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Sempre a proposito del 'pacco' /22

  23/02/2024

Di Redazione

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La  parola ai lettori e ai rappresentanti istituzionali

Sabato mattina 24 febbraio al mercato di Cremona il "movimento", con un volantinaggio e con una raccolta firme, inviterà i cittadini a firmare la petizione contro la costruzione di un nuovo ospedale.

I sindacati e tutti i partiti di maggioranza e di opposizione in consiglio comunale  non hanno affrontato questo tema e non si sono mai preoccupati di informare e chiedere che cosa ognuno di noi  pensa in merito.

A supporto di questa iniziativa le alleghiamo una lettera che esprime tutto il nostro rammarico in quanto solo ora, in campagna elettorale, si parla di sanità, ma senza citare l'enorme macigno del nuovo ospedale che travolgerà qualsiasi riforma locale per mancanza di soldi, perchè saranno buttati per la costruzione faraonica e inutile di una astronave.

distinti saluti

PS alleghiamo anche i volantini che distribuiremo al mercato di CR e nelle settimane prossime anche nei mercati dei paesi della provincia.

Siamo alla riedizione di un topos dell'immaginario collettivo, quello della 'Bella addormentata e del bacio del Principe'. Non è però una fiaba, è la triste realtà del nostro territorio nel quale chi gestisce la cosa pub-blica, sindacati inclusi, ha orecchi e occhi chiusi al "grido di dolore" (per buttarci su una citazione storica) che sale dal basso e di cui un gruppo di cittadini costituitosi in Movimento si è fatto carico. E ora è arrivato il 'bacio del Principe', nelle vesti di una prosaica chiamata alle urne, a mettere in scena un tardivo e timidissi-mo risveglio.

Durante il lungo sonno solo il Movimento ha acceso un faro sul problema della Sanità cremonese, ha rotto il silenzio per dar voce al rassegnato, disperato disagio di una cittadinanza che ha pagato al covid uno dei pe-gni più alti al mondo e ha fatto quell'operazione di supplenza del dovere di ascolto e di informazione che compete alle autorità sanitarie e in specie a quelle di governo. Perché le autorità, mentre lasciavano senza risposta i bisogni di assistenza dei cittadini costretti a cercare altrove soluzioni ai loro problemi e a pagarsi di tasca propria le cure già pagate a titolo di SSN, covavano nell'ombra un progetto, fiore all'occhiello e ambi-zioso trofeo di una provincia minore col desiderio di salire all'onore della cronaca nazionale: un ospedale-Parco della Salute griffato sì, certo, ma da quell' architetto Cucinella che in realtà da allievo e collaboratore di Renzo Piano è convinto assertore della compatibilità ambientale degli edifici datati “pienamente recupe-rabili dal punto di vista dei consolidamenti strutturali e degli adeguamenti energetici capaci di ridurne i con-sumi del 70-80% ” e che scrive, a sostegno della tesi del recupero in edilizia, “Troppo debolmente ascoltata la voce di tante associazioni...da parte di un mondo che guarda anzitutto agli interessi economici, ahimè di pochi”(da “Il Giorno” 06/09/23 e ”Per il nuovo Rinascimento”).

Del resto che il progettato nuovo ospedale fosse solo un affaire per imprenditori e categorie economiche risulta dal fatto che a questi è stato presentato come se la salute non fosse, in quanto diritto costituzional-mente garantito, questione di primaria competenza dei cittadini.

Ben venga il timido risveglio e la discesa in piazza ora del PD, ma lo faccia per fare chiarezza, dichiarare le sue responsabilità e prendere le distanze dagli errori, l'errore di aver trattato i Cremonesi come sudditi sen-za diritto al coinvolgimento sulle decisioni che determineranno per decenni il loro futuro e le loro vite e l'errore di aver pensato che la cattiva gestione di una struttura importante e unica sul territorio provinciale come il Maggiore si possa cancellare con la demolizione e una nuova edificazione, il tutto pagato ancora una volta coi soldi dei cittadini. È un progetto ambizioso quello coltivato nell'ombra che costerà ancora anni e anni di mancata Sanità ai Cremonesi, quando ci sono avvisaglie da più parti annunciate (fonte OMS) di una nuova pandemia rispetto alla quale saremmo nella stessa identica situazione che ci ha trovato impreparati allo scoppio del covid-19.

Gli anni passati a progettare in silenzio un mega ospedale avveniristico dovevano essere dedicati a implementare la Sanità territoriale, a riqualificare il Maggiore anziché a ridurne i posti dai mille potenziali ai 470 oggi effettivi, a raccogliere l'appello del dottor Marini presidente ACOI che in pieno covid avvertiva "Nel post-covid l'assistenza ospedaliera va potenziata del 150%".

