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Leonida Bissolati

Ringraziando la nostra affezionata lettrice/collaboratrice, Clara Rossini, la pubblichiamo e la commentiamo

  05/11/2021 — Di Redazione

Leonida+Bissolati

Clara Rossini ci ha inviato una lettera/segnalazione che quasi sicuramente indurrà gran parte dei lettori, per quanto il “movente” sia di grande valore etico-civile, ad una percezione a raggio limitato. 

Caro Direttore, talvolta mi ritrovo a rivivere alcune mie lontane esperienze, rievocate probabilmente da alcune date importanti che si ripetono ovviamente ogni anno: ricorrenze del 2 novembre per esempio e quella del successivo giorno 4, per me importantissimo per aver avuto un padre “ragazzo del ‘99”. La grande guerra, il difficile periodo di transizione che determinò la presenza di grandi uomini, vittime di un partito che ci portò alla seconda guerra mondiale e a sanguinose lotte civili. Eppure nei libri di storia sino a poco tempo fa, dalla fine del primo conflitto a tempi più recenti, non vi era traccia. Durante il primo concorso per poter insegnare mi fu chiesto come avrei pensato di interessare i miei piccoli alunni alla realtà storica del nostro Paese. Si parlò di quanto potevano avvicinarsi a ciò che raffiguravano gli eventuali monumenti presenti, all'invito a parlare con i vecchi combattenti vis à vis in aula …o ad avvicinarsi con loro agli steli sui muri del Municipio. 

Oggi, leggendo un articolo sul quotidiano locale, mi sono commossa nell'apprendere che i volontari Auser di Pescarolo hanno reso omaggio al busto dello statista cremonese Leonida Bissolati, riportandolo all'antico splendore. Dato che anche a Cremona i compagni socialisti stanno organizzando da tempo una sua dovuta sentita commemorazione, dando rilevanza al centenario della sua scomparsa, ho provato un po' di rammarico nel considerare come procedure, permessi, sensibilizzazione delle autorità, rallentino i buoni propositi e le manifestazioni atte a dimostrare rispetto, ammirazione, tanta gratitudine. Ringrazio i volontari Auser di Pescarolo che usando un cuore ancora sensibile agli esempi lasciati a tutti noi, eredità incalcolabile, hanno dato vita ad un atto che rincuora, tocca l'animo. 

Grazie per la ospitalità da parte sua e la gentile comprensione. 

Clara Rossini - Cremona 4 novembre 2021 

Cara Clara, touché! La nostra testata cerca (in un impraticabile slancio universalistico) di arrivare dappertutto (in particolare sugli argomenti che, con l'approfondimento e la divulgazione storici, costituiscono il nostro core business; ma lo scoop stavolta non l'abbiamo fatto. 

Prima di noi l'argomento è stato trattato dal quotidiano provinciale; anche se vorremmo sempre vederci bagnare il naso da anticipazioni come quella in trattazione. Che, da un lato, verificano una pratica editoriale in cui trovano posto notizie di testimonianze morali e, dall'altro, rincuorano di fronte all'accertamento, in contesti decisamente poco inclini all'epica, della persistenza di afflati civili. 

Inequivocabilmente, infatti, a tale categoria appartiene la fattispecie del gesto, con cui i volontari Auser di Pescarolo hanno provveduto al restauro della lapide (affissa dal 1924 sulla facciata del Municipio) dedicata a Leonida Bissolati. Volendo mettere i piedi nel piatto, diciamo subito che, pendente, causa lockdown, la ricorrenza del centenario della morte, in assoluto si tratta dell'unica iniziativa celebrativa (sia pure applicata al solo ripristino del decoro monumentale), della memoria dell'uomo politico. Percepito ancora a Pescarolo come colui che “…predicò il riscatto dell'uomo, ebbe fede nella democrazia più che nella rivoluzione, nel Parlamento più che nella piazza…” 

Solitaria iniziativa questa, ovviamente al netto della nostra mission di “parte” di continuatori dell'impresa editoriale della testata venuta alla luce il 4-5 gennaio 1889, e di sodalizio impegnato nell'approfondimento e nella divulgazione storica.  

