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Lettere all'ECO /77

  01/06/2026

Di Redazione

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Welfare

1/a)

Come vi ho scritto qualche giorno fa gli argomenti da segnalare sono decine e decine...

Prendendo spunto dalla cronaca cittadina/regionale abbiamo inviato alla Cgil una lettera che li esorta a considerare la sanità anche negli sprechi moto visibili e importanti, vedi nuovo ospedale di Cremona, ridotti o eliminati i quali ci sarebbe " ossigeno” anche per i settori sanitari in coma...

LETTERA APERTA ALLA CGIL, ALLE ASSOCIAZIONI PROMOTRICI DELLA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE E AI CITTADINI

La sanità pubblica si difende anche evitando sprechi miliardari. Abbiamo letto con interesse la notizia della mobilitazione promossa dalla CGIL e da numerose associazioni per sostenere due leggi di iniziativa popolare sulla sanità pubblica e sugli appalti. Condividiamo pienamente la necessità di rafforzare il sistema sanitario pubblico, ridurre le liste d'attesa e garantire un accesso realmente universale alle cure. Proprio per questo riteniamo doveroso porre una domanda pubblica ai promotori della mobilitazione e ai cittadini che si apprestano a firmare.

Se la sanità lombarda ha bisogno urgente di nuove risorse, non sarebbe necessario interrogarsi anche sui possibili enormi sprechi derivanti da alcune grandi operazioni edilizie sanitarie?

Il caso del nuovo ospedale di Cremona, a nostro avviso, è emblematico. Da tempo chiediamo che venga finalmente svolto un confronto tecnico, economico, sanitario ed energetico tra:

? il progetto di costruzione del nuovo ospedale;

? una riqualificazione radicale dell'attuale struttura ospedaliera.

Un confronto che, incredibilmente, non è mai stato realmente sviluppato in modo pubblico, trasparente e accessibile ai cittadini. Eppure le cifre in gioco sono enormi. Secondo le valutazioni che emergono dagli atti e dall'evoluzione del progetto, la differenza economica tra la costruzione del nuovo ospedale e una riqualificazione profonda dell'esistente potrebbe aggirarsi attorno ai 360 milioni di euro.

Per comprendere la dimensione della cifra basta confrontarla con quanto annunciato in questi giorni dalla Regione Lombardia:91 milioni di euro destinati in tutta la Regione all'abbattimento delle liste d'attesa.

In altre parole: la sola differenza economica ipotizzata tra le due opzioni per Cremona potrebbe valere quasi sei volte le risorse oggi stanziate dalla Regione per affrontare una delle più gravi emergenze della sanità lombarda.

Parliamo di risorse che potrebbero essere utilizzate per:

? assumere medici e infermieri;

? rafforzare i Pronto Soccorso;

? ridurre le liste d'attesa;

? sostenere la medicina territoriale;

? migliorare i servizi sanitari nei territori.

Desideriamo inoltre ricordare che la costruzione del nuovo ospedale non rappresenta oggi una scelta irreversibile. L'iter autorizzativo e procedurale del progetto sta attraversando una fase di forte rallentamento  e criticità. Inoltre una quota molto rilevante delle risorse necessarie per completare l'intera operazione non risulta ancora definitivamente finanziata, ma soltanto prevista o programmata. Questo significa che esiste ancora la possibilità concreta di fermarsi, confrontare seriamente le due alternative e verificare se una riqualificazione avanzata dell'attuale ospedale possa garantire risultati equivalenti sotto il profilo sanitario e tecnologico, evitando però un enorme consumo di denaro pubblico. Spesso si sostiene che i finanziamenti pubblici non possano essere spostati da un capitolo di spesa a un altro.

Ma nel caso del nuovo ospedale di Cremona una parte consistente delle somme necessarie non è ancora stata definitivamente deliberata. È quindi legittimo chiedersi se tali risorse possano essere destinate ad altre priorità della sanità lombarda e nazionale.

