


Care amiche e cari amici della Fondazione Circolo Rosselli,
siamo lieti di comunicarvi che la lapide intitolata ad Amelia Rosselli a Firenze, vandalizzata ad aprile 2025 vicino a Porta a Prato, è stata ufficialmente ripristinata, come annunciato dall'assessore Caterina Biti. Si tratta di un impegno preso e mantenuto dal Comune, con l'auspicio che possa presto tenersi una cerimonia per ricordare la figura storica di Amelia Rosselli Pincherle — intellettuale di spicco e antifascista — affinché il suo esempio continui a sensibilizzare le giovani generazioni.
Con l'occasione, desideriamo rivolgervi i nostri più sentiti auguri per un sereno Natale e un felice anno nuovo, nel segno della memoria e dell'impegno civile.




BLU o gli Amici di Camicia” (Note dell'Autore, Luigi Cazzaniga)
BLU è nato un mattino presto a New York a Washington Square Park quando mi accorsi che quattro o cinque persone indossavano il mio stesso colore di camicia. Un bel blu azzurro-turchese. La faccenda era cosí strana che dopo un po' ho acceso il telefono e ho cominciato a filmare. Gli incontri sono continuati lungo il mio ritorno a casa e nei giorni successivi. E poi anche in Francia dove andai a trovare i nipotini. E in Italia, a Soncino dove ho casa, e sopratutto a CREMONA dove mi recai un giorno attirato da un'installazione artistico-stradale: onde azzurro-turchesi disegnate da un artista sulla pavimentazione di una via del centro che porta fino a Piazza Duomo. Ad aspettarmi una nuova serie di coincidenze e ”appuntamenti” con Amici e Amiche di Camicia. Rientrato giorni dopo a New York, gli incontri-coincidenza accadevano questa volta in posti specifici: sulle strisce pedonali, agli incroci e agli angoli delle strade, ad uscite ed entrate di negozi, di ascensori o della subway, e ripetutamente durante i miei spostamenti in giro per la città. Li vedevo accadere come delle serie di coincidenze che succedono ogni tanto, come delle onde anomale composte di varie persone diverse che io incontravo una dopo l'altra successivamente, ad ogni incrocio, lungo un tragitto cittadino segnato dal ritmo dei semafori e da quello frenetico dei pedoni Manhattini. Tipo dalla Terza Strada all 17esima nove incontri agli incroci su tredici filmando solo una parte della strada da un taxi! O dalla Terza a piedi a Prince Street e ritorno: dieci incontri su dodici! Siccome sono fotografo registravo questi eventi col telefono intanto che la mia vita andava avanti, e visto che sono un eccellente editor, ne é venuto fuori un film. Per fare il film c'é voluto qualche annetto anche perché girato tra un lavoro e un altro. A un certo punto ho mostrato i primi 20 minuti di “BLU” al mio amico Dr. Massimo Moratti, che già aveva contribuito con mini-finanziamenti ad altre mie ricerche filmiche. Questo mi ha portato a un non-incontro con un Prof. Antropologo della Sapienza a Roma, a una sessione con una Shamana di Brooklyn e poi il mio racconto é diventato una ricerca di tematiche o teorie che potessero rivelarsi concomitanti. In cerca di risposte e chiarificazioni ho imparato che più si osservano le coincidenze più succedono e più si notano. Ho imparato a vedere e riconoscere quando capito in una di queste ricorrenze che io chiamo onde di colore, ‘serie di incontri che si ripetono quasi inspiegabilmente in punti determinati con soggetti diversi su un tragitto tipico da un punto a un altro'. Ho imparato nomi come Stigmergy, Resonance, Apofinia e Paraidolia, e certi esperimenti coi metronomi sembrano davvero corrispondere alle mie pensatine. Terminato il Film ho continuato a incontrare gli Amici di Camicia in particolari momenti e nei soliti-luoghi-insoliti. Inaspettatamente ma con conscia costanza. E' diventato un gioco riconoscerli agli angoli o sulle strisce pedonali: “Primo angolo preso, secondo preso, terzo mancato…” Mi accorgo che mia moglie che ha visto il film li nota anche lei, ma non ne parliamo. Dopo un po' altri pensieri prendono il sopravvento e non ci si fa caso.