Da tale punto di vista, non possiamo, sul versante dell'arricchimento delle conoscenze e del tracciato dell'eminente uomo politico, rimproverarci nulla. A mente dell'editorialista realizzata tra il 2019 ed il 2020. 

Avevamo in animo ed avevamo proposto, a ridosso del centenario della Grande Guerra, di focalizzare nella già ricca testimonianza esistenziale e pubblica il tratto crepuscolare del fondatore del socialismo riformista, della sua rete pubblicistica, della messa a punto del controverso interventismo democratico. 

Bissolati chiuse, infatti, come si suol dire, gli occhi al mondo in un contesto in cui i trattati di pace erano stati siglati un anno prima e la loro efficacia era stata attivata qualche mese prima. 

Da figura rilevante dell'interventismo democratico, Bissolati avrebbe ben marcato l'opposizione ad una strategia bellica di stampo reazionario e ad una finalizzazione degli esiti in una direzione che conducesse “l'inutile strage” sul binario morto della riproposizione delle questioni che avevano generato il primo conflitto mondiale e che, vent'anni dopo, avrebbero riproposto il secondo. 

In tal senso il Deputato, eletto a Pescarolo e ministro in due dicasteri di guerra, sarebbe stato il più lucido interprete delle percezioni di tale deriva e, in ciò in sintonia col presidente americano Wilson, testimone di un consapevole e lungimirante rifiuto di annessionismi territoriali punitivi. 

Tale avrebbe dovuto essere il focus dell'approfondimento in occasione del centenario della morte; quale avanzammo alle istituzioni locali. 

E tale resterà non appena le condizioni di sicurezza consentiranno l'evento. 

Al che aggiungiamo, con o senza la partecipazione dei soggetti pubblici! 

Continuiamo, infatti, nel convincimento che la figura di Bissolati costituisca un motivo di consapevolezza e, se consentito, di orgoglio; nei confronti di quello straordinario scenario cremonese di fine Ottocento ed inizio Novecento, capace di fornire grandi slanci ideali e grandi contributi all'impresa civile di far entrare le masse popolari nella vita dello Stato moderno. 

Per concludere, non si può dire che, su questo fecondo terreno di divulgazione, abbiamo qualcosa da rimproverarci, come lucidità ed intensità di progetti rievocativi. 

Tra questi resta la proposta, avanzata al Comune e a distanza di tre anni inghiottita dalle sabbie mobili della neghittosità paludata da giustificazionismi più o meno attendibili e decenti per l'istituzione cittadina, di installare sulla facciata dell'edificio di corso Vittorio Emanuele coincidente con l'esercizio della Marcella, l'ovale realizzato da Mario Coppetti. 

L'artista e partigiano ci lavorò per due anni e, praticamente, vi spirò sopra, dando gli ultimi ritocchi al calco. Raccomandando alla figlia la fusione in due esemplari: uno dei quali, appunto, nella location anzidetta e l'altro nella tomba del Pincetto al Verano. 

Concludiamo doverosamente ringraziando i volontari Auser, la Civica Amministrazione, il Sindaco attuale e il suo predecessore Masseroni, l'intera popolazione di Pescarolo, che continuano ad essere fedeli ed orgogliosi della dedica voluta sul basamento del monumento "a Leonida Bissolati, cavaliere dell'ideale, assertore equo dei doveri e dei diritti delle plebi, anima grande di apostolo e di Patriota che col pensiero e con l'azione affermò i sovrani e secolari diritti d'Italia"

Confidando che l'Auser si metta una mano al cuore: per il ripristino del decoro delle vestigia bissolatiane, come dimostra le immagini della gallery, c'è molto da fare anche a Cremona. (e.v.)

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