Per questo rivolgiamo un appello alla CGIL, alle associazioni promotrici della raccolta firme e ai cittadini. Difendere la sanità pubblica non significa soltanto chiedere nuove risorse. Significa anche pretendere che quelle disponibili vengano utilizzate nel modo più razionale, efficace e sostenibile possibile. Prima di impegnare centinaia di milioni in nuove costruzioni, crediamo sia doveroso verificare se esistano alternative meno costose e ugualmente valide. Perché ogni euro risparmiato da investimenti non indispensabili può trasformarsi in cure, personale sanitario, servizi e tempi d'attesa più brevi per tutti.

Movimento per la Riqualificazione dell'Ospedale di Cremona 28/05/2026

1/b)

GIORNATA NAZIONALE DEL SOLLIEVO

IL DOLORE CRONICO E LA POSSIBILITÀ DI TORNARE VIVERE

La storia di Gian Mario, il senso della cura e l'incontro con l'équipe di Terapia del Dolore dell'ASST di Cremona. «Il dolore ti mangia. Se perdi il sorriso

hai perso la battaglia», racconta.  

Per chi non lo vive è difficile immaginarlo. Il dolore cronico non si vede, ma accompagna ogni gesto della giornata, condiziona il lavoro, il riposo, le relazioni e perfino l'umore. Lo racconta Gian Mario, 50 anni, sposato e padre di una figlia, che da anni affronta una forma di dolore neuropatico. La sua testimonianza apre il racconto che l'ASST di Cremona dedica alla Giornata Nazionale del Sollievo, che si celebra il 30 maggio, per ricordare che dietro ogni dolore c'è una persona e che nessuno dovrebbe affrontarlo da solo.  

Per Gian Mario tutto inizia con un problema alla schiena. Dopo diversi interventi chirurgici viene individuato un neuroma benigno che coinvolge un nervo della gamba. Gli interventi consentono di preservare la funzionalità dell'arto, ma lasciano in eredità un dolore neuropatico severo e persistente.

 IL «PESO» DEL DOLORE CRONICO

Il dolore cronico non colpisce soltanto il corpo, «È come avere delle api attaccate al piede, oppure un mal di denti continuo nella gamba», racconta Gian Mario: «Ci sono momenti in cui il dolore arriva all'improvviso e ti travolge. Non ti lascia dormire, non ti fa stare fermo, ti impedisce di pensare. La cosa più difficile è accettare che non sei più quello di prima. Quando hai sempre lavorato, ti sei occupato della casa, della famiglia, e all'improvviso devi imparare a chiedere aiuto, a delegare, a dipendere dagli altri, non è facile. All'inizio mi sentivo quasi un peso».  

Accanto a lui, però, c'è sempre stata la famiglia. E soprattutto l'incontro con l'équipe della Terapia del Dolore. «Quando soffri tutto il giorno rischi di andare nel panico. Avere qualcuno che ti ascolta e ti prende per mano cambia tutto. Sapere di non essere solo è già una cura».

SE CHIEDI AIUTO, SEI A METÀ STRADA

Negli anni Gian Mario ha seguito diversi percorsi terapeutici, dalla neuromodulazione con elettrostimolatore impiantato fino alle più recenti procedure di crioterapia sul nervo responsabile del dolore. Trattamenti personalizzati che hanno consentito di migliorare la qualità della sua vita. Oggi continua a lavorare, seppur con modalità diverse rispetto al passato. «Non puoi alzarti ogni mattina arrabbiato. Devi trovare un motivo per andare avanti. Se chiedi aiuto e trovi le persone giuste, hai già fatto metà del percorso. L'altra metà la devi fare tu con la testa».

 

L'EPIDEMIA SILENZIOSA

Il dolore cronico rappresenta una delle principali sfide sanitarie dei Paesi occidentali. Secondo le più recenti stime, interessa circa 10 milioni di persone in Italia e viene spesso definito un'“epidemia silenziosa” perché, pur incidendo profondamente sulla vita delle persone, rimane spesso invisibile agli occhi degli altri.  

«Il dolore nasce come un sintomo utile, un segnale che protegge il nostro organismo», spiega Alessio Faliva, direttore della SC Cure Palliative e Terapia del Dolore dell'ASST di Cremona. «Quando però diventa cronico perde questa funzione e si trasforma in una vera e propria malattia. Si insinua nella quotidianità, altera il sonno, l'umore, le relazioni sociali e familiari. Molte persone si sentono incomprese perché il dolore non si vede».

