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L'Ecolibri presenta ‘Tortura’ di Mimmo Franzinelli

Nei venti mesi intercorsi tra l’armistizio dell’8 settembre 1943 e la fine dell’aprile 1945, occupazione tedesca e guerra civile determinano spirali di violenze e crimini orribili

  22/03/2018

A cura della Redazione

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Nella Repubblica di Salò gli apparati di repressione dell'antifascismo praticano la tortura per strappare informazioni, provocare sofferenze, umiliare il nemico. Nello scontro totale, il valore della vita si degrada fino a perdere di significato.

Tortura racconta la «guerra sporca» dei reparti collaborazionisti, che li induce a commettere – nelle prigioni di via Tasso a Roma come nel carcere di San Vittore a Milano – sevizie di ogni genere: somministrazione di scariche elettriche, waterboarding, bruciature dei genitali, simulazioni di fucilazione. In celle buie e sovraffollate c'è chi, con lo sguardo allucinato, il viso macilento e la coscienza annebbiata, si riconosce a stento nello specchio. E chi, giunto alle soglie della pazzia, pensa al suicidio come gesto di estrema e lucida disperazione. Molte donne, poi, rimangono vittime di stupri o sevizie sessuali. Di questo inferno – che il Pasolini di Salò reinterpretò con sinistro acume – Mimmo Franzinelli dà ora conto in pagine di drammatico spessore.

Trascurato dalla storiografia italiana, il fenomeno della tortura è caratterizzato da vari luoghi comuni: per esempio che la grande maggioranza degli inquisiti tacesse durante gli interrogatori o che le sevizie fossero poco utili sul piano operativo. L'approfondita analisi della situazione dimostra che non è così.

Tra chi riuscì a tacere, nonostante disumani tormenti, ci sono due tra i più stretti collaboratori di Ferruccio Parri, dirigenti della Resistenza in Liguria e Lombardia: Luciano Bolis e Manlio Magini.

Seppure in versione isolata, anche i partigiani ricorsero alla tortura. E questa è la pagina più nera della Resistenza, il suo lascito peggiore. Eppure, non è possibile un'equiparazione. Oltre alla rilevante diversità quantitativa, le torture inflitte dai fascisti rivestirono carattere istituzionale, mentre quelle perpetrate dai partigiani violarono le norme diramate dai CLN (infatti, molti seviziatori furono puniti dagli organi della Resistenza).

Sulla base di un'ampia documentazione inedita e di una sapiente ricognizione delle fonti, Franzinelli racconta come si svolsero effettivamente i fatti, sfrondandoli della deformazione manichea e ideologica con cui sono stati spesso tramandati in scritti e discorsi celebrativi. Nella convinzione che, per comprendere un periodo così drammatico della nostra storia, si debba intraprendere un viaggio nell'orrore e guardarlo in faccia, anche per imparare a riconoscere i meccanismi oscuri dell'animo umano e trovare – forse – possibili antidoti.

L'autore

Storico del fascismo e dell'Italia repubblicana, componente del comitato scientifico dell'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione «Ferruccio Pari», è autore di numerosi saggi, fra cui, da Mondadori: Le stragi nascoste, Squadristi, Guerra di spie, Il piano Solo, Il prigioniero di Salò, Il duce e le donne, Bombardate Roma!, Disertori, Il Tribunale del duce. È inoltre coautore dei libri fotografici Il duce proibito, RSI e Fiume.

Franzinelli, che è stato a Cremona in apprezzate conferenze di presentazione di libri di successo, sarà ospite della rassegna Filo-Libri della Società Filodrammatica Cremonese in partnership con A.N.P.I – Ass. Partigiani Cristiani - ASSOCIAZIONE ZANONI – L'Eco del Popolo, Venerdì 13 aprile 2018 ORE 17,30 in Sala Convegni Circolo Filo – piazza Filodrammatici, 2.

L'autore si confronterà con: Giancarlo CORADA, presidente ANPI e già Sindaco di Cremona; Barbara CAFFI, giornalista de La Provincia ed autrice della ricerca Villa Merli; Angelo RESCAGLIO presidente Ass. Partigiani Cristiani. 

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