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Dossier Sanità lombarda

...di eccellenza, a 5 stelle (per i privilegiati) 

  25/01/2022

Di Redazione

Dossier+Sanit%c3%a0+lombarda

Mi fa piacere (sono ironica) leggere su un giornale un trafiletto che riferisce che in un padiglione dell'ospedale San Raffaele, c'è un appartamento di quasi 300 metri quadri (casa mia dove viviamo in 4 è un appartamento di 88 mq) riservato a pazienti come S. B. (da anni non lo cito per nome, ma come di "Colui Che Non Si Deve Nominare" tipo Voldemort nella saga di Harry Potter). 

Qui nell'ospedale di Cremona, pubblico, invece, hanno recentemente sloggiato dei medici dai loro studioli di pochi metri (stanzette di solito adiacenti l'una all'altra con un unico bagnetto in comune) per fare spazio non si sa bene a cosa, visto che riducono i posti letto come in Cardiologia, dimezzati da poco prima del Covid, costringendo i dottori a farli cambiare tutti in un unico spogliatoio condiviso... 

È anche vero che invece gli amministrativi si creano: cucine, palestre e camere riservate a loro piacimento con i soldi dei contribuenti, come nel caso degli ultimi direttori generali ASST Cremona. 

Ma si sa che la volontà regionale, confermata dall'ultima riforma della Moratti, privilegia sotto ogni aspetto il privato e che da decenni poi, chi dirige le strutture pubbliche sono uomini di partito... che altro aggiungere? Non ci resta che soffrire in silenzio e deglutire tanta bile "verde".

P. T. - Cremona, 24 gennaio 2022 

Caro direttore, mi astengo dal commentare il furbesco ricovero del Cavaliere al San Raffaele ancor prima di sciogliere la riserva, accolto come un Marajà   È un insulto a chi, pur nel suo piccolo, sta pagando fior di tasse per l'assistenza sanitaria. Assistenza che ormai si affida ad una lunga tempistica e al grande sacrificio di chi vi è preposto. Unisco al suo personaggio chi ne ha sostenuto la candidatura a futuro Premier. Un eclatante esempio di sporca politica a favore dei propri interessi personali e degli amici degli amici. Mi chiedo come si possa ancora accettare l'enorme disparità di trattamento nelle sedi nate per alleviare le sofferenze di chi già deve combattere con magri salari e le difficoltà di far studiare i figli. Vergogna cari signori vergogna, anche se mi auguro che la attuale situazione vi metta alle corde, in quanto non meritate nemmeno un briciolo di attenzione, ma bensì tante recriminazioni per un comportamento lesivo verso la democrazia in cui dovrebbe vivere la comunità del nostro Paese.

Clara Rossini - Cremona 24 gennaio 2022 

Quasi sicuramente le nostre lettrici si riferiscono al trafiletto, incuneato nel paginone dedicato all'intreccio di dinamiche politiche e criticità del Cav. (di Arcore), con cui si dà conto (forse per attenuare il senso di preoccupazione aleggiante nell'opinione pubblica sulla congruità della location di ricovero e sul target prestazionale clinico) di come “è stato sistemato” l'illustre paziente (al quale sinceramente auguriamo di sfangarla anche questa volta). 

La specifica di tale location (Padiglione Diamante del complesso S. Raffaele, riservato “ai pazienti solventi”): è la seguente: una camera privata di quasi 300 metri quadrati con 9 stanze e tre bagni. A parte la distonia delle 9 stanze e dei soli 3 bagni di decenza, balzano all'occhio alcune curiosità. Quella più facile è che il complesso Ospedaliero si trova a ridosso della Tangenziale milanese in via Olgettina, toponimo della definizione delle animatrici delle serate. 

Le altre osservazioni sono più, diciamo, puntute. 

Vero che, essendo un siffatto ricovero riservato ai “solventi”, andrebbe da sé che se uno paga è libero di accomodarsi dove vuole. E viceversa che il prestatore di tali privilegi è libero di occuparsi di chi vuole. 

Non possiamo, però, non alzare (e non timidamente) il ditino dell'eccezione circa l'assenza di senso di vergogna con cui si dispensa, senza alcun pudore, la notizia di un siffatto trattamento. 

Notizia che non può in alcun modo non correlarsi alla drammatica condizione in cui versa la sanità lombarda ed ai percorsi di guerra con cui i cittadini lombardi cercano di farsi assistere e salvarsi le terga, messe a repentaglio dal combinato delle conseguenze pandemiche e dell'arretramento prestazionale della sanità regionale. 

Ah certo, si devono ritracciare le priorità e di conseguenza ridurre o bloccare i ricoveri e i controlli clinici! Nelle strutture pubbliche. Mentre, ovviamente, sull'altare della libertà di scelta tra sanità pubblica e sanità privata, si consente alla sanità capitalista (che, come nel caso del S. Raffaele, è stata salvata coi soldi dei lombardi e continua ad emungere un flusso copioso di risorse dal convenzionamento) di dispensare qualità di cura e di location da “diamante”. 

Non è neanche il caso di infierire sul fatto che gli insolventi continuano ad avere assistenza di bassa qualità e a morire. E gli operatori sanitari ad ammazzarsi di fatica. 

Già, la retorica del combinato della misericordiosa chiesa milanese, della testimonianza illuministica dei Beccaria, dell'imprenditoria illuminata, del rampantismo imprenditoriale. Che sarebbero spiegazione della “eccellenza” del modello sanitario. Che nel migliore dei casi riguarda i Padiglioni Diamante. Sorprende che ci si faccia un'abitudine a queste discrepanze. (e.v.)

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