Per questo la presa in carico non riguarda soltanto l'aspetto clinico. «Sollievo significa sentirsi ascoltati, compresi, accompagnati. Significa sapere che qualcuno si prende cura di te nella tua globalità.  

Le terapie sono fondamentali, ma altrettanto importante è costruire una relazione di fiducia che permetta alla persona di non sentirsi sola. Prendersi cura significa capire di cosa una persona ha davvero bisogno per stare meglio», conclude Faliva. «Il nostro obiettivo non è soltanto ridurre il dolore, ma restituire qualità di vita, autonomia e dignità alle persone che si affidano a noi». Perché il sollievo non è soltanto assenza di dolore. È la possibilità di tornare a vivere.

UN'EQUIPE DIFFUSA SUL TERRITORIO

L'équipe della Terapia del Dolore dell'ASST di Cremona è composta da medici, infermieri e psicologi che lavorano insieme per offrire percorsi personalizzati ai pazienti interessati dal dolore cronico. L'attività si svolge all'Ospedale di Cremona, all'Ospedale Oglio Po e nelle Case di Comunità del territorio.  

Ogni anno vengono effettuate migliaia di prestazioni tra visite specialistiche, controlli, infiltrazioni, procedure avanzate di neuromodulazione e ricoveri dedicati. Accanto all'attività clinica, l'équipe garantisce supporto psicologico e percorsi di accompagnamento rivolti sia ai pazienti sia alle famiglie.

VACCINAZIONE ANTI HPV OPEN DAY AD ACCESSO LIBERO PER RAGAZZI E RAGAZZE NATI DAL 2011 AL 2013 Un'occasione per proteggersi dal Papillomavirus umano e dalle malattie correlate.

Venerdì 5 giugno 2026 al Centro HUB Vaccinale di via Dante.

 

un Open Day dedicato alla vaccinazione contro il Papillomavirus (HPV) rivolto a ragazze e ragazzi nati negli anni 2011, 2012 e 2013 che non hanno ancora ricevuto la vaccinazione. L'iniziativa si svolgerà al Centro HUB Vaccinale di Cremona (via Dante 134, piano terra) con accesso libero, senza prenotazione, dalle ore 8.30 alle 12.30 e dalle ore 13.30 alle 16.30. La vaccinazione anti HPV rappresenta uno strumento di prevenzione efficace contro diverse patologie correlate all'infezione da Papillomavirus umano, tra cui il tumore della cervice uterina e altre forme tumorali che possono interessare sia le donne sia gli uomini.  

L'Open Day offre ai ragazzi e alle ragazze che non hanno ancora aderito alla campagna vaccinale la possibilità di recuperare la vaccinazione in modo semplice e gratuito.

 DOVE E QUANDO

Centro HUB Vaccinale Via Dante 134 Venerdì 5 giugno 2026

dalle 8.30 alle 12.3 e  dalle 13.30 alle 16.30 Accesso libero per ragazze e ragazzi nati negli anni 2011, 2012 e 2013 non ancora vaccinati contro l'HPV

Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla

SCLEROSI MULTIPLA, LA DIAGNOSI È SOLO IL PRIMO PASSO

 

Ricevere una diagnosi di sclerosi multipla significa iniziare un percorso che va oltre le cure. All'ASST di Cremona neurologi, neuroradiologi, fisiatri, psicologi e Centro Vaccinale lavorano insieme per accompagnare ogni persona nelle diverse fasi della malattia.

 

Un sintomo improvviso. La vista che si offusca. Un formicolio che non passa. Una mano che perde forza. Per molte persone con sclerosi multipla il percorso verso la diagnosi inizia così, con segnali inattesi che irrompono nella quotidianità e aprono interrogativi, paure e incertezze.  

Il tema scelto dalla Federazione Internazionale della Sclerosi Multipla per il triennio 2024-2026, “My MS Diagnosis”, richiama l'attenzione sull'importanza di riconoscere la malattia in tempi rapidi e di accompagnare la persona lungo il percorso di cura. È l'approccio adottato anche dall'ASST di Cremona, dove la diagnosi rappresenta il punto di partenza di una presa in carico multidisciplinare.  