Sono questi gli errori che sono costati e costano vite e salute ai cittadini, considerato anche che viviamo in una terra pesantemente schiacciata da un inquinamento pervasivo e devastante cui questa Amministrazio-ne ha dato un contributo in negativo misurabile in cementificazioni su cementificazioni utili solo a fare cassa in termini di oneri di urbanizzazione e a favorire gli interessi delle categorie imprenditoriali di settore.

Lo stesso richiamo vale anche per i sindacati territoriali, sordi ai ripetuti appelli di un Movimento voce di migliaia di cittadini ma presenti al completo all' incontro del 14/02 con la giunta dell'Area Cremasca nata per gestire al meglio quel territorio anche in tema di Sanità.

Scotta così tanto il tema ospedale e Sanità cremo-nese da non poterne parlare?

Se Cisl e Uil restano belle addormentate, la CGIL (con prudenza!) manda avanti la Federazione pensionati in una cordata con Acli, Arci, Medicina Democratica a proporre in zona cesarini la poco convinta e convincente petizione “La Lombardia SiCura” che non ha il coraggio di mettere al primo posto quello che è il problema numero uno della Sanità locale e cioè il potenziamento dei servizi territoriali senza i quali non c'è Sanità per i cittadini.

Ma si è sempre a tempo per correggere il tiro, basta volerlo e fare i passi giusti. Perché Cremona e provincia hanno già un ospedale, si deve solo scegliere di farlo funzionare come non si è fatto sinora, tanto che nei 50 anni di vita del Maggiore non si è mai provveduto a lavarne le vetrate così che le rotaie a ciò deputate sono presto arrugginite e c'è voluto addirittura l'intervento (ott. 23) della Corte dei Conti perché si spendessero i 24 milioni giacenti mentre struttura e utenti venivano lasciati alla deriva. Brutto segno di pessima gestione questa trascuratezza configurabile anche come danno erariale se ora si dice "Non c'è rimedio, si proceda alla demolizione e si facciano nuovi muri ".

Come pensare che chi ha così mal gestito un ospedale che è un pezzo della migliore storia cremonese, perché finanziato dai generosi lasciti dei nostri concittadini nei secoli, si produca meglio nell'impegnativa e onerosa gestione del nuovo Parco della Salute su cui si è deciso di investire un “treno di soldi”? Che sono poi gli 'ultimi soldi' visto che mancano quelli necessari per attrezzare il territorio di strutture indispensabili, tanto che l'Italia ha chiesto (per ragioni di cassa) e ottenuto dalla CE di espungere 312 case di comunità, 74 ospedali di comunità, 120 Cot, 25 interventi di antisismica insieme a 1.803 posti letto di area critica dal fi-nanziamento PNRR e se l'assessore Bertolaso arriva a dichiarare (“Il Giorno“ 03/02/24) in fatto di case di comunità“ Noi non abbiamo soldi. Ci pensi il Comune”.

Ci pensi, il Comune di Cremona, ci pensi, chi si candida al nuovo mandato, non si butti l'ultimo “treno di soldi” al vento di un'ambizione che riempie le tasche dei soliti noti ma toglie diritti e vita a tutti perché se c'è una lezione certa che il covid ci lascia è che quando la Sanità non funziona per qualcuno non si salva nessuno.

Movimento per la riqualificazione dell'Ospedale di Cremona

No all'ospedale minore, sì alla riqualificazione dell'Ospedale Maggiore, il nostro ospedale

Ci sono quelli che si accorgono e manifestano oggi contro le liste d'attesa troppo lunghe

per prestazioni sanitarie, che si preoccupano dei turni estenuanti del personale,

che inorridiscono davanti alla tessera sanitaria a punti proposta da Fontana……..

SONO GLI STESSI CHE HANNO STRETTO LA MANO DI FONTANA E GIOITO PER IL NUOVO OSPEDALE…

Poi ci siamo noi:

IL MOVIMENTO PER LA RIQUALIFICAZIONE DELL'OSPEDALE DI CREMONA

quelli che sostengono che:

riqualificare si può anzi si deve se non si vogliono sprecare risorse pubbliche;

che riqualificare non riguarda solo i muri ma tutta l'organizzazione e la riduzione delle liste d'attesa, che abbattere il NOSTRO OSPEDALE e farne uno nuovo nasconde la politica del taglio dei posti letto.

FIRMA LA PETIZIONE UNISCITI A NOI

L'evento

Sabato 24 febbraio 2024, ore 9.30-12.30 zona adiacente al mercato, flash mob per raccolta adesioni al Movimento e illustrazione ai cittadini della testimonianza per la sanità pubblica.

Invitiamo i nostri lettori e i cittadini tutti a partecipare e ad aderire all'attività di cittadinanza attiva del Movimento

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