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DAD, concorsi ed empatia

...la vita è anche emozione e forse lo è per tutti, o almeno speriamo!

  25/05/2020

Di Roberta Tosetti

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La fine della scuola è vicina. Mancano pochi giorni e quest'anno chiuderà i battenti. L'anno degli acronimi: Dad, Covid, e altri...

Un anno che nessun preside, nessun insegnante e nessun alunno avrebbe mai pensato finisse in un colpo il 22 Febbraio. Sì, dalle fatidiche vacanze di carnevale non siamo più rientrati a scuola. Tutto si è bloccato, tutto è cambiato. Sullo sfondo di tutto ciò la tragedia: i morti, le ambulanze, la pandemia, l'orrore, la perdita di un lavoro, l'isolamento.

La scuola si è reinventata grazie all'impegno dei professori, tutti i professori, anche i precari che in questi giorni sono stati con il fiato sospeso, in balia di un concorso che non si poteva fare. Anche i ragazzi si sono reinventati: hanno capito come funziona la DAD e da bravi nativi digitali seguono lezioni, fanno verifiche e interrogazioni on line.

In tutta questa scenografia che ognuno di noi non avrebbe mai pensato di vivere, di affrontare, sono nate tra i docenti, i docenti della stessa classe, forse, e non solo, grandi empatie e collaborazioni che solo un arido computer ha saputo creare. I consigli di classe non sono mai stati così aspettati, anche solo per un saluto, per un abbraccio virtuale, per una lacrima di commozione. Sì. Ci siamo sentiti vicini, partecipi di un unico grande dolore e, insieme abbiamo affrontato come gestire una classe di ragazzi virtuali. Abbiamo condiviso verifiche, interrogazioni, casi di sostegno per i ragazzi e altro. Abbiamo messo in gioco, insieme, la nostra quotidianità basata su un computer, su un incontro uniti e solidali.

Ora abbiamo l'ultimo step: gli scrutini. Come saranno? Cosa faremo? Come accadrà? Ora non riusciamo a prevederlo ma certamente siamo sicuri di una cosa unica e valida: la nostra unione, la nostra forza, la nostra solidarietà. Mai come in questo fine anno scolastico noi insegnanti ci siamo sentiti tanto uniti e, credo che durante questo ultimo passaggio burocratico, gli scrutini appunto, qualche lacrima potrebbe scendere. Perché no...la vita è anche emozione e forse lo è per tutti, o almeno speriamo!

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