L'ambulatorio dedicato alla Sclerosi Multipla, in capo alla Neurologia dell'Ospedale di Cremona diretta da Stefano Gipponi, segue oggi circa 360 pazienti, di cui 183 in terapia specifica.

 

UN PERCORSO CHE FA SQUADRA ATTORNO AL PAZIENTE

L'ambulatorio segue persone con sclerosi multipla e altre malattie demielinizzanti del sistema nervoso centrale, patologie complesse che possono influire sul movimento, sulla sensibilità, sulle funzioni cognitive e, più in generale, sulla qualità della vita. Nello specifico «La sclerosi multipla richiede il coinvolgimento di professionalità diverse», spiega Elisa Pari, neurologa referente dell'ambulatorio SM. «Per questo abbiamo costruito un percorso che accompagna il paziente dalla diagnosi al follow-up, integrando esami, terapie e competenze specialistiche in base ai bisogni di ciascuna persona».

DOPO LA DIAGNOSI, INSIEME AI PROFESSIONISTI

Tra gli elementi che caratterizzano il percorso di presa in carico c'è il collegamento diretto con la Neuroradiologia, che consente di programmare e monitorare in modo coordinato gli esami necessari al follow-up. A questo si affiancano i percorsi dedicati di Fisiatria e il supporto del Centro Vaccinale, servizi che accompagnano il paziente nelle diverse fasi della malattia.  

«Uno dei punti di forza del nostro centro è proprio il rapporto consolidato con la Neuroradiologia», spiega Pari. «Riusciamo a programmare direttamente le risonanze magnetiche necessarie per il follow-up dei pazienti. Questo permette di eseguire gli esami sempre nello stesso centro, con le stesse caratteristiche tecniche e sulla stessa apparecchiatura, garantendo una maggiore uniformità nella valutazione clinica e sollevando i pazienti dalla necessità di cercare autonomamente sedi e appuntamenti».  

Un ruolo importante è svolto anche dalla Fisiatria. «Abbiamo creato posti dedicati che consentono ai pazienti di essere presi in carico rapidamente dai colleghi fisiatri e di avviare percorsi personalizzati di fisioterapia, una componente fondamentale nella gestione della malattia e nel mantenimento dell'autonomia».  

Particolare attenzione è riservata inoltre alla prevenzione delle infezioni. Molte delle terapie utilizzate per la sclerosi multipla agiscono infatti sul sistema immunitario e richiedono una programmazione accurata delle vaccinazioni. «Grazie al percorso attivato con il Centro Vaccinale riusciamo a garantire appuntamenti e tempistiche compatibili con l'avvio delle cure», sottolinea Pari. «Si tratta di un aspetto fondamentale, perché alcune vaccinazioni devono essere effettuate prima dell'inizio delle terapie per garantire la massima protezione e sicurezza ai pazienti».

IL VALORE DEL SUPPORTO PSICOLOGICO

La presa in carico non si limita però agli aspetti clinici. La diagnosi di sclerosi multipla arriva spesso in giovane età, tra i 20 e i 40 anni, in una fase della vita caratterizzata da progetti familiari, studio e lavoro. Per questo il centro offre un supporto psicologico dedicato dall'inizio. «Oggi possiamo proporre a tutti i nuovi pazienti un percorso strutturato con la psicologa del centro. – aggiunge Pari. È una possibilità molto apprezzata, perché aiuta ad affrontare una fase delicata e a trovare strumenti utili per convivere con la malattia».  

Accanto ai neurologi operano infermieri, psicologa e neuropsicologa, che segue i pazienti nel monitoraggio delle funzioni cognitive attraverso valutazioni periodiche. Un lavoro d'équipe che consente di osservare la persona nella sua globalità e di intervenire precocemente quando emergono nuovi bisogni.

LA SVOLTA DELLE TERAPIE

«Negli ultimi anni abbiamo assistito a progressi straordinari nelle terapie», evidenzia Gipponi, direttore della Neurologia dell'ASST di Cremona. «Oggi una diagnosi precoce e una presa in carico specialistica consentono di controllare sempre meglio la malattia e di preservare nel tempo qualità di vita, autonomia e partecipazione alle attività quotidiane. Per questo è importante trovare sul territorio professionisti dedicati e percorsi di cura strutturati».  

