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Eco-Bacheca del 22 febbraio 2026

  22/02/2026

Di Redazione

Eco-Bacheca+del+22+febbraio+2026

Prosegue, con successo, il calendario celebrativo  (Antifascismo, Resistenza, Costituente) allestito dall'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, presieduta dal Professor Franco Verdi.. Dopo il riuscita conferenza dedicata alla figura di Don Luisito Bianchi, per venerdì 20 febbraio alle 17.30 nella sala teatro “Contardo Ferrini” della parrocchia di SantAgata, in corso Garibaldi 121, è programmata una conferenza sul tema “L'Umanesimo Integrale di Romeo Voltini”. Relatore  il Sen. Walter Montini, curatore del libro. Un'iniziativa editoriale con cui  nel 2018, nel trentesimo dalla morte di Voltini, un gruppo di amici (Albino Gorini, lo stesso Montini, Giuseppe Pelli, Riccardo Piccioni, Fr anco Verdi ) ne ricordarono il profilo umano e politico. Un testo fondato sulle testimonianze personali, sulla documentazione pubblica e le carte private, attraverso i percorsi della sua vita, nelle parrocchie che lo ebbero componente attivo, nel sindacato maestri della Cisl di cui fu tra i fondatori, nell'Associazione Maestri Cattolici, nel partito della Democrazia Cristiana di cui fu anche segretario provinciale, nel sindacato pensionati della Cisl negli ultimi anni della sua vita. Un dirigente che potrebbe, sottolineano gli organizzatori dell'evento, essere preso a modello n e l l'attuale realtà politico-sociale, caratterizzata da una crisi generalizzata di

classe dirigente. Sono queste le linee fondative del suo antifascismo, limpido nei principi  e  coerente e appassionato nella formazione, nello studio, nell'iniziativa politica e nell'azione sociale.

Salone dello Studente Young 2026

E' iniziato il tour nelle scuole

Con la prima tappa all'Istituto Tecnico di Istruzione Superiore “A. Stradivari”, giovedì 19 febbraio ha preso il via l'edizione 2026 del Salone dello Studente Young, l'annuale appuntamento dedicato all'informazione e all'orientamento post diploma promosso dall'Informagiovani del Comune di Cremona. L'iniziativa è rivolta alle studentesse e agli studenti in uscita dalle scuole secondarie di secondo grado e alle loro famiglie.

Gli studenti dell'Istituto “A. Stradivari” hanno così avuto modo di visitare gli spazi espositivi allestiti da Università, Accademie, ITS e altre realtà della formazione post diploma, confrontandosi direttamente con docenti, referenti e studenti universitari. Un'occasione concreta per raccogliere informazioni, materiali utili, chiarire dubbi e orientarsi in modo più consapevole tra le diverse opportunità.

Nel corso della mattinata si sono svolti anche incontri nei corso dei quali  i ragazzi hanno ascoltato testimonianze dirette di docenti e rappresentanti di Università, Accademie e istituzioni formative. Gli interventi hanno offerto uno sguardo approfondito sulle dinamiche del mondo della formazione e sulle competenze richieste oggi, fornendo un upporto concreto al percorso di orientamento post diploma.

Il Tour nelle scuole

Nei prossimi mesi, seguendo un calendario condiviso con gli istituti aderenti, il Salone dello Studente Young in Tour farà tappa direttamente nelle scuole del territorio. Ogni Istituto potrà costruire un evento di orientamento su misura, rispondendo alle esigenze specifiche dei propri studenti. Questo approccio personalizzato consente un contatto diretto con realtà universitarie, accademiche, ITS e altre realtà della formazione e del mondo del lavoro, migliorando l'efficacia dell'orientamento e offrendo informazioni mirate per scelte consapevoli.

La formula – modulabile in base alle esigenze di ciascun Istituto – prevede:

  • allestimento di spazi espositivi nei corridoi e/o nelle palestre degli Istituti ospitanti, con la presenza di Università, Accademie, ITS e altre realtà post diploma;
  • presentazioni in aula con testimonianze di docenti, studenti e professionisti del mondo della formazione e del lavoro;
  • una postazione Informagiovani dedicata, con orientatori disponibili per informazioni, consulenze e prenotazioni di colloqui individuali.

Durante alcune tappe del Tour, gli studenti avranno inoltre l'opportunità di incontrare i rappresentanti della Consulta Interuniversitaria di Cremona, che condivideranno la proprie esperienze di studio.

