura per recarsi al porto interno (corteo ufficiale: alleg. «B»).

16,00

Il corteo presidenziale giunge al porto interno. Disceso dalla vettura, il Presidente della Repubblica viene ricevuto dall'Assessore Regionale ai Trasporti e dal Presidente dell'Ente Porto di Cremona ed accompagnato nell'area antistante gli uffici direzionali, da dove assiste all'ingresso nel porto di un convoglio di natanti provenienti dal fiume Po. Al termine, il Capo dello Stato lascia in auto il porto interno per recarsi alla Scuola Internazionale di Liuteria (corteo ufficiale: alleg. «B»).

16,20

Il corteo presidenziale giunge alla Scuola Internazionale di Liuteria. Disceso dalla vettura, il Presidente della Repubblica viene ricevuto dal Preside della Scuola e dal Presidente della Federazione di Musicologia Walter Stauffer ed accompagnato in visita ai laboratori dell'Istituto. Al termine, il Capo dello Stato incontra nell'Aula Magna gli studenti della scuola ed ascolta un breve indirizzo di saluto del Preside, Arch. Sergio Renzi.

16,35

Il Presidente della Repubblica lascia in auto la Scuola di Liuteria per recarsi al Duomo di Cremona (corteo ufficiale: alleg. «B»).

17,00

Il corteo presidenziale giunge al Duomo di Cremona. Disceso dalla vettura, il Capo dello Stato viene ricevuto all'ingresso dal Vescovo di Cremona ed accompagnato al posto a lui riservato. Concerto di musiche vivaldiane eseguite dall'Orchestra da Camera Italiana sotto la direzione del Maestro Salvatore Accardo.

18,10

Al termine e dopo aver preso congedo dalle Autorità presenti, il Presidente della Repubblica - accompagnato dal Consigliere Militare e dal Comandante della Regione Militare - passa in rassegna un reparto d'onore schierato con bandiera e musica nella piazza antistante il Duomo. Il Capo dello Stato lascia in auto Cremona per recarsi all'Aeroporto di Milano Linate (corteo privato: alleg. «A»).

20,00

Arrivo all'Aeroporto di Milano Linate. Decollo dell'aereo presidenziale.

21,00

L'aereo che reca a bordo il Presidente della Repubblica atterra all'Aeroporto di R?m? Ciampin?.

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