L'ambulatorio di Sclerosi Multipla è composto da Elisa Pari e Marco Cesare Angeli, neurologi, Iuliana Maftei, infermiera, Sara Subacchi, neuropsicologa, Alessandra Martelli, psicologa, e Concetta Loredana Surdo, coordinatrice infermieristica della UO Neurologia.

IO NON FUMO, RESPIRO»

Consulenze, informazioni e orientamento per smettere di fumare. Accesso libero nel Cortile Federico II di Cremona.

 In occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l'ASST di Cremona ricorda l'appuntamento in programma domani, sabato 30 maggio 2026, dalle 9 alle 13, nel Cortile Federico II di Cremona.

 L'iniziativa, aperta a tutta la cittadinanza e ad accesso libero, offrirà la possibilità di confrontarsi direttamente con specialisti e operatori sanitari sui rischi legati al fumo tradizionale, alle sigarette elettroniche, al tabacco riscaldato e ad altri prodotti contenenti nicotina.

 Durante la mattinata saranno disponibili consulenze e counseling motivazionale, informazioni sui percorsi per smettere di fumare, test per la valutazione della dipendenza da nicotina, approfondimenti sulla prevenzione vaccinale e materiale informativo dedicato all'attività fisica adattata e ai gruppi di cammino.

 L'iniziativa è realizzata con il sostegno di Regione Lombardia, in collaborazione con ATS Val Padana e Comune di Cremona, grazie al coinvolgimento della Pneumologia, del Servizio Dipendenze, del Dipartimento Funzionale di Prevenzione e della SC Vaccinazioni e Sorveglianza Malattie Infettive dell'ASST di Cremona.

Cortile Federico II – Cremona Sabato 30 maggio 2026
Dalle 9 alle 13 Accesso libero Per informazioni: urp@asst-cremona.it

CHIOSA EDITORIALE:

Quanto a 1/a Avevamo spedito ad un limitata chat list (di corrispondenti costanti e selezionati) un estratto giurisprjdenziale che, sulla presa in carico delle fragilità neurocognitive, dovrebbe fare sfracelli. Ovviamente se ci fosse una sinistra sociale e politica minimamente interessata ad occuparsi degli "ultimi". Il lavoro del Movimento è importantissimo. Ma adesso occorre allargare il visus per installare un "tavolo" di lotta per il diritto al socio sanitario. Nel frattempo su alcune testate giornalistiche (dei “grandi”), che a dire il vero, come il Corsera, non hanno mai mollato la presa sul dossier del Welfare svuotato, sono scese in campo importanti denunce. Che attengono più che il diritto negato vere e proprie violazioni di legge. Come l'artificiosa separazione tra assistenza medica degenziale e degenza alberghiera. Come se fosse seriamente ipotizzabile un artificioso distinguo che vellica, a carico della medesima degenza, tra diritto ad essere curato per non morire e privilegio del recupero cognitivo, della dignità assistenziale. Il tutto, ovviamente, parte dal preciso intento del Welfare di scaricare sull'assistito e sulla sua famiglia almeno una parte cospicua del trattamento. Molte famiglie non ce la fanno: a sostenere né questo onere rapina né l'accudimento in house. Un importante pronunciamento di un organo giurisdizionale (la Corte dei Conti!!!) ha recentemente stabilito (anzi, ribadito!) l'irregolarità dell'addebito della quota “alberghiera della degenza” (come si trattasse, non già di malattie invalidanti, ma un week fuori porta). Sul punto, considerando che negli ultimi giorni alcuni importanti “sonnambuli” della sfera della sinistra sociale “si sono, come il Marchese del Grillo”, svegliati”, facciamo voto che la resipiscenza non sia motivata solo dalla sollecitudine di non sparire dalla scena.

Quanto a 1/b Non sarà sfuggito il fatto che con questo editing abbiamo completamente assolto (in contrasto con la nostra sollecitudine a diventare, come molte altre testate, “la voce del padrone”) alla funzione di divulgazione di notizie, pervenute dall'Ufficio Stampa dell'ASST, che riguardano l'accesso ai servizi e l'educazione sanitaria. Difficile tenere sotto controllo la fregola comunicativa del predetto servizio. Che oggi si è diffuso nell'annuncio del cambio di gestione dei bar ricadenti nella giurisdizione Asst.