Calendario delle prossime tappe

Dopo la prima giornata di orientamento, il 24 febbraio 2026 il Salone dello Studente Young farà tappa all'Istituto di Istruzione Superiore “G. Romani” di Casalmaggiore, il 2 e 3 marzo all'Istituto di Istruzione Superiore “J. Torriani”, il 17 marzo all'Istituto di Istruzione Superiore “Ghisleri”, il 31 marzo al Liceo “Manin”, il 16 aprile all'Istituto di Istruzione Superiore Einaudi” e il 23 aprile al Liceo “Anguissola”. Ogni tappa è riservata esclusivamente agli studenti dell'istituto che ospita.

Attività di orientamento in classe

Il Salone dello Studente Young propone una serie di percorsi formativi progettati per accompagnare gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado verso scelte consapevoli per il proprio futuro. L'iniziativa offre laboratori specifici che spaziano dal potenziamento del metodo di studio e dell'autovalutazione per i più giovani, fino a moduli avanzati sulla scelta post-diploma, la pianificazione della carriera  e sulla ricerca attiva del lavoro per le classi quinte. Gli esperti dell'Informagiovani guidano i ragazzi attraverso l'analisi delle competenze trasversali, la simulazione di colloqui e la scoperta delle diverse opportunità post diploma, incluse le esperienze internazionali e il pubblico impiego. Il progetto mira a promuovere l'auto-efficacia e la responsabilità personale, fornendo strumenti pratici per orientarsi con successo nel panorama universitario e professionale.

Simulazione dei test di ammissione all'Università

Anche per il 2026, il Servizio Informagiovani, in collaborazione con Alpha Test, il 25 marzo organizzerà simulazioni dei test di ammissione all'università. Gli incontri, in presenza, permetteranno agli studenti di sperimentare tempi, modalità e contenuti delle prove di accesso ai corsi di laurea, preparandosi in modo più efficace agli esami reali.

Consulenze personalizzate

Il Servizio Informagiovani offre consulenze gratuite e personalizzate per la scelta formativa post-diploma e per la ricerca di lavoro. I colloqui si svolgono su appuntamento, in presenza presso la sede di via Palestro 17 oppure online.

Per prenotare:

  • telefono: 0372 407950 lunedì, giovedì e venerdì: 10.00 – 13.30 martedì: 12.00 – 18.00 mercoledì: 10.00 – 18.00

tel. 0372 407950 – orientamento@comune.cremona.it
web:
www.salone-studente.it

Il Salone dello Studente è un format del Comune di Cremona - Servizio Informagiovani e la XXX edizione è realizzata con il contributo dell'Associazione Industriali della provincia di Cremona e di Credito Padano – Banca di Credito Cooperativo e in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Territoriale.
Le attività del Salone dello Studente Young rientrano tra le azioni del progetto "Comunità attive, giovani connessi" finanziato da Regione Lombardia, nell'ambito del bando "La Lombardia è dei Giovani” 2025, in collaborazione con ANCI Lombardia - Ente capofila Unione lombarda dei Comuni Centuriati di Bonemerse e Malagnino.

Sabato 21 febbraio la rassegna “Culture in Dialogo” fa tappa al Museo Archeologico S. Lorenzo

Sabato 21 febbraio, dalle 15 alle 17, la rassegna Culture in Dialogo fa tappa al Museo Archeologico San Lorenzo (via San Lorenzo, 4 - Cremona), dove il pubblico avrà l'opportunità di partecipare ad una visita guidata d'eccezione. Attraversando gli scenografici spazi museali, sarà infatti possibile incontrare persone provenienti da diverse parti del mondo che condivideranno racconti, leggende e memorie personali ispirate ai reperti archeologici che più le hanno colpite. Le visite guidate – a ingresso libero e gratuito - avverranno alle 15, alle 15:30, elle 16, e alle 16:30.

Grazie a ricordi d'infanzia, si potrà sperimentare una sorta di viaggio attraverso il Mediterraneo, per le strette viuzze della medina, tra moschee, palazzi e i loro variopinti mosaici, nei cortili assolati delle vecchie case di campagna in Marocco; sempre il mare porterà a conoscere la forza e il coraggio delle donne d'Albania, dalla Regina dell'Illiria alla resistenza contro l'impero Ottomano; il rintocco delle campane condurrà in Romania, per conoscere feste rituali di paese e antichi lavori di intreccio del vimini; il viaggio terminerà in Ucraina, nella “città dei leoni” le cui statue, al pari degli abitanti, attendono il ritorno della pace e dei turisti.