Location e data dell'evento conviviale sono da definire.
Ne daremo notizia appena possibile. Anticipando che con molta probabilità, nell'occasione verrà allestita una mostra delle più significative produzioni fotografiche dell'autore.
Fotografo, pittore, filmaker, cronista, scrittore e… sì, tante altre belle cose è, l'artista, Eccellenza Italica da esportazione, da anni ormai newyorkese d'adozione, ma soncinese nel Dna, Luigi Cazzaniga: meraviglioso, creativo, simpatico, vulcanico Italiano del Fare, nel mondo.
NATALE 2025 

PIZZIGHETTONE …la perla dell'Adda, della cultura, dell'arte, del patrimonio monumentale
Sante Borsotti, presepista volontario del Gruppo Volontari Mura, è da anni una colonna portante della Mostra dei Presepi nelle Mura di Pizzighettone. I suoi presepi artistici si distinguono per originalità e per il profondo legame con la storia, la vita e le tradizioni locali.
Tra le opere più significative spicca il presepe ambientato nella Torre del Guado, sviluppato su due livelli narrativi. Nel livello superiore è rappresentata la prigionia di Francesco I di Francia nel 1525, di cui nel 2025 è ricorso il 500° anniversario, con una ricostruzione storica accurata e dettagli realizzati a mano, anche con la collaborazione della nipotina.
Nel piano inferiore, cuore della composizione, trovano spazio le attività tradizionali, che restituiscono la vita quotidiana dell'epoca e guidano lo sguardo verso il significato più umano della scena.
“Importante è anche la ricostruzione della borgata di Gera, con la piazza del mercato di Pizzighettone animata da botteghe storiche e scene di vita quotidiana. Spiccano le panetterie dell'epoca, tra cui la Cechina e quella delle sorelle Lella e Giovanna (detta Giò), ora chiusa, e lo studio del maestro Marco Sudati, dettagli preziosi che riportano alla memoria vie e piazze nel segno della Natività.”
Suggestiva la scena presentata come un quadro d'autore, dove San Giuseppe tiene in braccio Gesù Bambino mentre Maria lo osserva con amore: una rappresentazione intima e moderna della Sacra Famiglia, che parla di condivisione, cura e affetto.
Tra le ultime realizzazioni, la Cappella dei Carcerati nella stecca nord di via Casematte, ricostruita con grande fedeltà storica. Per questo presepe sono stati utilizzati anche frammenti originali di intonaco, caduti nel tempo a causa dell'umidità e recuperati per essere reinseriti nell'opera. Un dettaglio autentico che restituisce la vita carceraria all'interno delle casematte, memoria concreta della Pizzighettone di un tempo. Sullo sfondo, il quadro della Madonna Addolorata rafforza il valore simbolico della scena. Nella parte superiore è presente il ballatoio con la torretta di guardia, da cui un Carabiniere controlla dall'alto i detenuti.
Nello scatto fotografico, il volontario Sante Borsotti è ritratto accanto alle sue opere artistiche, testimonianza di una passione coltivata con dedizione negli anni. Una passione che lo porta ogni anno a Napoli, nella storica via San Gregorio Armeno, dove si reca personalmente per selezionare e acquistare statuine artigianali originali, curate nei minimi dettagli, da inserire nei suoi presepi artistici. Un impegno che rende le sue opere veri racconti visivi di storia, fede e identità locale, messi generosamente al servizio della comunità di Pizzighettone.
A completare il percorso espositivo, la Quarta Mostra dei Presepi nelle Mura ospita anche le opere di altri artisti, tra cui una ventina di artisti locali, le scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di Pizzighettone, e presepisti provenienti da Capralba (CR) e Parma, offrendo al pubblico un'ampia e suggestiva panoramica sulla tradizione del presepe artistico.
La mostra, aperta fino al 19 gennaio 2026, presenta 120 natività di vario genere.
…prima che queste benedette feste se le porti via...
Ok…de gustibus non est…(anche se già dal titolo si capisce che…).
Però, fermo restando appunto la piena prerogativa festaiola, poco consona, oltre che al sentiment individuale, soprattutto ad un contesto, zeppo di guerre, atrocità, ingiustizie, affrontato a muso duro a colpi di 11000 tonnellate di sprechi alimentari e alla corsa ai saldi ed al sold out vacanziero, che mal si conciliano con la vulgata dei non si arriva alla metà del mese.