2)

Termina Da 0 a 1000: un quaderno per raccontare tre anni di innovazione e rete per la prima infanzia

Il volume, in distribuzione a Cremona, Brescia e Mantova, raccoglie numeri, storie e buone prassi per contrastare la povertà educativa nei bimbi 0/3 anni e famiglie

Con la pubblicazione e la distribuzione del Quaderno "Da 0 a 1000" si conclude ufficialmente l'omonimo progetto pilota dedicato alla prima infanzia. Il volume è in fase di consegna a professionisti del settore e ai sistemi dell'infanzia dei tre territori coinvolti: Cremona, Brescia e Mantova. Non si tratta solo di un bilancio di fine percorso, ma di un vero e proprio patrimonio di strumenti e buone prassi lasciato in eredità alle comunità.

Selezionato nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile attraverso il bando "Comincio da Zero" di Impresa sociale Con i Bambini, il progetto "Da 0 a 1000" ha operato per 36 mesi stringendo un'alleanza tra 36 partner in 9 ambiti territoriali. L'impatto sul territorio è stato straordinario, intercettando un bacino potenziale di 25.385 minori tra gli 0 e i 3 anni e registrando un incremento del +50% nell'accesso ai servizi da parte delle famiglie in situazione di povertà educativa.

Tra le principali azioni realizzate nei tre anni di attività si segnalano:

  • L'ampliamento dei posti e della turnistica oraria nei nidi (come nel caso dei nidi aziendali sanitari a Brescia, sul Garda e in Valle Trompia) per favorire la conciliazione vita-lavoro.
  • Il rafforzamento di consultori e centri famiglia tramite équipe multidisciplinari e il potenziamento del sostegno educativo e ostetrico direttamente a domicilio.
  • Lo sviluppo o l'incremento di modelli legati all'outdoor education (ad esempio, il modello "In&Out" nel mantovano).
  • L'attivazione di laboratori per genitori-figli e l'apertura di una rete di "Baby Pit Stop", intesi come spazi protetti per l'allattamento e l'informazione.

Il Quaderno raccoglie innanzitutto la voce degli enti che sono stati protagonisti del progetto: il capofila Cosper, Impresa Sociale Con i bambini, Regione Lombardia, Fondazione comunitaria della Provincia di Cremona, Azienda sociale del cremonese, Asst Garda, Comune di Volta Mantovana (Mn) e cooperativa Igea. Poi, spazio al racconto vivo delle esperienze sul campo tra nidi flessibili, laboratori integrati, percorsi nella natura e reti di supporto alle neomamme. In conclusione, un focus sul tema della genitorialità in terra di migrazione, i numeri in sintesi e le direzioni, un contributo sulle prospettive firmato dalla Cabina di regia costituita da Cosper, Archè, Elefanti volanti e Igea.

La conclusione del progetto “Da 0 a 1000” non interrompe la mission e lo spirito di cooperazione di questi tre anni "Guardando al futuro - scrive la Cabina di Regia, coordinata dalla Referente Infanzia della Cooperativa Cosper Elisabetta Pini - la sfida sarà mantenere viva questa alleanza, rendendo stabile ciò che è nato come sperimentazione: una comunità educante capace di dialogare, condividere strumenti e progettare risposte integrate ai bisogni delle famiglie. I servizi 0-3 anni, gli ambiti sociali, la sanità e le cooperative hanno imparato a riconoscersi come parti di un unico sistema di cura e di opportunità. “Da 0 a 1000” lascia in eredità un metodo e una visione: crescere bambini significa costruire comunità." Greta Filippini Giornalista professionista T. +39 340 2541822 E. info@tracestudio.net

3)

La legge elettorale non è una legge ordinaria come le altre, perché incide direttamente sul rapporto tra corpo elettorale e Parlamento, sull'eguaglianza del voto e sull'equilibrio complessivo della forma di governo.