Culture in Dialogo, alla sua quarta edizione, è un progetto che intende trasformare i musei in spazi vivi di incontro e scambio, mettendo in relazione il patrimonio immateriale dei nostri concittadini di origine straniera - fatto di storie, musiche, esperienze di vita, conoscenze del proprio Paese - con il patrimonio materiale rappresentato da opere e oggetti esposti nelle sale. Il progetto nasce dalla pluriennale collaborazione tra  associazioni, il Sistema Museale Cremona Musei e il Centro Interculturale Mondinsieme (Comune di Cremona) e il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell'Università di Pavia sede di Cremona, con il cofinanziamento della Fondazione Walter Stauffer. Gli eventi sono inseriti nel laboratorio permanente “La Trama dei Diritti” a cura di CSV

Sabato 21 febbraio alle ore 17.30 presentiamo il libro di Matteo Daniele Gualtieri, "L'Italia s'è persa", Italia, marzo 1945. La Seconda Guerra Mondiale è ormai agli sgoccioli. A Pontepiana, piccolo paese perso tra le colline fuori Milano, Carlo Rigomonti, maresciallo-capo della Repubblica Sociale Italiana, è chiamato a indagare su un luogo del crimine che ricalca alla perfezione il modus operandi della Banda Mameli, un gruppo di eversivi talmente fuori controllo da non essere riconosciuto neanche dai ranghi ufficiali della Resistenza. Per Carlo, la comparsa della Banda Mameli è l'ennesima sfida di un conflitto che sta mettendo a dura prova il suo stesso credo. Sentimento che sta provando anche Danilo, detto Morino, diviso tra il desiderio di vendetta per ciò che il regime fascista gli ha portato via, e la paura di perdere la propria umanità in nome di un bene superiore. Due uomini più simili di quanto possano immaginare, legati da una guerra fratricida e l'ultimo incombente atto di forza di Mazzini, il misterioso leader della Banda Mameli. Claudio Ardigò dialoga con l'autore.

door to door…valorizzazione centro storico…servizio alle fragilità…autogestione sostenibile.

Con un gesto che riqualifica un comprensorio edilizio (di proprietà pubblica) uscito, diciamo, un po' dalle consuetudini, anche se, come vedremo subito, carico di storia edificante, e una via cittadina idealmente cuore (a pochi passi dal Municipio, dalla Cattedrale, dai Musei) ma lentamente scivolato via dalla convivialità (fors'anche dal transito!). Il tutto correlato ad un segmento valoriale forse più importante: l'attivazione di una leva capace di grandi ricadute civili e sociali.

Già l'aver sottratto i cento passi di una via così carica di storia e di suggestioni dall'abbandono e l'averla (come da vent'anni sillabano senza risultati concreti i bugiardoni) concretamente rigenerata non sarebbe cosa di poco conto.

Ma ciò che conta tanto (forse molto di più) è il combinato disposto tra rigenerazione fisica e civile (per questa seconda, soprattutto, per l'indotto auspicabile, a livello di trickledown quotidiano e di segnale spirituale e civile.

