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La Vita Cattolica, 5 anni dopo la chiusura 

Nella migliore delle ipotesi, si vuol piangere sul latte versato?

  28/07/2022 — Di Redazione

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...o, come sarebbe auspicabile, si vuole riflettere retrospettivamente, sul significato e sulle conseguenze di un cambio di fase nella struttura e nella ratio della comunicazione di quella che è ancora un'ammiraglia educante? 

È l'interrogativo, per alcuni versi retorico, che da qualche giorno ci stiamo ponendo a petto di una reviviscenza che non ci saremmo mai aspettati. 

Non che non ce ne fossero stati i motivi. I motivi c'erano, eccome. Cinque anni fa, non ci furono, invece, gli interrogativi e i rammarichi che in questi giorni rimbalzano (sul quotidiano cremonese) out of time. 

Quando, realisticamente, apparirebbe difficile rimettere il dentifricio nel tubetto.  

Tra qualche mese ricorrerà il quinto anniversario del preannuncio della soppressione di una testata, che aveva da poco compiuto 101 anni (la nostra testata era nata 17 anni prima e forse era stato uno spunto per una comunità ecclesiale non ancora collaudata con le moderne tecniche comunicative). 

Il loro sarebbe stato un percorso spesso configgente ma in qualche modo parallelo e speculare. Con contrasti a toni decisi, dettati dall'appartenenza a campi decisamente caratterizzati e non infrequentemente contrapposti (se sollecitati da tentazioni invadenti). Ma, come abbiamo considerato nelle annotazioni ispirate dalla percezione di una volontà di fine corsa della mission, accomunate dalla consapevolezza di un impegno civile super partes. 

Apparve a chi scrive un'enormità l'idea che una cathedra (una Diocesi distribuita su un territorio articolato in quattro province amministrative), così rilevante come autorevolezza spirituale e storica e come depositaria di bocche di fuoco “temporali” si acconciasse ad una problematica (realmente esistente) con le medesime guideline praticate dalla vita comune. Il subentrante a Mons. Rini argomentava e rassicurava: “Il congedo da “La Vita Cattolica” a dicembre 2017, dunque, non ha il sapore di un semplice “taglio sul bilancio”. Intende invece – come presto diverrà evidente – essere il primo passaggio del complessivo rilancio di tutto il comparto della comunicazione diocesana.” 

Non disponiamo di elementi di fattuale valutazione e di verifica dello stato dell'arte dei propositi annunciati. Aspetto questo che in qualche modo se non irrilevante è laterale alla questione che segnala uno dei due lettori che ha posto in Spazio Aperto. Una questione posta tardivamente e, come giustamente rileva il Direttore de La Provincia, a “nuora” inappropriata. Ma, non per questo, non degna di considerazione. 

Il lettore argomenta: “Attualmente, secondo Wikipedia, esistono in Italia oltre 180 giornali diocesani, in gran parte settimanali. In Lombardia, su dieci diocesi, soltanto quella di Cremona e ormai priva di una sua pubblicazione cartacea (laddove si escludano il Bollettino ufficiale per gli atti del Vescovo e della Curia e i periodici del Seminario e della F.O.Cr.). Sotto l'episcopato di mons. Antonio Napolioni, infatti, si e deciso di privilegiare, nell'ambito della comunicazione, il portale e i canali social: una scelta fortemente innovativa e forse apprezzata dai giovani, ma certo poco gradita a tante persone anziane, poco avvezze alle nuove tecnologie, cui, da quasi cinque anni, e stato ormai tolto il piacere della lettura settimanale della loro Vita Cattolica.” 

Giustamente, controdeduce il responsabile del quotidiano: “… ospito questo nuovo intervento sul tema perche sono convinto che nascondere la polvere sotto il tappeto non sia mai una soluzione, ma resto convito che il direttore de La Provincia sia il destinatario sbagliato dei vostri rimpianti.” 

Già, una risposta che non fa una grinza. Già tanto che la direzione del giornale della SEC non si sia accodata al conformistico impulso a far spallucce. 

L'Eco del Popolo (e non adesso) ha fatto, in tempi reali e consapevole dell'enormità di un comportamento che replica i gesti dell'ultracapitalismo, qualcosa di più. Nell'attesa che la “suocera” intenda, tolga la polvere da sotto il tappeto e fornisca adeguati e trasparenti riscontri alla richiesta di riconsiderazione, la nostra testata ripubblica interamente il dossier Vita Cattolica. Nella speranza di fornire ai lettori e ai cittadini elementi di valutazione su una vicenda non esattamente esemplare. Ovviamente siamo aperti al confronto. 

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