Ora, la maggioranza di governo propone una nuova legge elettorale che non è conciliabile con i principi della Costituzione e della democrazia rappresentativa.

E' grave il fatto che ancora una volta si vogliano modificare le regole elettorali quasi alla vigilia del voto e che, dopo la straordinaria partecipazione al referendum, si voglia costruire un sistema elettorale che rischia di accrescere l'astensionismo, con meccanismi quali le liste bloccate e un premio di maggioranza abnorme.

La proposta di legge elettorale prevede infatti un premio di maggioranza enorme (70 parlamentari in più alla Camera e 35 al Senato per chi raggiunge il 40 % dei consensi). Ciò porterebbe la coalizione vincente vicino al 60 % dei seggi, percentuale necessaria per eleggere da soli Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale ed altre cariche importanti per cui la Costituzione prevede una “maggioranza di garanzia”.

La proposta prevede inoltre un sistema basato unicamente su liste bloccate e che consente pluricandidature (fino a 5 collegi), accentuando così i difetti dell'attuale sistema, che già affida la selezione dei parlamentari a liste bloccate e quindi alla sola decisione dei vertici dei partiti.

La proposta prevede infine l'indicazione preventiva del candidato alla Presidenza del Consiglio, il che contrasta con i principi che reggono nel nostro ordinamento la nomina del governo, dipendente dagli equilibri parlamentari oltre che dall'esercizio delle prerogative del Presidente della Repubblica.

Dalla combinazione di questi fattori scaturisce un “premierato di fatto”, prospettiva che dopo il risultato referendario sembrava ormai abbandonata. Per queste ragioni riteniamo che la proposta di legge elettorale all'esame della Camera dei Deputati sia gravemente lesiva dei valori costituzionali, aggravi il distacco tra cittadini ed istituzioni ed accentui la crisi della democrazia.

Come abbiamo fatto per la campagna referendaria, chiamiamo tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nostra democrazia costituzionale ed antifascista all'impegno ed alla partecipazione.

4) punture di spillo qualcosa di più sulle sponde dell'Adda  del prestigioso Borgo

Nei giorni scorsi è deflagrato, in tutta la sua giustificata potenzialità in capo ad un dossier noto a tutti da tempo, uno scontro che non è solo “istituzionale”, ma è soprattutto di postura “civile”.

Che è in atto da tempo, dimostrando l'assoluta impermeabilità della governance comunale a qualsiasi elementare “galateo” istituzionale e civile”. Sull'argomento si sono diffuse, prima di noi, altre testate, che Lo ‘scontro' tra Gruppo volontari mura e Pizzighettone Fiere dell'Adda, “con i primi che hanno annullato un evento previsto a causa del canone d'affitto sull'uso delle casematte richiesto dai secondi, rischia di diventare anche caso politico”. Più che imbarazzante questo “scontro” mette in evidenza un aspetto preliminare che riguarda questioni istituzionali. “Una società di diritto privato (“Pizzighettone Fiere dell'Adda S.R.L.”) e un'organizzazione di volontariato / associazione del Terzo Settore, (“Gruppo Volontari Mura”). Tutte e due convenzionate col Comune. Se fatta bene, quella sottoscritta da “Fiere dell'Adda” dovrebbe contenere clausole sulla collaborazione istituzionale e gratuità degli spazi per eventi di interesse turistico. Se fatta bene…”. Così argomenta, da Bruxelles, Alberto Piazzi.

Di nostro vorremmo (facendo una scommessa impegnativa di non andare oltre…) esternare quanto segue.

Con una ineludibile chiosa ed un convinto messaggio di totale sostegno al Barilli presidente del GVM, di cui, insieme a Pro Loco, mi onoro essere da anni socio.

1) Si deve, senza se e senza ma, all'idealismo e all'attaccamento a Pizzighettone, dimostrato dal GvM, dal suo presidente Barili, da tutti i soci e in particolare da Gianfranco Gamberelli, se la cerchia muraria non è approdata ad un cumulo di rottame pietroso. Ed è diventata, invece, un prezioso aggregato monumentale, storico, culturale con forti ed evidenti ricadute di prestigio e di richiamo terziario.