Scriviamo questo pezzo di cronaca di un evento conviviale ed inaugurale, mossi più che dall'impulso professionale di darne notizia, dalla ferma determinazione a cogliere l'opportunità di una riflessione/testimonianza attorno a quello che dovrebbe essere il perno motivazionale di un'iniziativa che...ok...ha anche un background (lato sensu) gestionale, rigenerativo di un quadrante urbanistico, monumentale e comunitario. Ma che ha, ripetiamo, prima di tutto un retroterra di consapevolezze derivanti dalla lettura umanitaria e dalla volontà di coniugare tale lettura con la capacità di progettare moduli gestionali in cui siano compatibili i cuori gettati oltre l'ostacolo a beneficio delle fragilità e la sostenibilità di modelli capaci di uscire dalle formule assistenzialistiche per entrare (ovviamente, con i debiti sostegni comunitari) nell'orbita del "mercato". Lo è (con l'ovvio incombente di ulteriori approfondimenti) il branding di cui ieri ha fatto il vernissage la cooperativa "Fratelli tutti". Il cui impianto lessicale magari susciterà riserve circa qualche concessione di tipo retorico. Ma che, nella sostanza, dice bene il retroterra di consapevolezze e la visuale progettuale con cui l'umanità post-globale dovrebbe affrontare la sostenibilità del modello di mercato sociale in generale e la concreta declinazione del valore dell'essere "fratelli tutti". Un perno, questo, capace di fornire ispirazione, idealismi nonché alimento e dinamiche comportamentali concrete e pratiche, alla spiritualità tanto religiosa quanto laica. Ad iniziare appunto dai precordi interpretativi della condizione di "cittadinanza" umana e civile dell'aliquota di quei fratelli che, per nascita e o per percorsi esistenziali, carichi di handicap (fisici, psichici, sociali) fanno più fatica di altri ad approdare alla concreta condizione di fratellanza universale e paritaria. La gran parte delle cause sfavorevoli resta, da sempre, in capo alla marchiatura ab bacula di marcatori underground, sicura garanzia di percorsi esistenziali sfavoriti negli ultimi decenni molto si è fatto a livello di metabolizzazione (concettuale e, soprattutto, nel tessuto civile) di questi handicap di partenza. Anche se, per dirla fino in fondo e per esorcizzare certi ritorni di fiamma di orripilanti teorie e, peggio ancora, di discendenti, terrificanti pratiche, andrebbe, con intenti esorcizzanti, richiamata la circostanza che il civilissimo Giappone ha abolito solo 30 anni fa la "potatura dei figli imperfetti" (esattamente replicante, anche a livello concettuale, l'eugenetica del bagaglio nazista). Non solo non ci sono figli imperfetti dal punto di vista teorico culturale, ma neanche da quello della gestione pratica. Negli ultimi decenni, si ripete, sono stati compiuti rivoluzionari passi evolutivi con ricadute pratiche-gestionali. Affidate prevalentemente agli ambiti prestazionali del welfare. Che, in parte sollevando il carico degli incombenti materiali, lasciano irrisolto il bacino delle problematiche quotidiane dei care-giver di famigliari di prossimità relazionale. Nei nostri intercorsi esistenziali, largamente influenzati dalla sollecitudine di profilo solidaristico, ne siamo stati ben consapevoli. In rapporto sia al sempre incombente aggregato di preoccupazioni, criticità, limitazioni sia soprattutto alla spada di Damocle del terribile "dopo di noi" che pende sui pensieri e sulle prospetti di qualsiasi genitore di (con graduali criticità) compromissioni di figli fragili. Purtroppo il sottostante di queste fragilità non può essere riavvolto come fosse una pellicola. Ma parecchio è stato fatto e molto ancora si può lucidamente fare, oltre che per una ulteriore implementazione del sostegno sociale, una progressione di impegno attorno a due progetti strategici di valenza civile e culturale (la piena inclusione dei portatori di Fragilità nella pienezza di appartenenza comunitaria) e, come dimostra la progressione della formula nel conteso socioeconomico del progetto che ha come scopo il passaggio dalla piena parità nell'ambito civile comunitario allo "sdoganamento" dei progetti che postulino nel concreto socioeconomico la metabolizzazione della sostenibilità della cogestione in forma cooperativa delle iniziative imprenditoriali dei portatori di fragilità.

Di tutto ciò dobbiamo riconoscere i meriti (ed esserne grati) della complessa squadra cui si deve il raggiungimento del traguardo: l'aggregato di cooperative, i ragazzi in essi impegnati e, in alcuni casi, i loro genitori, gli operatori professionali e, dulcis n fundo, la Fondazione, presieduta da Giuseppe Foderaro.

A questi protagonisti di concreti e costanti gesti civili (che arrivano dove il mercato o le ditte non arrivano) il nostro apprezzamento e incoraggiamento (si ripete per quello che può contare).

Non siamo imparati, ma informati sì. Per una memoria che non cede e che impone di correlar visi costantemente e fedelmente. La odierna Fondazione scaturisce dalle preesistenze di ECA Ente Comunale di Assistenza, per tanti anni presieduta dall'Orfano Clemente Descalzi e fortemente sostenuta dall'Assessore Gualtiero Cantelli). De Scalzi fu un orfano capace di farsi le ossa con attività professionali importanti. Prima di andare all'Eca (per incontrare i numerosi questuanti) la moglie, in negozio, provvedeva a mettergli in tasca una mazzetta di cartamoneta (dispensata quando i buoni assistenziali erano esauriti).

Cantelli fu costantemente legato all'Eca, al punto che, oltre a monitorare il servizio di somministrazione dei pasti alla mensa popolare Agnello e a quella di Via Cadore, non rinunciava nei momenti di punta ad indossare la scusaleta e a servire in tavola. Okniente è immutabile. Ma ci sembra di notare una certa continuità spirituale e civica in questi contesti distanti nel tempo.

Qualche anno fa, la nostra testata, di fronte alle deregulation ordinamentali, si poneva qualche allarmato quesito.

In ogni caso, avanti!

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