Ma da questa giostra delle lamentazioni, in larghissima parte giustificate da una incontrovertibile realtà di ingiustizie, nessuno vuole essere lasciato a terra. Su tale eterogenesi dei fini opera il meccanismo di trascinamento esercitato dal combinato tra latenti aspettative correlate al mantenimento di stili di vita “consumistici” (in contrasto sia con la declinata tenuta dei fondamentali concreti sia con il riferimento ormai completamente sprofondato ad impostazioni civili d'altra tempra).
In tale combinato ha un ruolo di indirizzo della politica e di gestione istituzionale. D'altro lato, in un contesto da anni ispirato da un leaderismo giocato sull'attrattività tossica e sul compiacimento delle pretese, non ci si deve sorprende se nella città dei balocchi da tempo irrompe l'impulso della governance cittadina a non deludere il popolo festaiolo; a dire il vero ed avendo occhio al “cartellone” dell'intera annata, lusingato e compiaciuto ( in larga parte, “a carico” e con larga tolleranza di modalità e limiti, in tutte le stagioni).
Il passaggio del testimone tra l'anno che chiude e quello che si apre giustificherebbe, ça va sans dire, una certa larghezza.
Infatti, come si evince dagli annunci, l'offerta viene raddoppiata. Anche con qualche avvertenza.
Capodanno Due palchi
cosi la festa raddoppia
Doppio dj set di San Silvestro: pop in piazza Stradivari, alternativo in piazza della Pace
ASPETTANDO L'ANNO NUOVO
Scatta il divieto di botti
Multe fino a 300 euro
Promossa anche la campagna Lav per sensibilizzare sui rischi per persone e animali
A cose fatte, è doveroso dare atto che, nonostante la concentrazione di massa in centro storico, tutto si è svolto nel timing previsto e senza spiacevoli sopravvenienze.
Ad eccezione del rilievo (che ci iscriverà d'ufficio nell'elenco dei gufatori e degli eterni critici) riguardante la quasi totale inosservanza del secondo annuncio.
L'immagine (relativa ad uno dei focus e scattata da una nostra lettrice) dimostra con piena evidenza quanto da noi premesso. La disobbedienza è iniziata (in qualche semiperiferia ed in tardo pomeriggio) addirittura il giorno prima.
Ovviamente il disobbedienti hanno dato il meglio di sé ancor prima dei dodici rintocchi, proseguendo oltre la mezzanotte.
Sulla cosa principale (i festeggiamenti ospitati in pieno centro storico) ci va di dire che tutto è bene ciò che finisce bene. Sui “botti, invece, non possiamo non essere severi (stupendoci del tamquam non esset dei pubblici potere).

I botti...non ci siamo capiti. Non si tratta, ai fini della regressione del diffuso fenomeno, di "appello", strada più o meno percorsa dalle preposte autorità all'insegna di un impronta didascalica incardinata dall'imperativo di salvare capra e cavoli (l'occhiolino fatto ai renitenti ad un comportamento ispirato da responsabilità e da civiltà e, dall'altra parte, la condiscendenza ma a parole verso la quasi universale perorazione proveniente dalla comunità di rispetto della sicurezza, della quiete, del mondo animale)
Per essere efficaci e più autorevoli, citeremo Francesco Merlo su La Repubblica:
“Sulla ricerca del botto proibito in contrasto con la ricerca delle persone per bene dei fuochi innocui ed innocenti. Non esiste il botto politicamente corretto. È sempre una volgarità, quali che siano le intenzioni. Non tanto per l'effetto pirico, ma per la replica del rumore della guerra e della caccia. Che strazia le orecchie dei cani e degli animali in genere. Intimorisce ed inquieta i fragili. Incrementa il senso di insicurezza e di soccombenza al generale impulso di violazione delle regole.”
Se sai che le tue "gride" saranno violate, astienitene.
Quando le regole, unitamente alla versione gride, restano sulla carta, inevitabilmente collezioni un doppio danno: l'incapacità di prevenire sul terreno della sicurezza e la caduta dell'autorevolezza.