2) In sintonia e sinergia con tutta questa premessa, 30 anni fa Fulvio Pesenti propose la costituzione dell'ente fiere che avrebbe dovuto soprattutto perseguire la vocazione di offerta terziaria delle eccellenze di Pizzighettone. Da tempo Pfa non è più tutto questo. A cominciare da un establishment che, ingaggiando figure "forestiere", ha periferizzato (come 5 anni fa per il Mazza, finito come si sa) il rapporto con il dante causa. Che, fino a prova contraria, è la cittadinanza pizzighettonese.

3) A prescindere da ciò, il Borgomastro oggi su Provincia sentenzia: "Semplicemente Pfa stabilisce legittimamente ed autonomamente le regole per l'utilizzo delle casematte" (neanche Casematte, con l'iniziale maiuscola!).

Da non credere. Sono mosso semplicemente dall'amore verso le mie radici; ma spero proprio che l'esternazione di Barili apra finalmente un chiarimento su una questione vasta e strategica per il nostro amato paese. In un Borgo, così carico di storia, è fuori dubbio che i discendenti di antiche famiglie come la mia (che ha nell'albero genealogico tal Franciscus de Vidalibus, incaricato 500 anni fa dell'hotellerie di accoglienza dell'illustre ospite “prigioniero”e, sia pure da parte nonna, un cugino psrtecipante alla spedizione dei Mille) e quella dei Barili, altrettanto antica,, continuino a marcarsi (positivamente, s'intende) almeno nella condivisione del senso di appartenenza. Poi, la politica è un'altra cosa. Importante è farla bene e nel supremo interesse comunitario. Meglio se attraverso investiti di mandato elettivo attinti dalle radici. Sergio (Barili) troverà il modo per ufficializzare quanto ci siano scambiati in privato.  Ha centrato tutto e lo si capirà! Io dal 1991 non ho tessere. Anche se ho mantenuto le mie idee. Guardo alla vita istituzionale prescindendo dagli schieramenti. A chi mi chiede consiglio suggerisco di alzare lo sguardo all'interesse superiore che deve unire. Il mio desiderio sarebbe un tavolo comune capace di delineare un progetto di futuro per il nostro Borgo. Che, deindustrializzato, non può non guardare al terziario. Imperniato sulla valorizzazione del suo patrimonio storico, monumentale, culturale. L'associazionismo (in particolare GvM e pro Loco) l'ha capito e da trent'anni si è sobbarcato un impegno che spetterebbe al Comune. Il quale, invece, dispensa incarichi, ruoli e prebende a "forestieri". Non voglio dimostrare e imporre niente. Ma scriverò questa denuncia. Nella speranza che molti pizzighettonesi assumano una postura eretta. Di dignità civica e di amore per il nostro paese. Come fai Tu. Con Gianfranco e moltissimi volontari. Del GVM, della Pro Loco, degli accompagnatori alle visite guidate. Grazie, generosi concittadini, per il vostro impegno. E mûlé mja! E' giunto il momento di essere chiari e decisi.

PS: Del pressapochismo, per non dire del limite di knoh how storico e di finezza, dicono sufficientemente due immagini:

l'allestimento coreografico (di plastica) della meravigliosa piazza già piazza d'Armi in occasione egli eventi e per di più a ridosso della chiesa Arcipretale

L'ingaggio del defilé storico nelle vie del centro storico “in costume”, en mise austriaca (con tanto di Cecco Beppe) che qui tra le Mura non fu per secoli amato.

Il tutto, ovviamente, passando davanti alla mia dimora (lasciata nel 1972).

Dall'archivio L'Eco Forum dei lettori

  sabato 15 febbraio 2025

Lettere all'ECO /49

Riceviamo e molto di buon grado pubblichiamo

  martedì 16 marzo 2021

(broad)band...e band(wagoning) / NON SOLO LARA

Abbiamo ricevuto, ringraziamo e di buon grado pubblichiamo

  lunedì 20 giugno 2022

La scuola pubblica non sana, riconosce i meriti! 

Pubblichiamo il documento della Sezione Scuola, Università e Ricerca del PSI

  venerdì 21 gennaio 2022

Focus Quirinale/2

“Abbiamo bisogno di un difensore civico che incarni lo spirito repubblicano” 

Rimani informato!